Golia alla conquista di Bagdad
B agdad è stata conquistata dai Curdi guidati da Thor ma al suo interno conta ancora numerosi sudditi fedeli al deposto Re Selim che è al momento esiliato con parte del suo esercito in attesa di tentare la riconquista della città. Per questo intende allearsi con la tribù di Saud facendo unire in matrimonio sua figlia Myriam con il giovane Phir figlio del capo Saud. Ma mentre Myriam viene condotta sotto scorta dal suo promesso sposo ecco che viene rapita dai predoni di Rhalek a capo dei famigerati Carigiti, una setta che si marchia la guancia destra con un segno che ne rivela l'appartenenza. Costui, alleato di Thor al quale ha promesso la giovane principessa, ha in realtà in serbo di prendere a sua volta il potere quando se ne presenterà l'occasione propizia e di tenersi per il suo harem la giovane e nobile preda. Sul luogo dell'agguato ecco arrivare un gigante di nome Golia che rinviene sul posto il capo scorta Safawidi ancora vivo anche se gravemente ferito. Saputo dell'accaduto lo porta al campo di Re Selim col quale concorda un piano per liberare sua figlia. Anche Phir il suo promesso sposo, contravvenendo agli ordini paterni, si è messo sulle tracce della principessa con un gruppetto di fedelissimi, finendo però anche lui catturato. Golia che nel frattempo si era intrufolato tra i predoni di Rhalek carpendone la fiducia, può indagare a Bagdad per scoprire dove sono rinchiusi i due prigionieri, in questo aiutato da un infiltrato, fedele a Selim, di nome Yssour. Ma anche il Re ha una spia al suo interno per cui si corre il rischio che l'attacco a Bagdad naufraghi a causa della sua soffiata. Tuttavia Golia con alcuni forzuti conosciuti per strada e dei quali gode della massima stima e amicizia, riesce a sfondare le porte della città e consentire agli alleati di penetrare in essa vittoriosi. Selim uccide in duello il rivale curdo Thor e concede a sua figlia il trono di Bagdad che dividerà con il suo sposo Phir, entrambi grati a quel gigante buono che ha saputo garantirgli quel radioso futuro.
A tratti sconnesso per evidenti errori al montaggio è tuttavia un buon esempio di peplum nostrano con Peter Lupus, uno dei tanti culturisti americani che trovarono fortuna da noi in quegli anni, qui accreditato col più roboante nome di Rock Stevens, al cui fianco ruotano tantissimi volti noti di attori e caratteristi italiani con la bellissima Helga Liné, nell'unico, per altro ridottissimo vero ruolo femminile.
Golia alla conquista di Bagdad
Italia 1965
Regia: Domenico Paolella
Musiche Angelo Francesco Lavagnino
con
Peter Lupus: Golia (accreditato Rock Stevens)
Mario Petri: Yssour
Helga Liné: Fatma
Arturo Dominici: Kaichev
Piero Lulli: Thor
Anna Maria Polani: Myriam
Marino Masé: Phir
Daniele Vargas: Saud
Mino Doro: Re Selim
Andrea Aureli: Rhalek dei Carigiti
Nello Pazzafini: Horval
Dario Michaelis: Safawidi
Fedele Gentile: ufficiale di Selim
Ignazio Balsamo: messaggero
Bernardina Sarrocco: ancella
Mirko Valentin: soldato
e con
non accreditati ma riconoscibili
Sal Borgese in due differenti ruoli
Pietro Torrisi
Pietro Ceccarelli
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