La grande notte di Ringo


Tutto in una notte per Ringo, banalità e sciocchezze comprese, tra le quali quella dell'evasione è da ricordare. Ma andiamo con ordine in questo western strampalato per alcuni versi del regista Mario Maffei e interpretato dal bravo William Berger agli esordi nel genere. Lui è Jack Balman noto col nome di Ringo ed è rinchiuso, per futili motivi, nel carcere di Carson City dove divide la cella con un tale dal braccio rotto per via di una fasciatura che gli immobilizza l'arto destro e in mancanza di generalità certe viene chiamato in quel modo. Si è ferito, stando all'inflessibile Giudice Nottingham nel corso di una rapina che ha fruttato alla sua banda la notevole somma di 200 mila dollari. Ostinato nel tacere i nomi dei suoi complici e il luogo dove è nascosto il bottino, finisce per rivelarlo al compagno di cella, ma in maniera frammentaria e confusa facendo il solo nome di uno dei probabili autori del colpo e la città dove vive: Tombstone. In cambio Ringo promette di recuperare il bottino e dividerlo a metà e come niente fosse svelle il telaio delle sbarre della prigione ed evade mentre il compare rimette il telaio a posto. Rimedia un cavallo e una pistola presa a prestito da uno sceriffo di passaggio che viene immobilizzato e incappucciato, e si reca a Tombstone dove in pochissimo tempo elimina i componenti della banda e recupera il denaro lasciando in vita il solo capo dell'organizzazione che, essendo il sindaco della città e persona quindi rispettabile, farà comodo in futuro per spillargli ancora quattrini. Nasconde il denaro in una damigiana ai piedi di una cascatella, libera lo sceriffo e prima dell'alba rientra in prigione senza che nessuno se ne sia accorto. Ma la sorpresa gliela fa proprio il compare di cella che altri non è che Johnny Dawn, un agente federale che in combutta con il giudice ha inscenato la cosa per far recuperare il denaro dall'unico in grado di farlo, ovvero Ringo. La Giustizia a volte deve servirsi anche dei fuorilegge e a Ringo viene offerto di lavorare per loro cambiando vita e da preda diventare cacciatore. Non c'è altra scelta, ma almeno un fracco di botte al compare per sfogarsi dei rischi corsi e del denaro perduto non gliele toglie nessuno. Dopo di che via al galoppo insieme verso Dodge City, città covo di delinquenti da ripulire.
Non fosse per la storia, la più improbabile possibile, Maffei dirige un prodotto discreto con buoni interpreti ed interni curati ed adeguati, sempre per i mezzi a disposizione naturalmente. Molto bella la protagonista femminile Adriana Ambesi già presente nel blog in un altro film. Per scoprirlo basta cliccare sopra il suo nome.
La grande notte di Ringo
Italia, Spagna 1966
Regia: Mario Maffei
Musiche: Carlo Rustichelli
con
William Berger: Jack Balman alias Ringo
Eduardo Fajardo: Sindaco Joseph Finley
Walter Maestosi: Braccio rotto alias Johnny Dawn
George Rigaud: Jim Bailey
José Bódalo: Sceriffo
Adriana Ambesi: Annette
Armando Calvo: il messicano       
Tom Felleghy: Giudice Nottingham
Paco Morán: Norton       
Antonio Moreno: Barista

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