Il vigile


O tello Celletti, reduce de guera, voja de fadigà saltame addosso, lavora te che io non posso, vive alle spalle del cognato e della moglie che si ingegna in lavoretti e addirittura del figlioletto che è un regazzì de bottega, bravo e sveglio che sta imparando il lavoro di meccanico con ottimi risultati. Nel quartiere è deriso dalla gente per il suo essere uno sfaticato e quando gli capita l'occasione di andare a lavorare in comune come scaricatore, non è certo felice al pari dei suoi familiari. Lui vorrebbe entrare nel corpo dei vigili urbani perché provetto motociclista. Così si mette di impegno a rompere le scatole e importunare sindaco e assessori affinché venga assunto come vigile e non come facchino. Grazie anche all'interessamento di un monsignore e alla concomitanza delle elezioni politiche, ottiene il posto e per lui inizia un periodo di fiera ostentazione del suo ruolo, che gli consente anche di avere quelle piccole vendette verso quelli del quartiere che lo hanno deriso nel tempo. Non risparmia nemmeno il cognato col quale convive e al quale chiede per eccesso di puntiglio l'indirizzo di residenza. Naturalmente si ride e parecchio. Quando poi il sindaco lo rimprovera per non aver multato la famosa attrice Sylva Koscina, che aveva fretta di recarsi agli studi televisivi dove era ospite del Musichiere, lui diventa ancor più intransigente, perché il sindaco gli ha urlato che la legge è uguale per tutti. Sylva l'aveva ringraziato pubblicamente di fronte a 18 milioni di telespettatori e lui si era gonfiato di orgoglio in mezzo ai tanti presenti nella sala Tv del bar sotto casa. Lui Otello Celletti era stato a tu per tu con la famosa e bellissima Sylva Koscina e i complimenti, in luogo delle solite pernacchie alle quali era soggetto prima di diventare vigile, si sprecano. Meno quelli della moglie ovviamente che resta visibilmente turbata dall'episodio. Chiusa la parentesi quale migliore occasione per dimostrare la propria inflessibilità che multare il sindaco in persona reo di aver oltre passato il limite di velocità di ben 15 chilometri? Eh ma stavolta la legge non sembra più essere uguale per tutti e il sindaco lo apostrofa in malo modo scappando verso la villetta della sua amante. Otello compila il verbale e sordo ai richiami dei suoi superiori vuol portare il sindaco davanti al Pretore. Appiedato ed espulso dal corpo dei vigili, si rivolge al Partito Monarchico che in pieno clima elettorale lo elegge a simbolo del proprio schieramento, candidandolo a sindaco e presentandolo al proprio elettorato come l'ennesima vittima dei soprusi di un sindaco da destituire al più presto. Il sindaco, da dieci anni al potere, è coinvolto con i suoi in un giro di mazzette legate a permessi di costruzione nell'ambito del piano regolatore contestato da tempo dall'opposizione. Inoltre è personalmente impegnato in una relazione extraconiugale che la moglie spazientita sta per denunciare all'opinione pubblica. Bisogna far pressione su Otello affinché ritratti il verbale e visto che le offerte in denaro non attaccano, si indaga sui suoi familiari e si scopre che anche loro sono soggetti attivi di reati punibili anche col carcere. Dal cognato Nando che macella gli animali a casa abusivamente e senza controlli medici, tanto che diverse volte la sua carne ha causato intossicazioni. O la sorella Assuntina, emigrata a Milano e che inaspettatamente esercita la professione di "massaggiatrice". O il padre che è tutt'altro che un eroe della Grande Guerra, e per finire lui stesso che convive con una donna sposata anche se abbandonata dal marito. Con tutte quelle magagne emerse, il volta faccia nei confronti dei Monarchici è subito servito e al povero Otello non resta che ritrattare e scagionare il sindaco che per premio lo reintegra nel corpo dei vigili.
Senz'altro uno dei più divertenti film con Alberto Sordi in uno scenario di vizi e virtù tipici del nostro paese, ritratto con ironia e un' abbondante dose di satira. Un com'eravamo che a distanza di cinquant'anni è piacevole riscoprire specie per chi ha vissuto quel periodo. Ottimi i tanti interpreti secondari e magistrale Vittorio De Sica esempio perfetto del politico medio di quell'Italia che stava crescendo vorticosamente.
Il vigile
Italia 1960
Regia: Luigi Zampa
Musiche Piero Umiliani
con
Alberto Sordi: Otello Celletti
Vittorio De Sica: il sindaco
Marisa Merlini: Amalia Celletti
Nando Bruno: cognato di Otello
Mara Berni: Luisa, l'amante del sindaco
Lia Zoppelli: moglie del sindaco
Franco Di Trocchio: figlio di Otello
Maria Teresa Vianello: Assunta Celletti
Carlo Pisacane: padre di Otello
Vincenzo Talarico: l'avvocato monarchico
Nerio Bernardi: Mons. Olivieri
Fausto Guerzoni: il pretore
Giulio Calì: il pastore
Rosita Pisano: la domestica Lisa
Mario Passante: il Comm. Marinetti
Riccardo Garrone: il Tenente dei vigili
Mario Scaccia: l'avvocato della difesa
Luigi Leoni: l'operaio
Gianni Solaro: il comandante dei vigili
Edda Ferronao: la domestica Filomena
Piera Arico: segretaria del sindaco
Luigi Visconti “Fanfulla”: il marito scomparso di Amalia
e con
Sylva Koscina: sé stessa
Mario Riva: sé stesso

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