Un animale chiamato... uomo!


Un animale chiamato... uomo!
D ue balordi e puzzolenti straccioni girano per il West su di un improbabile mezzo composto da un velocipede al quale è attaccato un carrello. Sono i fratelli Matson, con Johnny detto "Lingualenta" perché tartaglia, a pedalare e il fratello più furbo Bill, detto "Manolesta", comodamente disteso nel carrello. Quando Johnny prova a farsi dare il cambio, il fratello lo imbroglia regolarmente costringendolo a faticare per lui. Ma i due, anche se a volte se le danno di santa ragione, sono molto legati tra loro e contano sulla forza di Johnny e sull'abilità con la colt di Billy che giunto a Silver City, approfitta di una gara di tiro con la pistola, per svaligiare la cassaforte dell'emporio in attesa del suo turno. Con tutta la gente nel saloon ad assistere all'evento, è un gioco da ragazzi fare il colpo e presentarsi al turno di tiro per sbalordire tutti e vincere il primo premio. Esso consiste in una somma di 500 dollari ed una notte da passare con la bella Yvette, pupa del saloon, ancorché laureata in medicina. Giunta lì con bel altre intenzioni è finita nelle grinfie del prepotente che detta legge in città. Mark Forester è il suo nome e con i suoi scagnozzi taglieggia anche gli allevatori limitrofi tutti impotenti ad opporre una pur minima resistenza ai suoi soprusi. Ma Bill e suo fratello si dimostrano subito due ossi duri da controllare venendo alle mani con i suoi scagnozzi e ridicolizzandoli davanti a tutti. Bisogna eliminarli per riprendere in mano la situazione e subito si attenta alla loro vita in un'imboscata che ha il solo risultato di ferire Bill ad una chiappa. Curato amorevolmente da Yvette, ne constata in effetti le vere capacità che riapprezzerà successivamente, quando nell'ennesimo agguato degli uomini di Forester, verrà ferito all'altra chiappa tanto per pareggiare i conti con i suoi glutei. Ma siamo alla resa dei conti alla quale partecipa inaspettatamente il luogotenente di Forester, quel Joe che battuto più volte da Bill era stato messo in cattiva luce e minacciato di sostituzione. Questi uccide a tradimento il suo padrone e ne prende il comando, per dare con i suoi rimanenti uomini il benservito a quei due puzzolenti impiccioni, finendo per fare compagnia al povero Forester sotto terra. Lo sceriffo grato, per il lavoro di pulizia svolto, non può esimersi dal chiedere ai due di lasciare il paese per non vederselo andare distrutto dalla furia della quale son capaci i Matson. Così, visto che qualche soldo per due cavalli li hanno racimolati, tra taglie, furti e quant'altro, eccoli lasciare il paese con velocipede e Bill caricati sul carrello e Johnny a trainarli con due cavalli. A loro si unisce raggiante Yvette che conta di cambiar vita ed aprire un ambulatorio e vista la loro vita avventurosa, un medico fa sempre comodo.
Nel solco del western ridanciano si colloca questo esempio diretto da Roberto Mauri con musiche del maestro Carlo Savina. Siamo al crepuscolo del genere e Vassili Karis è chiamato a dare vita ad un personaggio che scimmiotta Trinità con un partner, Omero Capanna, assai abile nelle tante scene di azione che li vedono impegnati. Il titolo è incomprensibile ma il film si può guardare tranquillamente risultando a tratti piacevolmente rilassante. Da segnalare la bellezza della protagonista femminile Gillian Bray che ebbe una breve vita artistica nel nostro cinema segnatamente al solo decennio '70.

Un animale chiamato... uomo!

Un animale chiamato… uomo!
Italia 1972
Regia: Roberto Mauri
Musiche Carlo Savina
con
Vassili Karis: Bill "Manolesta" Matson
Omero Capanna: Johnny "Lingualenta" Matson
Gillian Bray: Yvette
Paolo Magalotti: Sceriffo
Gilberto Galimberti: Joe
Roberto Dell'Acqua: attaccabrighe
Craig Hill: Mark Forester
Alba Maiolini: contadina
e con
Sergio Serafini
Carla Mancini

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