Italiano medio


G iulio Verme è cresciuto in una famiglia tele dipendente, con mamma casalinga sciatta e padre energumeno, tifoso becero di calcio davanti allo schermo e la cui unica gioia nella vita è stata l'arrivo del colore in TV. Fin da piccolo ha coltivato la passione per la natura, il rispetto per l'ambiente in netto contrasto col padre e che negli anni lo han portato alla laurea in scienze ambientali e a una vita, con la fidanzata Franca, complicata da tanti principi che collidono, tra gli altri, col far figli e metter su famiglia, visti i sette miliardi di individui che stanno inquinando la Terra. Non solo fa la differenziata in maniera ossessiva ma lavora addirittura in una società che si occupa di riciclaggio rifiuti, dispensando ai colleghi perle ambientaliste che sono mal digerite, come quella di evitare i peti, causa principale dell'assottigliamento dell'ozono nell'atmosfera. La sua grigia vita viene bruscamente interrotta dall'incontro col suo amico Alfonzo, vecchio compagno di scuola,  che inaspettatamente lo aiuta dopo che questi ha interrotto momentaneamente la sua relazione con Franca, partita per l'Africa con una missione umanitaria. Alfonzo gli fa prendere una pillolina che dovrebbe far funzionare il cervello soltanto al 2% invece del normale 20% così da allentargli la tensione. Giulio, scettico sulle prime, decide di prenderla e da quel momento si trasforma da irreprensibile cittadino ligio alle regole, in uno spregevole e becero individuo il cui unico scopo è godersi la vita contro ogni regola civile e sociale che possa cozzare con il suo sfrenato egoismo. Lo vediamo in un crescendo di situazioni grottesche spacciarsi per personaggi del calcio per entrare nelle più esclusive discoteche. Fottersi e poi sposare la procace e volgare Sharon, dirimpettaia nel palazzo in cui vive e con la quale, da sobrio, non legava affatto. Per arrivare in finale al talent, MasterVip, tanto deprecato prima, quanto ambito adesso. Ma la vittoria gli causa un collasso e un necessario ricovero in ospedale in coma, al cui risveglio, dopo aver temuto il peggio, il tamarro lascivo e ripugnante ha lasciato il posto al Giulio mite e irreprensibile di prima. Pensa che la colpa di tutto sia dovuta ad Alfonzo ed alle sue micidiali pilloline e che sia stato drogato quindi. Ma lo psicologo gli fa capire che è affetto da disturbo bipolare della personalità dovuto al fatto di avere represso per anni una parte di sé, quella volgare e volitiva ereditata da suo padre, e che può a volte prendere il sopravvento se non gestita ed accettata come naturale componente del suo carattere. Si rende pertanto conto che nella vita non si può catalogare tutto bianco o nero ma bisogna anche accettare le sfumature di grigio, i normali compromessi che aiutano a superare gli ostacoli.
Comicità surreale con un pirotecnico Maccio e tutta la sua corte dei miracoli che spesso ci diverte in TV. Si ride e il tutto scorre piacevolmente veloce, ma riflettendo quel suo Italiano è tutt'altro che medio: bassissimo direi. Infimo. Troppo caricaturizzato agli estremi e per questo irreale tanto che pur sforzandosi, non si riesce ad assomigliargli nelle nostre mancanze e debolezze.

Italiano medio
Italia 2015
Regia: Maccio Capatonda alias Marcello Macchia
Musiche Fabio Gargiulo, Chris Costa
con
Maccio Capatonda: Giulio Verme / Antonino Verme / Mariottide
Herbert Ballerina: Alfonzo Scarabocchi / Filomena Leccamuli / Gino Cammino
Rupert Sciamenna: Giancarlo Cartelloni
Ivo Avido: Pippo / Tamarro / Buttafuori
Lavinia Longhi: Franca Solidale
Barbara Tabita: Sharon Pacchianotti
Francesco Sblendorio: Ermanno Calcinacci
Gabriella Franchini: Rita Levati Mocassini
Rodolfo D’Andrea: Rodolfo Purtroppi
Adelaide Manselli: Marinella Sgarri
Matteo Basso Fin: Il Peggiore
Nino Frassica: Primario dell'ospedale
Luca Confortini: Manto di neve
Pippo Lorusso: Armando il barbone
Raul Cremona: illusionista
Andrea Scanzi: giornalista
Pierluigi Pardo: giornalista
Pippo Palmieri: Dj in macchina
Dj Spyne: Dj in discoteca
Paolo Noise: Kevin di MasterVip
Lorenzo Galbiati: Mirko di MasterVip
Giampaolo Gambi: Gianmaicol di MasterVip
Brenda Lodigiani: giornalista

Commenti

  1. Forse è stato uno dei pochi film al quale mi sono avvicinato con scarsa fiducia e per questo, solo per questo, sono riuscito a restare sorpreso da qualche punto di forza.

    Il film nel complesso è sicuramente poco azzeccato, poco completo, poco credibile. Anche se contiene degli spunti molto interessanti, diciamo che 30 minuti di film ritagliati qua e là sono ricchi di buone idee ed anche di trovate esilaranti. E' forse il difetto di chi parte da spezzoni o "corti" per fare un film-"one"...? Probabilmente si, è il peccato originale del film. Buoni spunti, ma poco riuscito il collage.
    Forse in questo Maccio dovrebbe ancora fare un po' di scuola da Antonio Albanese...al quale in parte cerca di rifarsi.

    RispondiElimina

Posta un commento

i vostri commenti sono molto apprezzati

Post popolari in questo blog

400 giorni - Simulazione spazio

I Vichinghi (2014)

Don Camillo e Peppone - la saga - (1952 - 1965)

Il grande colpo di Surcouf

Servizio in camera