I quattro dell'Ave Maria

Uno dei migliori western nazionali da un soggetto del regista Giuseppe Colizzi che ne cura anche la sceneggiatura ed è il secondo girato insieme dalla celebre coppia Hill & Spencer dopo l'esordio, sempre diretti dallo stesso regista, di Dio perdona io no. Qui sono una coppia di cacciatori di taglie, Cat e Hutch, che hanno recuperato il bottino di un pericoloso ricercato costituito da 300 mila dollari in oro e nel riconsegnarlo alla banca scoprono che il direttore era complice nel furto e pretendono una cospicua ricompensa pari alla somma spettante al defunto bandito. A quel punto il direttore malmenato, Harold, con un passato da delinquente e timoroso di venire ancora ricattato fa evadere un vecchio complice, Cacopoulos, in procinto di essere impiccato nella speranza che possa recuperare il suo oro ed eliminare la pericolosa coppia. L'evasione è organizzata uccidendo una guardia con un coltello del recluso in modo da far ricadere tutte le colpe sull'evaso che accortosi si reca a casa del direttore e lo provoca costringendolo a reagire e rimanere ucciso da lui. E' l'inizio della vendetta per Cacopoulos che è stato tradito dai suoi tre compari ed ha passato quindici anni ai lavori forzati e stava per finire sulla forca. E' un tipetto abituato ai tiri mancini e non si lascia sfuggire il facile colpo ai danni dei nostri sorprendendoli, da innocuo peone, nel deserto fuori del paese e lasciandoli appiedati e senza oro. Schiumanti rabbia i nostri si mettono sulle sue tracce lastricate d'oro dei suoi generosi lasciti a chiunque incontri. E' un tipo strano e molto generoso con i soldi degli altri che così facendo non impiegano molto tempo per ritrovarlo. Ma non è facile farsi restituire il denaro che dice di aver nascosto e l'unico modo è quello di aiutarlo nella sua vendetta personale contro i rimanenti due complici traditori e che gli consentirà di ripagarli anche di quanto speso finora. E così il terzetto si ritrova a fronteggiare uno di questi, Paco, nel suo fortino in Messico riuscendo ad eliminarlo al termine di una cruentissima battaglia. Ed ora ne resta solo uno, Drake, ma ancora una volta Cacopoulos se la svigna e quando viene rintracciato a Fair City ha speso tutto il denaro rimanente nella bisca del suo ex-compare. Scoperto che la roulette è truccata il terzetto con l'aiuto di un acrobata è pronto ad entrare in azione all'Ave Maria prendendo possesso, dopo essere entrati furtivamente, delle stanze, soffitta e cantina, dove ingegnosamente si facevano uscire i numeri migliori per il banco in base alle puntate. Cacopoulos gioca sempre il 13 e vince una fortuna, scatenando la reazione del proprietario e dei suoi uomini che scoperti devono affrontare il duello con i quattro dell'Ave Maria o finire linciati e impiccati dagli inferociti avventori, da sempre derubati in quella casa da gioco. Nella resa dei conti finale resterà in piedi il solo Drake che verrà affidato alle "cure" dei suoi clienti, mentre il quartetto, cambiate le fiches alla cassa, ripartirà con le tasche piene.
I quattro dell'Ave Maria
Italia 1968

Regia: Giuseppe Colizzi
Musiche: Carlo Rustichelli
con
Terence Hill: Cat Stevens
Bud Spencer: Hutch Bessy
Eli Wallach: Cacopoulos
Brock Peters: Thomas
Kevin McCarthy: Drake
Livio Lorenzon: Paco
Steffen Zacharias: Harold
Remo Capitani: Cangaceiro
Federico Boido: scagnozzo di Drake

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