Guida galattica per autostoppisti

Una brillante e bizzarra commedia spaziale che coinvolge piacevolmente fino al termine e, come al solito, anche dopo qualche minuto di titoli di coda chilometrici, con ulteriori considerazioni della "voce narrante" e delle animazioni di questa simpatica Guida Galattica che ha soppiantato nell'Universo la corposa Enciclopedia Galattica in virtù di una più semplice consultazione condensata e anche per un prezzo decisamente inferiore. Tra l'altro invita il lettore che si addentra nelle meraviglie anche insidiose del Cosmo con un rassicurante "NIENTE PAURA" a caratteri cubitali in copertina. Come a dire tutto si risolve, state tranquilli e leggete attentamente le istruzioni. Ma perché è necessario possederne una copia? Semplice! La Terra è stata distrutta dalla flotta spaziale dei Vogoniani, che non sono dei distruttori alieni piuttosto abili costruttori di autostrade spaziali. La Flotta Costruzioni Vogon, nota in tutta la Galassia per essere la migliore realizzatrice di simili strutture, ha dato un preavviso di pochi minuti all'umanità spiegando che la nuova via che attraverserà il Sistema Solare passa proprio per la Terra che naturalmente dovrà essere distrutta. Lo stralunato Arthur Dent che, ironia della sorte, stava resistendo alla demolizione della sua casa da parte dell'impresa realizzatrice di una nuova tangenziale, non ha tempo di fare la conoscenza, disteso per terra, dei denti metallici di una ruspa che il suo amico Ford Prefect lo informa di quanto sta per accadere e che lui è in realtà un alieno proveniente da un pianetino in orbita attorno a Betelgeuse e che hanno appena il tempo di farsi 6 pinte di birra al pub, tre a testa, prima di mettersi in salvo. E via di avventura intergalattica salendo a bordo della nave madre Vogoniana come clandestini per essere scoperti e costretti ad ascoltare le loro poesie che è arcinoto siano terze tra le peggiori dell'universo e rappresentino per i malcapitati ascoltatori una vera e propria forma di tortura. Dopo questo trattamento vengono scaricati nello spazio profondo dove a polmoni pieni, ci dice la guida, si può sopravvivere una ventina di secondi. Ma appena scatta il cronometro i nostri vengono risucchiati a bordo della Cuore d'Oro, prototipo di astronave evolutissima e funzionante con l'innovativo propulsore a improbabilità indefinita. In pratica una volta pigiato il relativo pulsante la nave può capitare in infiniti universi assumendo qualsiasi forma senza conoscere il punto di arrivo. A bordo oltre a Zaphod Beeblebrox, attuale Presidente della Galassia che ha rubato l'astronave c'è anche la terrestre Tricia McMillan, vecchia conoscenza di Arthur, che nello spazio ha deciso di chiamarsi Trillian perché fa più tendenza con l'ambiente futuristico. Eddie è il computer di bordo, estremamente attivo, veloce e, cosa che non guasta, allegro. Ma ha come contraltare un robottino, Marvin, estremamente performante ma depresso per via delle implementazioni di vera personalità umana. Con questo equipaggio e contesto non mancano le situazioni paradossali. Facciamo la conoscenza del più grande computer mai costruito, una sorta di gigantesca piramide chiamata Pensiero Profondo e che non sa ancora dare una risposta al senso della vita, riservandosi qualche milione di anni per la risposta e addirittura dopo tale lasso di tempo, uscirsene col dire che forse non era la domanda giusta e che bisognava cercare chi era in grado di porla meglio. Invece Humma Kavula che ha occhiali-occhi e minuscole gambine di metallo allungabili all'occorrenza, sconfitto alle elezioni presidenziali, pretende dal suo rivale una micidiale e nuovissima arma che poi veniamo a sapere di essere stata ideata da una donna e non serve ad altro che a far sentire all'uomo come si senta una donna sempre alle prese con un mucchio di cose da fare. Ma Umma Kavula è fatto così e non per niente crede che l'Universo sia stato creato da uno starnuto del suo Dio, il Grande Ciaparche Verde, del quale è sommo sacerdote. I nostri erano arrivati su Viltvodle VI che ritenevano fosse Magrathea, ma fa niente, un altro clic sul pulsante delle improbabilità e finalmente stavolta arrivano a Magrathea, sede della più importante fabbrica di pianeti. Qui si costruiscono pianeti su misura per ricchi sfondati di ogni parte dell'Universo anche se ultimamente la crisi si fa sentire anche da queste parti. Ma la sorpresa per i nostri è quella di sapere che è in fase di ultimazione una Terra bis in tutto e per tutto simile alla precedente e trasportati su di essa, Arthur ritrova anche la sua vecchia casa, perfettamente funzionante e con tutto il mobilio e i suoi oggetti al loro posto. Perfino il tempo di sedersi e godersi con i suoi amici di avventura un vero tè terrestre che il, come lo vogliamo chiamare?? capomastro? responsabile dei lavori?, insomma il Sig. Slartibartfast, confida candidamente loro che tutta l'opera è stata commissionata dai topi, al primo posto come intelligenza nella scala animale. I delfini al secondo posto avevano già abbandonato la Terra ad inizio film prima dell'arrivo dei Vogoniani, ringraziando tutti per i pesci fin lì mangiati. E l'uomo? Al terzo posto naturalmente! Comunque sul podio.
Da vedere e divertirsi senza indugio.
The Hitchhiker's Guide to the Galaxy
Stati Uniti 2005
Regia: Garth Jennings
con
Sam Rockwell: Zaphod Beeblebrox
Martin Freeman: Arthur Dent
Mos Def: Ford Prefect
Zooey Deschanel: Tricia McMillan o Trillian
Bill Nighy: Slartibartfast
Warwick Davis: Marvin l'androide
John Malkovich: Humma Kavula
Kelly Macdonald: Reporter
Anna Chancellor: Questular Rontok
Steve Pemberton: Mr. Prosser

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