Dio perdona... io no!


H utch Bessy, corpulento agente assicurativo è sulle tracce di una banda sanguinaria che ha assaltato il treno che da El Paso trasportava 300 mila dollari in oro a Canyon City. Nella rapina sono stati trucidati tutti i passeggeri, gli uomini della scorta e i macchinisti. Meno uno, che creduto morto è riuscito a dare poche informazioni circa l'autore del misfatto riconducibile all'efferato bandito Bill Sant'Antonio, ritenuto tuttavia morto in un duello col pistolero Cat Stevens, detto Doc. Per questo sulle prime Hutch contatta Doc per conoscere la verità su quel duello visto che non è tipo da credere ai fantasmi. Doc può solo pensare che in quell'occasione è stato giocato da Bill con uno scherzetto che gli ha consentito di togliersi di torno i membri della vecchia banda divenuti pericolosi per via della sua grossa taglia. Nel duello a porte chiuse tra i due, all'interno di una baracca in fiamme, Bill aveva intimato ai suoi di lasciar andare Doc se avesse prevalso e si era raccomandato di avere in caso di morte un funerale coi fiocchi. Ma i pochi resti carbonizzati di chi era finito nella bara non erano utili al riconoscimento e tuttavia i suoi uomini avevano provveduto a quanto ordinatogli, scoprendo una volta rientrati al covo che l'oro era scomparso. Da lì era iniziata una caccia a Doc che ad uno ad uno li aveva eliminati. La conferma che era stato giocato e che l'oro lo aveva preso Bill, addossandogli le colpe agli occhi dei suoi uomini, Doc la ha dallo stesso Bill redivivo, che con Hutch è riuscito a localizzare nel nuovo covo protetto da una nuova ed agguerrita banda. Lui sta lavorando in grande stile con un pezzo grosso che lo informa di ogni spostamento di denaro e gli fornisce percorsi e dettagli sulla scorta di modo che il lavoro da fare e semplice e poco pericoloso. Ma è giunta l'ora di regolare i conti e pur tra alterne fortune i nostri prevarranno su Bill in un finale esplosivo.
Giuseppe Colizzi, qui anche in veste di produttore, ha il merito di mettere insieme una delle coppie più straordinarie e redditizie del cinema italiano in questo film che ne segna l'esordio. Gli altri due della cosiddetta trilogia di Colizzi, sono I quattro dell'Ave Maria e La collina degli stivali  che seguiranno nei due anni successivi. Il caso o meglio la fortuna ha fatto si che il protagonista designato di questo film,  Peter Martell, appiedato per un banale incidente, fosse sostituito in corso di riprese da Terence Hill a fianco di Bud Spencer consentendo ai due di dare vita ad una delle più apprezzate coppie del cinema mondiale. Girato in esterni nell'infuocato deserto di Almeria è un film dalle tinte forti, con ritmo serrato e sorretto dalle ottime musiche di Carlo Rustichelli, qui con lo pseudo di Angel Oliver, che gli conferiscono un valore di primo piano nel genere Spaghetti Western.
Dio perdona... io no!
Italia, Spagna 1967
Regia: Giuseppe Colizzi
Musiche Carlo Rustichelli dirette da Bruno Nicolai
con
Terence Hill: Cat Stevens, detto Doc
Bud Spencer: Hutch Bessy, detto Earp
Frank Wolff: Bill Sant'Antonio
Gina Rovere: Rose
José Manuel Martin: Bud
Frank Brana: giocatore di poker
Antonietta Fiorito: Paquita
Paco Sanz: informatore alcolizzato
Franco Gula: becchino
Tito Garcia: Tam Tam
José Canalejas: scagnozzo
Luis Barboo: scagnozzo
Bruno Arie: giocatore di poker
Remo Capitani: oste
e con
Giancarlo Bastianoni
Giovanna Lenzi
Rufino Inglese
Antonio Decembrino
Roberto Alessandri
Juan Olaguibel
Joaquin Blanco

Commenti

  1. Cat Stevens pistolero non si può leggere ... e nemmeno vedere ... :D

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    1. la medesima impressione e non so come sia venuto in mente agli autori visto che nel film viene chiamato soltanto DOC
      ;-) (manina)

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