Terra lontana

Un classico western con tutti gli elementi del genere spostati negli incantevoli e gelidi scenari del Klondike e della sua mitica corsa all'oro. Jeff Webster e il suo vecchio socio Ben, desiderosi entrambi di coronare il sogno di una vita guadagnando soldi sufficienti per acquistare una fattoria nello Utah e vivere tranquilli gli ultimi anni della loro vita, portano una mandria in quelle remote zone di confine, dove un'umanità variegata, ricca di oro ma disagiata dal clima e dall'ambiente ostile, sogna una bistecca di mucca da troppo tempo ed è disposta a pagarla moltissimo per porre fine al solito stufato di orso o caribù. L'affare è senz'altro ottimo se non fosse che quando giunge alla frontiera col Canada, il nostro Jeff non si imbatta in uno strano rappresentante della legge, il giudice e sceriffo Gannon, che governa Skagway, ultimo avamposto americano prima del Canada, con piglio autoritario e assolutamente arbitrario. Costui confisca per un banale motivo la mandria e costringe Jeff a un rocambolesco recupero notturno e conseguente attraversamento del confine inseguito vanamente dagli uomini del giudice. Pur essendo molto abile con le armi, Jeff è tipo che bada solo ai fatti suoi e il suo scopo è quello di realizzare quanti più soldi possibili dalla vendita della mandria per realizzare il suo sogno. A Dawson City, cittadina canadese di frontiera in pieno sviluppo, manca uno sceriffo e gli attacchi a cercatori arricchiti e in viaggio di ritorno in America sono frequenti e sempre conclusi drammaticamente per i poveri malcapitati, rapinati e uccisi. Jeff fedele a una sua linea ferrea di principi non se ne cura e anzi cerca di trovare una via praticabile per tornarsene indietro senza passare per quella più facile ma più pericolosa. Solo l'arrivo in Canada del giudice Gannon pronto con i suoi a spadroneggiare e l'uccisione del suo socio, amato come un padre e il suo ferimento lo indurranno a reagire e regolare i conti una volta per tutte. Gannon forte del fatto che i cercatori non hanno registrato le loro concessioni ad Ottawa in attesa di un rappresentante governativo che non si è ancora visto a Dawson, sta espropriando le terre apponendo i suoi sigilli e ammazzando chiunque tenti di ribellarsi. Jeff, ferito e accudito dalla giovane Renee che se ne è invaghita, ha il tempo di recuperare le forze e sfidare apertamente Gannon che prima gli manda contro due pistoleri assoldati e appena dopo la loro morte esce dal saloon per incontrare a sua volta il suo destino sotto i colpi del veloce Jeff. Il resto della banda, dissuaso dall'intervento dei cittadini armati e stanchi dei soprusi, è costretto ad abbandonare per sempre il territorio. Dawson City è finalmente libera e pronta ad espandersi mentre Jeff a farsi curare di nuovo dalla sua bella Renee che non chiede di meglio visto che è perdutamente innamorata del suo spilungone con gli occhi celesti.
Sono particolarmente affezionato a questo film perché innanzitutto ne amo fin da bambino gli interpreti sia James Stewart che Walter Brennan, indimenticabile caratterista di tanti western classici, qui entrambi con le loro classiche voci italiane di Gualtiero De Angelis il primo e di Lauro Gazzolo il secondo, uniche e inconfondibili. Poi è stato girato ai piedi del ghiacciaio Athabasca che ho visitato personalmente, come tanti luoghi del continente americano e spinto ad andarci proprio dallo sconfinato amore per le storie del west che nutro fin da bambino. Senza dimenticare che i bellicosi Apache conosciuti negli infuocati territori dell'Arizona e Nuovo Messico emigrarono nel sedicesimo secolo, senza spiegazione proprio da quella zona tanto che il loro nome iniziale era proprio Athabasca. Forse avranno patito troppo il freddo. Consiglio vivamente la visione di questo film e un viaggio in quei posti dove è stato girato e che oltre allo straordinario ghiacciaio comprendono Alberta e il Parco Nazionale di Jasper citato quest'ultimo nei ringraziamenti finali. Per la cronaca dal ghiacciaio parte l'omonimo fiume, gelido e tempestoso, che può essere percorso per un tratto davvero entusiasmante in rafting e che io ho apprezzato molto. Non vado oltre perchè mi dilungherei in particolari di viaggio che esulano dal contesto cinema e non vorrei annoiarvi. Ma senz'altro America e Canada hanno una marcia in più come location naturali e il cinema ha contribuito nel tempo a renderle mitiche.

le voci mitiche di Gualtiero De Angelis (James Stewart), Luigi Pavese (John McIntire) e Lauro Gazzolo (Walter Brennan)
The Far Country
USA 1954

Regia: Anthony Mann
con
James Stewart: Jeff Webster
Walter Brennan: Ben Tatum
John McIntire: Sceriffo Giudice Gannon
Ruth Roman: Ronda Castle
Corinne Calvet: Renee Vallon
Jay C. Flippen: Rube Morris
Jack Elam: Newberry
Harry Morgan: Ketchum
Steve Brodie: Ives
Robert J. Wilke: Maden

Commenti

Top Five della settimana

400 giorni - Simulazione spazio

Gli invincibili fratelli Maciste

Maciste contro i tagliatori di teste

O' Cangaceiro

Gianni & Pinotto - Africa strilla