Lucky Luke

La notizia è che anche i francesi si sono cimentati nel genere western. Hanno sfruttato un personaggio molto noto dei loro fumetti e hanno scelto l' Argentina come location dando un bellissimo contorno naturale alla vicenda che sorvola l'aspetto iconografico del personaggio concentrandosi, con soventi flash back, sulla nascita del medesimo, dall'infanzia condita da una certa misoginia fino all'apprendimento dell'uso della colt e la sua innata amicizia per gli indiani, visto che sua madre era una di loro. Aldilà della storia, peraltro non scontata, colpisce e affascina la cura dei personaggi e degli ambienti dando al film un sapore, a volte volutamente grottesco, ma di assoluto "respiro" western. Come quella polvere e quel sudore più volte evidenziato e quel indulgere su particolari di armi, vestiario, mestieri e oggetti di varia foggia in uso nel west. Quel che lascia a desiderare, ampiamente compensato da quanto detto prima, è la netta separazione tra un inizio coinvolgente, unito ad un finale altrettanto scoppiettante e godibile, contrapposti a un lungo intermezzo introspettivo del personaggio che delude le aspettative dello spettatore. Per il resto guascone il giusto e tagliato per la parte il giovane Jean Dujardin nel ruolo di Lucky Luke e una straordinaria Sylvie Testud nel ruolo del "maschiaccio" Calamity Jane e della quale ricorderemo sempre quella strana fondina, fatta con un animale, che legata alla coscia destra nasconde una terribile doppietta a canne mozze.
Molto ben caratterizzati gli altri interpreti tra i quali il cattivo Pat Poker (Daniel Prevost) ricorda in maniera impressionante il compianto Sandro Paternostro. Amen.



Lucky Luke
Francia, Argentina 2009


Regia: James Huth

con
Jean Dujardin: John "Lucky" Luke
Michael Youn: Billy the Kid
Sylvie Testud: Calamity Jane
Melvil Poupaud: Jesse James
Yann Sarfati: Mac Straggle
Daniel Prevost: Pat Poker
Jean-Francois Balmer: Cooper
Andre Oumansky: il Presidente
Alexandra Lamy: Belle
Bruno Salomone: Jolly Jumper

Commenti

  1. critico cinematografico21 febbraio 2012 09:41

    ma c'è il cavallo che parla?

    altrimenti non può essere un film su Lucky Luke!

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  2. ....ma fuma anche le lucky Strike?

    RispondiElimina
  3. si parla e quando lo fa all'inizio a lui per poco non gli viene un colpo
    ;-))

    ma a parte gli scherzi ho trovato la scelta dell'argentina (credo tra l'altro a basso costo) di un fascino unico, addirittura una distesa di cactus e saguari nella migliore tradizione dell'arizona

    noi che sceglievamo la spagna per gli esterni e che abbiamo rilanciato un genere abbandonato dall'america e caratterizzandolo a modo nostro riscuotendo apprezzamenti anche all'estero
    nel caso dovessimo rilanciarlo (ma ne dubito fortemente) dovremmo farci un pensierino all'argentina

    consiglio di vederlo non tanto per la storia quanto per la cura di tutto l'ambiente e la resa visiva che nell'immaginario di tutti noi (credo) rappresenta il west

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  4. mah io vi dico andate in argentina, per le donne, il vino e la patagonia ... e al limite leggetevi il fumetto

    RispondiElimina

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