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Rascel Marine
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Segnali provenienti da una remota isoletta del Pacifico inducono il Comando Americano a spedire sull'isola nell'infuocato luglio del '43 una squadra di marines che da un sommergibile, a bordo di canotti, dovrà approdare e sincerarsi della presenza del nemico. Dei tre canotti quello col sergente va a fondo e i due rimanenti con sette uomini vengono posti al comando del neo promosso caporale Ronnie Di Donato che ben presto dimostra di non essere per niente adatto al compito, sbagliandosi sovente circa la direzione da prendere. Non sanno che la medesima idea l'ha avuta il Comando Giapponese che ha a sua volta inviato otto soldati per il medesimo scopo. Entrambe le squadre scopriranno che a fare i segnali, una sorta di alfabeto morse, non è altro che lo specchietto oscillante appeso a un filo col quale si fa la barba l'unico indigeno dell'isola, tale Taikiki che ci vive con le due figlie Luana e Aloa, avute da una moglie giapponese la prima e da un' americana la seconda. Pertanto lui è neutrale e la sua isola è uno stato cuscinetto tra le due sfere di interessi americano e giapponese. Pertanto "un stato cuscinetto a sfera" come suggerisce Ronnie che in breve finisce anche per scoprire la presenza nemica, sparandosi dapprima a casaccio per poi essere costretti a fraternizzare quando iniziano a bombardare l'isola con gli aerei. Taikiki li mette dapprima in salvo in una grotta e, approfittando della tregua momentanea, ne sottrae le armi, nascondendole mentre tutti dormono. Dopo di che a raid aereo terminato, senza più le radio per contattare i propri comandi andate in frantumi e ancor peggio con la capanna distrutta, l'indigeno se la fa rimettere in piedi dai due contendenti grati di essersela cavata grazie a lui e quindi riconoscenti. Ma quando sembra tutto filare in armonia, l'amore che sorge tra Aloa e il caporale Ronnie e Luana con un soldato giapponese, rende gelosi gli altri che in preda all'ira se le danno di santa ragione, finché il solito Taikiki non ha la nuova brillante idea di far venire da un isoletta vicina altre ragazze per unirsi ai rimanenti soldati. Tempo dopo nell'isola regna la prosperità e il silenzio di un tempo è rotto dagli schiamazzi di tanti nuovi ragazzini nati da quelle unioni. Così quando sull'isola giungono le due delegazioni Americane e Giapponesi per deporre una corona di fiori alla memoria dei rispettivi soldati mai più tornati, gli isolani si guardano bene dal farsi scoprire e sicuri anche che la guerra sia finita, possono festeggiare ancor più quella loro nuova e pacifica società mista.
Commedia discreta dove l'azione latita se non nel finale e Rascel passa quasi inosservato nel poco che interpreta al contrario delle due ragazze co protagoniste che ci mettono in un paio di scene i loro bei nudi che tanto turbarono la censura di allora e che al contrario oggi possono essere "concessi" alla visione e pertanto reintegrati nella pellicola.
Rascel Marine Italia 1958
Regia: Guido Leoni Musiche Renato Rascel e Gino Mazzocchi con i Marines Renato Rascel: caporale Ronnie Di Donato, detto "Farfalla" Ernesto Calindri: William Collins, detto "Zio Bill" Paolo Ferrari: Johnny Graham, detto "Texas" Enzo Garinei: Jack Jackson, detto "Settesonni" Aldo Giuffré: Mike Porter, detto "Sventola" Carlo Hintermann: Albert Rumiansky, detto "Il Polacco" Andrea Petricca: Robert Brown, detto "Calumet" i Giapponesi Hideyuki Majima: sergente giapponese Eric Yong: caporale giapponese Kengiro Azuma: soldato giapponese Ichiro Takeda: soldato giapponese Yasumi Takahashi: soldato giapponese Takeo Kohari: soldato giapponese Mario Ho: soldato giapponese Wing Whal: soldato giapponese e con Ciccio Barbi: Comandante del sommergibile Mario Carotenuto: Taikiki, l'indigeno Célina Cély: Aloa, figlia di Taikiki Kaida Oriuchi: Luana, altra figlia di Taikiki
« Il Cristianesimo è una religione democratica basata sul lavoro » (Don Camillo) Da i romanzi di Guareschi , sono tratti una serie di film che meglio di tanti altri hanno descritto l'Italia post bellica ed il suo passaggio da civiltà rurale e patriarcale a società moderna. Tutti prodotti dalla Cineriz e interpretati da Fernandel (don Camillo) e Gino Cervi (Peppone) gli episodi sono cinque: 1. Don Camillo (regia di Julien Duvivier, 1952) 2. Il ritorno di don Camillo (regia di Julien Duvivier, 1953) 3. Don Camillo e l'onorevole Peppone (regia di Carmine Gallone, 1955) 4. Don Camillo monsignore... ma non troppo (regia di Carmine Gallone, 1961) 5. Il compagno don Camillo (regia di Luigi Comencini, 1965) Non so quante volte li ho rivisti, ma ogni volta è come se fosse la prima ed in ogni occasione ne trovo una chiave di lettura nuova. Centro degli episodi è la contrapposizione tra il sentimento cristiano di don Camillo e l'ideol...
