Samoa

Avere 50 anni nel secolo scorso significava apparire decisamente vecchio e anche Gary Cooper che in questo film ne aveva 52 non fa eccezione. E' stanco e inespressivo al punto da sembrare molto più avanti negli anni e negli acciacchi. La storia è di quelle che appassionavano allora come oggi, il titolo originale "Ritorno in Paradiso" in luogo del più laconico Samoa col quale è uscito in Italia, evocava luoghi e situazioni idilliache. Ed è proprio in questo luogo, l'isola samoana di Upolu (Matarana nella finzione), che sbarca il vagabondo Morgan in cerca di pace o in fuga da qualcosa che mal si concilia con le ferree leggi religiose imposte sull'isola dal Pastore protestante Corbett. Costui ha sostituito suo padre missionario morto nell'isola ed ha nel tempo stabilito regole di vita ben precise agli indigeni, inibendone la naturale tendenza a vivere seminudi e abbandonarsi già dalla tenera età a relazioni sessuali. Vede il peccato ovunque e obbliga tutti a pregare e riunirsi in chiesa a determinate ore del giorno e a chiudersi nelle capanne dopo le 9 di sera con una sorta di coprifuoco. In tutto questo è aiutato da alcuni indigeni, da lui promossi guardiani, che con bastoni impongono alla gente la volontà del Pastore che pensa in buona fede di far loro del bene. Ecco che uno come Morgan viene visto come elemento destabilizzante in una comunità che a stento è riuscita a darsi delle regole e Morgan è tipo che non ama imposizioni da parte di nessuno. Ben presto entra in conflitto col Pastore e suoi guardiani che riesce a malmenare in diverse occasioni tanto da essere considerato un eroe dagli oppressi indigeni. Quando una giovane donna, Maeva, che lui aveva già difeso in passato, viene rinchiusa nella locale capanna-prigione, lui attacca le guardie e la libera e mentre è sul punto di soccombere ecco che la popolazione insorge, brucia la prigione e mette in fuga i guardiani. Il Pastore non può far altro che accettare la situazione e dispiacersene addossando tutte le colpe al demonio che è in Morgan, che al contrario placa le ire degli abitanti nei confronti del prete riportando la calma e lasciando che le cose tornino alla normalità. Ovvero la gente riprende i vecchi usi e costumi non disdegnando tuttavia di recarsi anche in chiesa e dal canto suo Morgan vive una relazione extraconiugale con la sua bella e innamoratissima Maeva anche se è sempre tentato di abbandonare l'isola per cercare fortuna altrove non essendo tipo da mettere radici. La morte di parto della bella compagna sarà la molla che lo farà partire lasciando la neonata Turia alle cure di una vecchia del villaggio. Tornerà dopo anni, in pieno conflitto mondiale per portare rifornimenti agli isolani e troverà la figlia Turia, ormai grande e pronta a maritarsi con un giovane del luogo che ha studiato da maestro. Troverà anche il Pastore Corbett profondamente cambiato, non più despota ma indigeno e padre comprensivo in mezzo ai suoi fratelli e figli. L'incontro con la figlia e con la nuova realtà gli faranno cambiare il carattere di eterno vagabondo e deciderà che è giunto il momento di fermarsi, in Paradiso, ed aspettare l'arrivo dei nipotini.
Return to Paradise
Stati Uniti 1953
Regia: Mark Robson
Musiche: Dimitri Tiomkin
con
Gary Cooper: Mr. Morgan
Barry Jones: Pastore Corbett
Roberta Haynes: Maeva
Moira Walker: Turia
John Hudson: Capitano Harry Faber
Le Mamea Matatumua Ata: Tonga
Terry Dunleavy: Mac
Howard Poulson: Russ
Donald Ashford: Cutler
Herbert Ah Sue: Kura

Commenti

  1. 70 anni oggi per il "falegname" Harrison Ford
    gli auguri di tutti noi di CineMaestri

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