Sahara


Sahara
G iugno 1942, un piccolo distaccamento di carri armati americani si è unito all' VIII Corpo di Armata Britannico nel Nord Africa per dare manforte e fare esperienza nella guerra del deserto. Il sergente Joe Gunn col suo carro che ha amorevolmente battezzato Lulubelle si trova nel bel mezzo della ritirata successiva alla caduta di Tobruk. Via radio si invita tutti i superstiti a dirigersi verso il sud della Libia essendo le altre tre vie ormai in mano ai Tedeschi. Subito dopo essersi messo in moto, il sergente rinviene un gruppo di dispersi inglesi al comando di un Capitano medico che si è visto bombardare dagli Stukas l'ospedale da campo che gestiva. Saputo della disfatta, anche gli inglesi decidono di imbarcarsi sul tank americano sperando di non venir intercettati dagli aerei nemici. Si cerca disperatamente qualche pozzo d'acqua, essendo ormai le riserve agli sgoccioli e la fortuna vuole che si imbattano in un sergente del battaglione sudanese, che ha con sé prigioniero un disperso italiano. Lui è Tambul e conosce la zona e i pozzi che possono ancora avere dell'acqua lungo il loro cammino, mentre Giuseppe, il soldato italiano, viene sulle prime abbandonato per poi, mossi da pietà, accolto a bordo evitandogli morte certa. Ma due bocche in più da sfamare e dissetare sono un vero problema senza contare che un caccia tedesco di lì a poco li sorprende ed inizia a mitragliare in ripetuti attacchi a bassa quota, finché viene centrato ed abbattuto. Catturato, il pilota tedesco Capitano von Schletow, è poco collaborativo ed avendo ucciso uno di loro rischia di venir linciato senza tanti complimenti. Ma tornata la calma si prosegue, con quella che  ormai è diventata una vera e propria Arca di Noé, per le rovine di Bir Acroma, dove Tambul ricorda esserci un pozzo. Qui, in questo fortino abbandonato, rinvengono il pozzo ma sembra prosciugato come gli altri. Tuttavia calatosi al suo interno, Tambul scopre che in fondo goccia ancora acqua anche se in quantità minima. Tuttavia sufficiente a riempire pian piano diverse borracce e taniche con un conseguente dispendio di tempo che potrebbe risultare dannoso nella ritirata verso la salvezza. Tanto più che anche i tedeschi conoscono, tramite le loro guide, quel pozzo ed hanno mandato un mezzo in avanscoperta per sincerarsi della sua presenza. Il mezzo viene fermato e un paio di soldati catturati dai quali apprendono che entro un ora li seguirà il battaglione al completo ancorché privo di carri e artiglieria pesante. Joe, gioca di astuzia e fa loro credere che ci sia acqua a volontà che loro intendono barattare con del cibo per cui li manda liberi ad avvertite il grosso del battaglione. Lui intende trincerarsi e resistere, mandando col mezzo catturato al nemico, un suo pilota verso sud per chiedere soccorso agli inglesi. E' l'occasione per dimostrare il loro valore, anche se in grave inferiorità numerica, contando sulla sete e stanchezza dei tedeschi che se sorpresi possono sbandarsi ed arrendersi. Trincerati nel forte, col carro ben interrato e pronto col cannone a far fuoco, vengono disposte tutt'intorno parecchie mine e piazzate mitragliatrici catturate poco prima al drappello nemico. All'arrivo dei tedeschi scoppia l'inferno e nonostante la tenacia degli assalitori, vengono a più riprese respinti anche dopo svariate trattative di resa proponendo un litro d'acqua in cambio di un fucile. Ma il sole cocente e la sete prevalgono alla fine sulla ferrea volontà dei Tedeschi di conquistare il fortino, finché, abbandonate le armi, si gettano in massa in un pozzo d'acqua che miracolosamente le loro bombe avevano aperto vicino al vecchio che sembrava secco. Catturati vengono incolonnati verso il campo inglese che si vede arrivare l'eroico sergente col suo carro e i pochi compagni rimasti a guardia e scorta dei numerosi nemici.
Tolto il finale enfatico, non nuovo ai film di propaganda bellica di quel periodo, la storia si apprezza soprattutto per la presenza di un'icona come Humphrey Bogart, eclettico  e capace di ricoprire qualsiasi ruolo come del resto una grande star ha nel suo bagaglio artistico.



Sahara
Stati Uniti 1943
Regia: Zoltán Korda
Musiche Miklós Rózsa
con
Humphrey Bogart: sergente Joe Gunn
Bruce Bennett: Waco Hoyt
Richard Nugent: Capitano Halliday
J. Carrol Naish: il soldato italiano Giuseppe
Lloyd Bridges: soldato Clarkson
Rex Ingram: il sergente maggiore sudanese Tambul
Dan Duryea: Jimmy Doyle
Louis Mercier: Jean Leroux, il soldato francese
Patrick O'Moore: soldato Osmond Bates
Guy Kingsford: soldato Peter Stegman
Carl Harbord: il soldato Williams
Kurt Kreuger: il pilota tedesco Capitano von Schletow
John Wengraf: Maggiore Von Falken

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