J. Edgar

La storia del creatore della mitica Agenzia Investigativa americana, l'F.B.I. narrata da Clint Eastwood e del suo creatore John Edgar Hoover interpretato da un bravo Leonardo DiCaprio. Diciamo che l'ho visto in omaggio a Clint e che la storia non era di quelle che mi interessavano e alla fine del film, anche se ben curato e interpretato dai protagonisti, resto della medesima idea, ovvero avrei potuto senz'altro non vederlo e al tempo non perdermi niente di particolarmente interessante. La storia e la tenacia dell'uomo che ha dedicato la vita a realizzare quanto di più sofisticato e idoneo per difendere il suo paese, è raccontata in modo piatto mescolando presente a soventi ricordi nei quali si snoda la storia recente e meno dell'America, con i suoi scandali, paure e segreti nascosti, che il buon Hoover teneva nel cassetto dopo aver con cura e caparbietà creato un sistema efficace di catalogazione e archiviazione di crimini e tendenze a compierli. La sua vita scorre sullo schermo di pari passo con la sua "creatura" che a poco a poco prende corpo e diventa un'agenzia investigativa con poteri autonomi, possibilità di agire armati e con un sofisticato laboratorio di analisi scientifiche. Assistiamo ad alcuni dei fatti più noti, di risonanza mondiale come il rapimento del piccolo figlio del famosissimo trasvolatore Lindbergh. Fatti storici, del passato americano dalla lotta ai gangster organizzati all'assassinio di John Kennedy e dietro ad essi c'è sempre lui a investigare e catturare responsabili, riuscendo col tempo a crearsi una fama da infallibile eroe nazionale tanto da ispirare disegnatori di fumetti, serie TV e industria che apprezza farsi conoscere associando il proprio marchio a quello dei mitici G-Men. Anche la sua vita privata è passata al setaccio dal suo rapporto morboso con la madre dominante ma rassicurante che sarà la causa delle sue tendenze o pulsioni omosessuali. Il rapporto di una vita intera col suo fidato assistente Clyde Tolson, al quale lascerà tutto alla sua morte e che, come dicono i titoli di coda, si farà a sua volta seppellire accanto al suo amato Edgar che, per 50 anni, ha diretto l'F.B.I. con brillanti risultati e passando attraverso ben otto diversi presidenti degli Stati Uniti. Film biografico con una storia senza dubbio interessante ma dai ritmi lenti e piuttosto noiosi come la scelta a mio avviso sbagliata di sottoporre al trucco i tre protagonisti principali per invecchiarli ma risultando decisamente poco convincenti. Buona la ricostruzione ambientale mentre non altrettanto le luci in questo film dove forse volutamente prevale l'oscuro.
J. Edgar
Stati Uniti 2011
Regia: Clint Eastwood
con
Leonardo DiCaprio: J. Edgar Hoover
Armie Hammer: Clyde Tolson
Naomi Watts: Helen Gandy
Josh Lucas: Charles Lindbergh
Lea Thompson: Lela Rogers
Ed Westwick: Agente Smith
Jeffrey Donovan: Robert Kennedy
Dermot Mulroney: Colonnello Schwarzkopf
Christopher Shyer: Richard Nixon
Stephen Root: Arthur Koehler
Judi Dench: Anne Marie Hoover
Ken Howard: Generale Harlan F. Stone
Miles Fisher: Agente Garrison
Josh Stamberg: Agente Stokes
Ryan McPartlin: Lawrence Ritchie
Damon Herriman: Bruno Hauptmann
Amanda Schull: Anita Colby
Josh Hamilton: Robert Irwin
Zach Grenier: John Condon

Commenti

  1. D'accordo sul trucco, ma sul resto lo ritengo un gran bel film, soprattutto il fatto che l'uomo che conosceva i segreti di tutti era lui stesso ostaggio di un segreto ... la svolgimento a volte è asincrono, come amano certi cinefili, e clint si dimostra ancora una volta un bravo regista.

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  2. quoto! devo dire che l'unico convincente al trucco e dove forse hanno lavorato con più cura è lo stesso dicaprio magistralmente invecchiato mentre la gandy è fin troppo evidente per non parlare di tolson che sembra quello dei soliti idioti ;-)
    avrei preferito aldilà della storia che è senz'altro intrigante, dei doppi interpreti come avviene per tanti altri film ..
    ma clint come conte ...

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  3. per non parlare di tolson che sembra quello dei soliti idioti ;-)
    +++++++++++++++++++++

    la stessa cosa che ho pensato io :D

    ****************************

    dimenticavo che ho trovato molto interessante, da un punto di vista storico, la prima parte con gli attentati dei "radicali bolscevichi" che mi è servita per capire su quale "humus" sia nato il secolare anticomunismo statunitense ...

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