Fermo con le mani!


Totò fermo con le mani
S frattato da una casa in demolizione che occupava abusivamente, il povero Totò di Torretota si ritrova per strada e con il solito problema di riempire in qualche modo poco lecito la pancia. Ma è di cuore nobile e alla fine del film ne avremo la conferma. Strappa dalle grinfie di uno sfruttatore una bimba orfana, facendolo arrestare e tenendola con sé nonostante la grave indigenza in cui versa. Ma la cosa lo stimola a trovarsi un lavoro presso un istituto di bellezza dove avrà le mansioni di inserviente addetto alle pulizie. E proprio da qui parte la sua avventura verso il lieto finale, allor quando conosce con uno stratagemma la fascinosa cantante Eva Frastorny, nel cui appartamento si era introdotto travestendosi da massaggiatrice dell'istituto in cui lavorava per poter incassare la mancia di 20 lire che la cantante era solita concedere. Scoperto viene cacciato in malo modo dalla donna infuriata anche perché il suo "mantenitore", il cavalier Gerolamo Battaglia non ha mosso un dito da pavido che è. Le fa comodo solo perché è ricco e le ha acquistato il lussuoso appartamento dove vive, ma non è certo l'uomo energico che lei vorrebbe. Così il cavaliere, rintracciato il povero Totò che è stato licenziato in tronco per la sua bravata, gli propone, dietro compenso di tre mila lire, di affibbiargli due o tre ceffoni alla presenza della sua amata. Ma nel locale notturno dove dovrà avvenire il finto scontro, Totò non può certo presentarsi con i soliti stracci e per questo ottiene dal cavaliere un nuovissimo smoking su misura, a sue spese ovviamente; compenso in denaro e abito da cerimonia. L'incontro avviene come stabilito, ma la donna che era così offesa e infuriata, a vederlo lo scambia per un gran signore e vede in quel gesto di introdursi in casa sua, un focoso tentativo di un ardimentoso ammiratore, cosa che la lusinga molto. Al punto che agli schiaffi convenuti, lei si scaglia contro il cavaliere che non ottiene così il suo scopo di passare per uomo vero, né tantomeno riesce a metterla di buon umore  Vladimiro, il suo maestro personale di canto, col quale flirta senza che il cavaliere si accorga di nulla. Per di più Totò si fa assumere proprio nel teatro dove la donna si esibisce con grande successo, passando ai suoi occhi come un amante che non esita a travestirsi pur di avvicinarla. Cosa che scatena le ire del maestro Vladimiro che in quel teatro dirige l'orchestra, al punto da azzuffarsi col povero Totò. Condotti entrambi in questura e identificati, verrà notificata a Totò una cospicua eredità milionaria lasciata da un suo nobile avo. Con grandissimo stupore risulta essere l'unico erede di quella fortuna, che in questura si affannavano a ricercare. Quindi su consiglio del questore, Totò abbraccia il maestro Vladimiro senza il quale non sarebbe mai arrivato a vie di fatto e quindi a quella ricchezza. Ma deve togliersi una piccola soddisfazione, prima di allontanarsi a bordo della sua lussuosa macchina guidata da un autista in livrea, con la figlia adottiva. Restituire le tre mila lire al cavalier Battaglia con un paio di sonori sganassoni.
Esordio al cinema di Totò in stile omino vagabondo del grande Charlot con evidenti riferimenti al Monello, sostituendo il bambino con una bambina a sua volta somigliante a Shirley Temple e non solo per la voce italiana che Miranda Bonansea le prestava doppiandola. Netta e inconfondibile da subito la mimica che caratterizzerà tutta la carriera di Totò con gags che ritroveremo in tanti altri film. Con lui tanti bravi attori in una commedia leggera di un periodo storico italiano al cui orizzonte si stavano addensando nere nubi di un tragico e imminente futuro.


Fermo con le mani!
Italia 1937
Regia: Gero Zambuto
Musiche Umberto Mancini
con
Totò: Totò di Torretota
Erzsi Paal: Eva Frastorny
Franco Coop: Vincenzino
Tina Pica: Giulia, la cameriera
Oreste Bilancia: il cavalier Gerolamo Battaglia
Lena Bellocchio: la direttrice dell'Istituto di Bellezza
Miranda Bonansea: la bambina orfana
Cesare Polacco: il capomastro
Luigi Erminio D'Olivo: Vladimiro Pegna, il direttore d'orchestra
Guglielmo Sinaz: il cameriere nel locale notturno
Alfredo Martinelli: un accompagnatore di Eva nel locale notturno
Giuseppe Pierozzi: il direttore del teatro
Nicola Maldacea: il suggeritore
Yvonne Sandner: Anna
Gero Zambuto: un pescatore
e con:
Bruno Calabretta
Adelmo Cocco
Alfredo De Antoni
Giuseppe Zoppegni

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