Il tesoro dell’Amazzonia

Travolgente film d'azione e avventura con tutta una serie di scene estremamente efficaci visivamente e tanto dettagliate nella loro dinamicità da risultare spettacolo nello spettacolo. Non poteva essere altrimenti con un tipetto come Dwayne "The Rock" Johnson, uomo di poche parole e di concreti fatti ma che dà sempre due possibilità a chi gli si para davanti: l'ipotesi A) ovvero quella di accettare le sue richieste incondizionatamente, e quella B) .. la sbagliata. Quest'ultima scelta è assolutamente da scartare ma è anche quella che garantisce al film una presa piacevole e veloce fino al termine della pellicola. Lui è Beck, un "recupera crediti" molto particolare, di quelli che oggi servirebbero alle tante aziende nostrane alle prese con una clientela sempre più insolvibile. Per pagare un vecchio debito accetta di recuperare il figlio di un facoltoso boss che si è macchiato di un "delitto d'onore" facendosi la donna sbagliata di un altro rivale del padre. Una faccenda d'onore che lo vede impegnato nel cuore della giungla amazzonica dove lo scavezzacollo Travis, laureato e con ambizioni da novello Indiana Jones si è recato alla ricerca di antichi tesori. Lo trova e insieme dovranno affrontare il difficile viaggio di rientro tra parecchie difficoltà rappresentate dalla foresta ostile innanzitutto, per passare tra ribelli armati e il dispotico Hatcher proprietario di una miniera d'oro a cielo aperto, un vero e proprio inferno sulla Terra dove centinaia di indios scavano senza sosta per un misero dollaro di paga giornaliero. Costui con i suoi scagnozzi impone la legge in modo spietato e quando viene a sapere che il giovane Travis ha ritrovato "El gato de oro", un antico idolo nascosto in epoche lontane e di immenso valore, non tarda molto a mettersi sulle loro tracce. Beck che ha dato modo di apprezzare il suo valore solo a mani nude e detestando le armi, perché se impugnate lo trasformano in una macchina da guerra incredibile, qualcosa che lui stesso ripugna di essere, non può esimersi dall'usarle a causa di un "contrattempo" che a lui non garba affatto. La giovane guerrigliera, che li aveva aiutati ad uscire dalla giungla e alla quale avevano donato l'idolo per il suo popolo povero ed oppresso, è stata catturata dal cattivo Hatcher e giustizia va fatta. Beck e Travis riescono tra fuochi e fiamme a recuperare il tesoro, salvare la ragazza e punire i colpevoli tra gli osanna generali. Si può finalmente rientrare a casa con la buonissima azione compiuta in tutti i sensi ed estinguere finalmente il debito con una stretta di mano a Walker, il padre di Travis, avuto dal suo terzo matrimonio durato tre minuti. Ma quando capisce le brutte intenzioni paterne non esita a liberare Travis dalle sue grinfie e portarselo via con l'eterna riconoscenza del ragazzo che aveva sempre creduto che in lui albergasse un cuore tenero a dispetto di quella corteccia durissima esteriore. Bel film, grandi paesaggi, tantissima azione curata nei minimi dettagli e la bellezza di Rosario Dawson che a dispetto del nome maschile è una bellissima ragazza. Cameo iniziale di Arnold Schwarzenegger che sembra decisamente un passaggio di testimone al suo più che degno erede The Rock.
The Rundown
Stati Uniti 2003

Regia: Peter Berg
con
Dwayne "The Rock" Johnson: Beck
Seann William Scott: Travis
Rosario Dawson: Mariana
Christopher Walken: Hatcher
Ewen Bremner: Declan l'aviatore
Arnold Schwarzenegger: Proprietario del Bar
Jon Gries: Harvey
William Lucking: Walker padre di Travis
Ernie Reyes Jr.: Manito
Paul Power: Martin
Stephen Bishop: Knappmiller
Jamal Duff: Jamal

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