I Tre Moschettieri

Forse il più bello in assoluto dei tanti film ricavati dal romanzo di Dumas padre, almeno per quanto riguarda la resa che l'aitante ballerino Gene Kelly fa del guascone spadaccino D'Artagnan. La sua agilità nei duelli saltellando tra mobili, tendaggi, scale, balaustre fino ai rami degli alberi resteranno per sempre nella memoria. Anche perché non dimentichiamo che in quegli anni la computer grafica non c'era e i trucchi davvero pochi e se pensiamo che è stato girato interamente in America ricreando alla perfezione le scene di corte come degli esterni franco-inglesi che gli valsero la nomination all'oscar per la fotografia nel 1949 ecco che il film entra di diritto nella storia del cinema. La storia che vede il nostro D'Artagnan entrare in maniera più che dirompente nel corpo dei Moschettieri fedeli al re, arrivando a Parigi dalla lontana campagna di Guascogna e capace in poco tempo di scombussolare l'ovattata vita di corte e i piani diabolici dell'astuto Cardinal Richelieu e della perfida Milady è arcinota. Come la profonda amicizia che lega tra loro i Tre Moschettieri e la loro importanza fin dall'inizio della vita scolastica, in pianta stabile nel programma di aritmetica con la sibillina domanda su quanti fossero in realtà e lo studente bravo e avveduto rispondeva Quattro con un certo orgoglio malcelato e a volte questo significava la nomina a capoclasse. Quindi non mi dilungherò sulla trama ma sugli interpreti tutti bravi ed all'altezza con menzioni speciali per la stupenda Lana Turner nel ruolo della perfida Milady Carlotta de Winter in grado di ammaliare tutti gli uomini compreso il puro D'Artagnan innamorato della sua Costanza ma stregato dall'avvenenza di Milady. Detto di quest'ultimo con Gene Kelly che rappresenta di sicuro l'eccezione nel ruolo, con il trio dei suoi amici, Van Heflin, Gig Young e Robert Coote nella norma, chi meglio di Vincent Price per il ruolo del Cardinale? E infatti quella che ne dà sullo schermo è una più che magistrale rappresentazione tale da associare il personaggio all'attore per lunghissimo tempo, forse per sempre. Angela Lansbury giovanissima è una regina che se la vede amorosamente con il Duca di Buckingham l'elegante John Sutton al cui cospetto il corpulento e rozzo Re Luigi XIII ben impersonato da Frank Morgan, fa la figura del popolano e si merita ampiamente le corna della sua Anna d'Austria. Infine Keenan Wynn, riconoscibile ancorché giovane nei panni dello scudiero di D'Artagnan, mette in scena un forzuto e astuto Planchet. Naturalmente tutto il Gotha dei doppiatori dell'epoca facenti capo alla mitica C.D.C.. Da vedere ogni volta che capita per rinforzare il motto sempre verde di
"Tutti per uno e uno per tutti".
The Three Musketeers
USA 1948
Regia: George Sidney
con
Gene Kelly: D'Artagnan
Van Heflin: Athos
Gig Young: Porthos
Robert Coote: Aramis
Lana Turner: Lady Carlotta de Winter
Vincent Price: Cardinale Richelieu
June Allyson: Constanza Bonacieux
Angela Lansbury: Anna d'Austria Regina di Francia
Frank Morgan: Re Luigi XIII
John Sutton: Duca di Buckingham
Keenan Wynn: Planchet
Reginald Owen: Treville
Ian Keith: Rochefort
Patricia Medina: Kitty, cameriera di Milady

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