Il sogno di Zorro


S ulla falsa riga di quanto succedeva a Stanlio nel mitico Noi siamo le colonne, anche Walter Chiari nei panni di Don Raimundo Esteban se prende un colpo in testa è capace di trasformarsi in audace e intrepido spadaccino come in un casto e puro fanciullo tutto preso dalla natura e amore per animaletti e fiori. Il padre Don Cesar, figlio niente meno che di Zorro, colui che ha riportato la giustizia in quei luoghi, non riesce a capacitarsi di cotanto pavido ed effeminato figliolo e dopo una furibonda lite con la moglie circa il rifiuto del giovane di sposare una fanciulla di buon casato della zona, lo caccia di casa. Non riesce a capire come mai il nipote di Zorro sia un mollaccione come Raimundo. Eppure fino a sette anni era stato un bambino forte e vigoroso, capace già di impugnare la spada e addirittura di sbirciare nelle camere delle ragazze. Poi una caduta da cavallo e conseguente battuta di capo lo aveva relegato ad una sorta di femminuccia. Ma il caso vuole che raccolto per strada da Don Esteban Contrero, mentre cercava di raggiungere un convento a piedi dove prendere i voti, il nostro mite Raimundo si prende un nuovo colpo in testa da banditi che assaltano la carrozza. Il cambio di carattere è così repentino che con una furia senza pari riesce a mettere in fuga gli aggressori ricevendo i ringraziamenti dell'illustre personaggio. Costui si recava a casa di Don Garcia Fernandez che in combutta col governatore lo attendeva per tendergli una trappola ed eliminarlo per cospirazione. La scusa era quella di dargli in sposa le bella figlia Estrella e poi una volta al castello durante i festeggiamenti sarebbe stato eliminato. Addirittura l'agguato, orchestrato da Don Juan, un suo fido, aveva lo scopo di eliminarlo sulla strada addossando la colpa ai briganti. Subodorando il tranello e con Don Esteban ferito e bisognoso di cure, decidono di mandare il giovane Raimundo al suo posto visto che nessuno lo conosce di persona. Il giovane accetta di buon grado da ardimentoso quale è, almeno al momento, e si reca al castello dove è ricevuto con tutti gli onori. Ma per lui è pronta una trappola mortale nella stanza dove alloggerà, con sedie truccate, botole nascoste, pistole collegate al cordone per chiamare la servitù e per non lasciare niente al caso, anche uno scagnozzo celato all'interno di un'armatura da arredamento e una micidiale candela che nasconde un candelotto di dinamite. Alternando botte in testa e conseguenti stati di carattere, il nostro eroe riuscirà a sventare il piano criminoso, impalmare la bella Estrella e conquistare l'amore di suo padre che finalmente può vedere in lui il degno erede, il nipote di Zorro. Mario Soldati dirige un cast bravissimo in un film divertente e senz'altro da recuperare. Straordinario Walter Chiari alle prese con caratterizzazioni difficili e rese divertenti da par suo. Ottimo come sempre Vittorio Gassman in ruolo da cattivo e tutti gli altri interpreti e caratteristi. Cameo gustoso di una giovanissima e formosa Sofia Scicolone, la futura Loren nazionale.


Il sogno di Zorro
Italia 1952
Regia: Mario Soldati
Musiche Mario Nascimbene
con
Walter Chiari: Don Raimundo Esteban Alcazan
Delia Scala: Estrella Fernandez
Vittorio Gassman: Don Juan
Gualtiero Tumiati: Don Cesar Alcazan
Nietta Zocchi: Donna Ermosa Alcazan
Luigi Pavese: Don Garcia Fernandez
Carlo Ninchi: Don Esteban Contrero
Juan De Landa: Pedro
Umberto Aquilino: José
Michèle Philippe: Marzia
Giacomo Furia: Panchito
Augusto Di Giovanni: Don Formoso
Michele Malaspina: Dott. Perez
Gisella Monaldi: Consuelo
Giovanni Dolfini: Don Alonzo
Claudio Ermelli: Maestro di Musica
Giorgio Costantini: Capitano
Sophia Loren: Conchita

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