Gli fumavano le Colt... lo chiamavano Camposanto


Gli fumavano le Colt... lo chiamavano Camposanto
J ohn e George McIntire fanno ritorno al loro ranch dopo gli studi a Boston. Perfetti damerini, istruiti e di buone maniere, si scontrano subito con la dura realtà del selvaggio West dove apprendono dal padre che tutti gli allevatori della zona debbono sottostare a una banda di taglieggiatori, che in cambio di denaro assicura una certa tranquillità. Non possono accettare una cosa simile e cercano subito di ribellarsi finendo per cacciarsi in seri pasticci. Fortunatamente per loro c'è un angelo custode, uno straniero, che provvidenzialmente interviene in loro soccorso nei momenti più difficili, facendo fare al becchino del posto lauti affari e ricavando per sé il nomignolo di Camposanto. I due ragazzi, aiutati dai fidi Pedro e Chico, due peones del ranch, pregano lo straniero di insegnare loro come si usano le colt, un mezzo questo tanto deprecato al loro arrivo quanto resosi necessario in quei luoghi. Tanto più che il misterioso capo della banda di taglieggiatori ha assoldato uno dei più temibili pistoleri, noto col nome del Duca, per via dei suoi natali nobili del Sud da parte di padre. Da parte di madre sembra invece essere dello stesso censo del suo rivale Camposanto, ovvero figli di mignotta. Entrambi si stuzzicano e allo stesso tempo aiutano a vicenda, ognuno mosso dalla propria ragione. Il Duca da un debito di onore contratto col suo "cliente". Debito di riconoscenza senza fini di lucro invece per Camposanto, che deve la vita al padre dei ragazzi. Si arriverà a smascherare il capo della banda in uno degli allevatori e il duello tra i due amici-nemici viene rimandato a data da destinarsi. Un giorno dovranno pure affrontarsi per stabilire chi dei due è il più veloce con la colt, ma adesso c'è un lavoretto ad Abilene dove c'è da dare una sfoltita a un'altra banda e ... ci si rivede.
Ottimo western diretto da Giuliano Carnimeo (qui con lo pseudonimo di Anthony Ascott) che vede ottimi e simpatici protagonisti Gianni Garko e William Berger, tra i volti più noti ed amati del genere nazional spaghettaro. Sontuosa la corte dei caratteristi, stunt-men e scagnozzi vari, che annovera praticamente quasi tutto il meglio della categoria. Anche stavolta il nostro Nello Pazzafini si ritaglia una parte di tutto rispetto e nei panni del pistolero messicano Cobra Ramirez mostra una naturale versatilità che andava ben oltre il suo abituale impiego. Soggetto e sceneggiatura infine sono di un certo E.B. Clucher. Non so se mi spiego.


Gli fumavano le Colt... lo chiamavano Camposanto
Italia 1971
Regia: Giuliano Carnimeo
Musiche Bruno Nicolai
con
Gianni Garko: Camposanto
William Berger: Duca
Chris Chittell: John McIntire
John Fordyce: George McIntire
Ugo Fangareggi: Pedro
Raimondo Penne: Chico
Franco Ressel: Giudice
Aldo Barberito: lo sceriffo
Ivano Staccioli: taglieggiatore
Nello Pazzafini: Cobra Ramirez
Gianni di Benedetto: Toland
Pinuccio Ardia: l'armaiolo
Gildo Di Marco: il becchino
Ugo Adinolfi: allevatore
e con
Fortunato Arena
Federico Boido
Pietro Ceccarelli
Furio Meniconi
Claudio Ruffini
Goffredo Unger
Pietro Torrisi

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