I tre ladri


i tre ladri Totò
T apioca è un ladruncolo maldestro che entra ed esce di prigione per miseri furti di galline. Quando tenta di rubare un salame in una bottega, viene inseguito dal pizzicagnolo ed altre persone, ma riesce a seminarli entrando di fortuna in un appartamento dove al momento non c'è nessuno. E' l'occasione per riempirsi la pancia con del cibo trovato in cucina e prima che venga sorpreso da un signore distinto ed elegante, al quale supplica di lasciarlo andare, che si trova lì per caso e che naturalmente tiene famiglia. Ma l'uomo si rivela per essere un ladro anch'egli e lo tranquillizza finché non riconosce in lui quell'uomo che quand'era bambino gli insegnava a rubare dalla cassetta delle elemosine in chiesa. Lui è Gastone Cascarilla e Tapioca è ben lieto di riabbracciarlo e complimentarsi con lui per la straordinaria "carriera" fatta. E' su tutti i giornali e i suoi colpi magistrali riscuotono l'interesse dell'opinione pubblica che lo vede come un ladro gentiluomo. E' lì perché tra poco arriveranno i padroni e siccome han con loro una discreta sommetta in denaro conta di derubarli. Forte del fatto che ha delle lettere compromettenti della moglie di quello che è un ricco industriale e che conta di restituirgliele in cambio della combinazione della cassaforte. Infatti ecco arrivare Edmondo Ornano con la moglie Doris che ben presto mostra la pasta con la quale è fatta, mandando in bianco il marito a dormire in una camera separata. E' il momento propizio per entrare in gioco e giocare le sue carte di affettato Don Giovanni, entrando di soppiatto nella camera della signora e spiegandole il motivo di una così inopportuna visita. La donna ottiene le lettere e Gastone svuota la cassaforte contenente dieci milioni, mentre Tapioca maldestramente tenta una fuga facendosi scoprire dall'Orano, che nei giorni successivi lo riconoscerà dalle foto segnaletiche in commissariato, facendolo arrestare. Questo Orano è un intrallazzatore che con quella somma doveva ripianare altri debiti che ora lo opprimono al punto che se non paga rischia anche lui il carcere per bancarotta delle sue aziende e truffe varie ad esse connesse. Inizia così tutta una serie di tentativi per farsi rivelare il luogo dove Tapioca ha nascosto il denaro e farselo restituire. Ma l'uomo non essendone l'autore non sa e non parla, tanto che questo atteggiamento viene preso come quello di uno che sappia il fatto suo e non cede alle minacce. Pertanto Orano e il suo avvocato decidono di passare alle maniere suadenti, ricoprendo il detenuto di attenzioni e ricchi doni, al punto che l'uomo diventa il beniamino del carcere per la sua generosità verso gli altri detenuti ai quali gira parte del ricevuto. Si arriva al processo con un Tapioca osannato dalle gente, per la sua generosità che lo rende simile a Robin Hood, oltre ad avere tantissime donne che sognano almeno un suo sguardo. In questo clima, dove tutti ritrattano le proprie deposizioni contro l'imputato divenuto una celebrità, ecco irrompere Gastone al quale la cosa lede il prestigio e si denuncia di fronte ai magistrati di essere il vero ladro. A dimostrazione lancia in aria tantissimi bigliettoni creando scompiglio e disordine prima di fuggire da una finestra. Rivediamo anni dopo il terzetto, Orano, Tapioca e Gastone, formare un lucroso sodalizio all'opera in quel di Parigi, nel tentativo di estorcere una ingente somma di denaro al capo dei locali servizi segreti in cambio ovviamente delle solite lettere compromettenti.
Divertente commedia con tanti bravi attori e caratteristi a contorno di un grande Totò. Elegante e di bella presenza Jean-Claude Pascal che ricorda nelle fattezze e nei modi il celebre Fantomas, peraltro ampiamente accennato per mezzo di riviste e romanzi che lo ritraggono ad inizio film.


I tre ladri
Italia 1955
Regia: Lionello De Felice
Musiche Roman Vlad
con
Totò: Tapioca
Jean-Claude Pascal: Gastone Cascarilla
Gino Bramieri: l'industriale Edmondo Ornano
Simone Simon: la signora Doris Ornano
Bice Valori: un'amica di Doris
Laura Gore: un'amica di Doris
Giovanna Ralli: Marietta, la cameriera
Virgilio Riento: il commissario Zannini
Turi Pandolfini: l'inventore
Claudio Ermelli: l'avvocato della difesa
Mario Castellani: l'avvocato di Ornano
Memmo Carotenuto: Battista, il maggiordomo
Camillo Pilotto: il presidente del tribunale
Lauro Gazzolo: il Pubblico Ministero
Nino Milano: vicecommissario Catalucci
Salvo Libassi: il pizzicagnolo
Carlo Sposito: Michele, il capo secondino
Isarco Ravaioli: un secondino
Pina Renzi: Aida
Loris Gizzi: non accreditato tra la folla del tribunale

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