Mafioso


Mafioso
A ntonio Badalamenti, solerte impiegato di una grande industria meccanica lombarda, è in procinto di godersi un paio di meritate ferie nella sua terra natìa: l'amata Sicilia. E' anche l'occasione, per lui ormai da anni inserito al nord, di far conoscere sua moglie Marta e le due figliole Caterina e Cinzia ai suoi genitori e parenti di Calamo. Guarda caso è di Calamo anche il suo datore di lavoro, benché emigrato in America, che gli commissiona un piccolo favore, quello di portare all'illustrissimo Don Vincenzo, peraltro conosciuto ed amato da Antonio, un suo piccolo presente contenuto in un pacchetto. Dopo un lungo viaggio in treno e l'attraversamento dello Stretto, la famigliola si inerpica con un taxi per le strette stradine che conducono a Calamo dove Antonio viene accolto con tutti gli onori. Festeggiato dai suoi cari e dai tanti amici di gioventù che al contrario suo ancora bighellonano in paese, col chiodo fisso in testa delle donne inarrivabili a quelle latitudini. Per sua moglie è piuttosto imbarazzante l'impatto iniziale con quella società ancora molto arretrata anche in fatto di costume, dove la donna come Marta, che fuma addirittura, è alquanto anomala. Ma in fondo è solo questione di conoscersi meglio e poi due settimane passano in fretta e a detta del marito saprà farsi apprezzare alla fine. Da sua sorella Rosalia senz'altro visto che con le sue conoscenze in fatto di cosmesi estetica, riesce a liberarla dal fastidioso problema dell'eccesso di peluria. Antonio invece è alle prese con una disputa per un terreno che suo padre aveva pattuito a 50 lire il metro quadro, mentre ora il venditore ne pretende 200. Sarà Don Vincenzo a dirimere la questione riportando l'affare alle cifre pattuite iniziali e questo in quanto grato del dono recapitatogli da quell'Antonio che prima di emigrare era un fidato Picciotto d'Onore. E' giunto il momento di dimostrarlo ancora e ringraziare per l'affare andato a buon fine accettando una missione che Don Vincenzo gli affida. Essendo Antonio un abile tiratore, dovrà far intendere a sua moglie che l'indomani andrà a caccia con amici uscendo all'alba. In realtà viene portato in gran segreto in aeroporto ed imbarcato a sua insaputa su di un volo per New York chiuso in una cassa contenete in apparenza merci. Qui viene prelevato dall'Organizzazione e con gran stupore capisce di trovarsi nella Grande Mela transitando in mezzo ad alti grattacieli fino al luogo dove un boss locale, dopo averlo baciato secondo rituale, gli mostra il bersaglio: un malavitoso che si traviò!! Dovrà entrare nel locale da barbiere dove di solito si va a radere e freddarlo con una rivoltella che gli viene messa in mano per poi filarsela su di un camion che lo aspetta nei paraggi e rientrare in Italia allo stesso modo con il quale era arrivato. Il ragazzo tiene famiglia e farà quello che gli si chiede rendendo il favore ricevuto perché: Mamma comanda e picciotto và e fà!. Siccome nessuno lo conosce nel giro ed essendo di rapido e invisibile passaggio, è l'uomo giusto per risolvere questa bega interna sorta a New York. Certo è dura per il povero Antonio che tuttavia non mostra cedimenti ed impassibile esegue da freddo e spietato killer per poi fare rientro in Sicilia tornando a casa perfino con la selvaggina fattagli appositamente trovare al suo arrivo. Lo rivediamo di nuovo in fabbrica come al solito solerte e diligente non dare per niente l'impressione di quanto gli sta rimordendo dentro per quanto commesso.
Alberto Sordi straordinario, riesce a dare anche un impronta da commedia a questo dramma, grazie alla sua innata simpatia anche nelle vesti di un personaggio che alla fine risulta negativo. Si ride amaro ma a tratti si ride sul serio specie nelle differenze di costume tra quel nord del boom economico e quel sud arcaico e chiuso ad ogni novità. ben diretto da Lattuada che ritrae un fedele specchio della società dell'epoca è considerato tra i film italiani di maggior valore e quindi da preservare.

Mafioso
Italia 1962
Regia: Alberto Lattuada
Musiche Piero Piccioni
con
Alberto Sordi: Antonio Badalamenti
Norma Bengell: Marta
Gabriella Conti: Rosalia
Ugo Attanasio: Don Vincenzo
Cinzia Bruno: Caterina
Katiuscia Piretti: Cinzia
Armando Tine: dottor Zanchi
Lilly Bistrattin: segretaria del dottor Zanchi
Michèle Bailly: baronessina
Francesco Lo Briglio: Don Calogero
Carmelo Oliviero: Liborio

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