Accadde al penitenziario

Una divertente commedia con un cast di stelle che cuce attorno ad ogni parte, col filo conduttore del secondino Aldo Fabrizi, una trama estremamente godibile. Lui, seppur burbero in apparenza, è un agente di custodia che tratta bonariamente i propri detenuti, accudendoli e provvedendo alle loro più svariate necessità acquistandole all'esterno e spesso rimettendoci. Per i suoi modi è in aperto contrasto col capo degli agenti, Carlo Romano, che è più rigido al regolamento. Assistiamo ad una sua giornata di lavoro tipica conoscendo meglio i suoi "assistiti" come Peppino De Filippo detto il Mantellese per essere nato nel carcere delle Mantellate quando sua madre era detenuta. Lui ama il carcere e la vita che vi si svolge, nonché il cibo e considera tutto l'ambiente come una vera famiglia. Oppure c'è Alberto Sordi che vediamo uscire dopo essere stato arrestato per ubriachezza molesta e coinvolto in un tentativo di rapina, dopo aver importunato guardie notturne, passanti e prostitute, in una delle più divertenti scene mai girate dall'Albertone nazionale. Ben altro atteggiamento si riscontra in altri detenuti "classici", con Mario Riva, cinico e furbetto, che studia il piano per sparire da lì dentro. Altri sono semplicemente disadattati o psicopatici con manie varie di persecuzione, ma per ognuno di essi c'è sempre una parola buona, un consiglio o un aiuto oltre al rimprovero quando serve. Cesare col tempo ha scritto un diario con le storie di ognuno di essi e vorrebbe aggiungervi anche quella del detenuto Walter Chiari, persona di diversa caratura rispetto alla media e dotato di grandi capacità letterarie riuscendo a scrivere poesie che tanto appassionano il buon Cesare. Lui gli scrive la sua storia che lo vede impiegato in una importante gioielleria truffato da un'avvenente signorina che riesce pure ad incolparlo del fatto. Tra scene divertenti e prove d'attore su misura per i bravi interpreti e caratteristi, si arriva alla fine del turno dove Cesare stanco della giornata di lavoro, delle litigate col superiore e delle marachelle di qualche detenuto, si avvia a prendere l'autobus. Una bella ragazza lo avvicina e gli chiede del detenuto Walter e Cesare immediatamente capisce che è la truffatrice che lo ha incastrato. Ma lei lo rassicura, il diamante è stato riconsegnato e la denuncia nei suoi confronti cadrà. Lascia il suo indirizzo a Cesare per essere ricontattata da quel galante e bel giovane al quale saprà spiegare che si è trattato solo di un brutto scherzo. In effetti con quel tipo di prigione e quella pasta d'uomo di secondino è stato più o meno come aver passato un po' di tempo in albergo. Dirige Giorgio Bianchi un film che consente di vedere quasi tutti i migliori interpreti di quella che era giustamente chiamata la "commedia all'italiana".
Accadde al penitenziario
Italia 1955
Regia: Giorgio Bianchi
Musiche Nino Rota
con
Aldo Fabrizi: Cesare Cantelli, agente di custodia
Alberto Sordi: Giulio Parmitoni
Peppino De Filippo: Otello
Carlo Romano: Il capo degli agenti di custodia
Walter Chiari: Walter Polacchi
Mario Riva: un detenuto
Riccardo Billi: un detenuto
Ignazio Balsamo: un detenuto mafioso
Enrico Luzi: un detenuto
Turi Pandolfini: un detenuto
Memmo Carotenuto: un vigile urbano
Antonio Nicotra: la guardia notturna
Pietro Carloni: Il vicecommisario
Mino Doro: un automobilista
Nino Besozzi: professor Zaccanti
Mara Berni: la truffatrice

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