Sulle prime sembra trattarsi di una rivisitazione del classico Mad Max , con la terra sconvolta da una terribile guerra nucleare e con i sopravvissuti alle prese con bande criminali dedite alla violenza e al saccheggio. L'uso di filtri alle camere da ripresa rende l'atmosfera pesante, sabbiosa, arida ed estremamente dura da sostenere per l'intera visione del film. Se da un lato i protagonisti debbono indossare occhiali per non rischiare la cecità, dall'altro lo spettatore rischia l'incupimento. Ma una buona idea viene in aiuto al film, ovvero un libro, il libro dei libri , il più letto di sempre dovrà essere la pietra sulla quale costruire la futura società da parte dei sopravvissuti. Questo libro è la Bibbia , che una voce sentita nell'intimo dal protagonista Eli , Denzel Washington , l' ha fatto ritrovare sotto le macerie, unica copia rimasta sulla terra e che dovrà essere portata ad occidente dove si sta riorganizzando una nuova forma di società civil...
Come raccomandava Tiger Jack in un commento al film Green Zone qui sul blog ho visto finalmente questo film pluridecorato a non si sa bene quale valore nel 2010 con ben 6 Oscar . Francamente non riesco a spiegarmi come abbia fatto a vincere il premio come miglior film e migliore regia ... passi per gli altri 4 - sceneggiatura, sonoro, montaggio e montaggio sonoro - ma anche no. In sostanza è difficile comprenderli tutti e sei. E non mi si venga a dire che il filo conduttore è il rischio di perdere la vita ogni volta che costoro escono in missione o che la guerra è una droga perchè è ovvio e scontato in ogni film di guerra. Tra l'altro la poca introspezione psicologica dei tre protagonisti è banale e nulla aggiunge di diverso ai tanti altri film di altro genere. C'è l'esperto di esplosivi, il sergente William James ( Jeremy Renner ), guascone e per niente prudente nel suo pericolosissimo mestiere, un cow-boy spavaldo come tanti visti. Il più cauto sergente J.T. Sanb...
Leòn, film del 1994 di Luc Besson , segna l'esordio cinematografico di una giovane e brillante Natalie Portman , Mathilda , la futura Padmè Amidala nel filone di Guerre Stellari , che appena dodicenne lascia un segno di incredibile freschezza in un film che probabilmente non avrebbe potuto vedere alla sua età. Perchè è un film duro, con tematiche che esulano da ogni aspettativa di vita a quell'età. Ma la storia, che vedeva la giovane protagonista figlia di un poco di buono e in una famiglia alquanto travagliata, prevedeva la sua presenza, credo anche per porla in contrasto netto con la vicenda stessa. La sua famiglia viene sterminata, da un reparto "deviato" della polizia che aveva affidato al padre una partita di droga, nel loro appartamentino a Little Italy – New York e per puro caso la bambina viene risparmiata in quanto non presente a casa e al suo rientro viene accolta e protetta da un "dirimpettaio" che aveva sentito e visto tutto: il sicario i...
Victor McLaglen uno dei più grandi caratteristi del cinema, interprete di tanti film fordiani e a fianco del Duca John Wayne. Victor Andrew de Bier Everleigh McLaglen , inglese naturalizzato americano, nato a Tunbridge Wells, l' 11 dicembre 1886 e morto per infarto nella sua casa californiana di Newport Beach, il 7 novembre 1959. Ultimo di otto figli e di padre reverendo protestante, partecipò alla prima guerra mondiale e alla fine si trasferì in Canada dove trovò lavoro in un circo che gli permise di girare tutta l'america. Fu anche un appassionato pugile con trascorsi anche da professionista finché il cinema lo chiamò e grazie al suo fisico interpretò i più svariati personaggi. Ford lo impiegò con successo in diversi film, addirittura vinse l'oscar nel 1936 come migliore attore protagonista nel film " Il Traditore " del quale parleremo in futuro e ottenne anche la nomination come miglior attore non protagonista nel film " Un uomo tranquillo " 1...
Un film di Peter Mullan, che fece scalpore alla sua presentazione e gli valse il Leone d’Oro al Festival di Venezia. Irlanda anni ’60. La verde, cattolica e bigotta Irlanda. Margaret è violentata dal cugino. Bernadette è bella ed i ragazzi si fermano a guardarla ed salutarla mentre è nel cortile dell’orfanotrofio in cui vive. Rose è appena divenuta madre: è una ragazza madre, Sono tre poco di buono , non sono ragazze perbene, ma cattive ragazze, peccatrici e vanno redente. Tutte e tre finiranno a “Casa Magdalene” un convento-lavanderia (non l’unico presente in Irlanda) gestito dalle suore e diretto da madre Bridget. Magdalene (la Maddalena) era una puttana come loro, una peccatrice, ma si è redenta, si è lavata dei propri peccati. Qui le tre peccatrici, saranno spogliate di tutto, anche del loro nome. Sono in un campo di rieducazione, dove la fratellanza è bandita, dove vige il silenzio, dove ad essere lavata non è la loro anima impura ma la loro coscienza, la coscienza di essere...
Michele Placido in questo film ci racconta il '68 attraverso tre giovani tra loro molto diversi e che si troveranno intrecciati in un vorticoso giro di emozioni, amori, odi, tradimenti. Nicola (Riccardo Scamarcio) è un poliziotto, lo fa per mantenersi gli studi, vuole diventare attore. Laura (Jasmine Trinca) è una studentessa, di una famiglia borghese romana, di estrazione cattolica. Libero ( Luca Argentero) è un leader del movimento studentesco. Nicola lavora come infiltrato nel movimento studentesco e s'innamora di Laura che è la ragazza di Libero. Attraverso questo triangolo, Placido ci racconta il suo '68, quello che lo ha visto (in parte) nelle vesti di Nicola. Il film si sdoppia in due, da una parte la cronaca di quegli anni dall'altra una storia di amore ed amicizia. Lavoro riuscito in parte, o forse completamente. In questo caso parlando di un passato che divide, le aspettative erano diverse. Chi voleva un esaltazione di quegli anni, chi una condanna netta...
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