Il settimo viaggio di Sinbad

Campione di incassi, questo prodotto della Columbia, nei titoli ci informa subito dei prodigi della tecnica raggiunti nella sua realizzazione:
filmed in DYNAMATION the new miracle of the screen. Tongue out
E all'epoca già si sgranavano gli occhi pregustando chissà quale magia e visto oggi naturalmente fa sorridere anche se il mago degli effetti è sempre quel Ray Harryhausen che abbiamo già apprezzato qui con i suoi Argonauti. La storia è fin troppo semplice ma sempre accattivante tanto che a distanza di anni non perde la sua freschezza e facilità di visione. Sinbad il marinaio è costretto ad approdare con la sua nave nella remota isola di Colossus dove un terribile ciclope cornuto non ama le visite degli umani. Lui ha accumulato una fortuna in oro e gemme preziose prese dalle tante navi che sono naufragate tra le pericolose scogliere dell'isola e non disdegna di cibarsi dei piccoli uomini invasori. Qui conoscono e traggono in salvo il mago Sokurah che aveva tentato di sottrarre al mostro una lampada magica. Per la verità era l'unico in grado di sprigionare il genio contenuto ed era riuscito tramite lui a erigere una barriera invisibile tra loro e il ciclope. Purtroppo nella fuga la lampada era caduta ed era tornata in possesso del suo mostruoso proprietario. Ossessionato dal recupero del prodigioso oggetto e vista la riluttanza di Sinbad a ritornare sull'isola, il mago lancia una maledizione alla figlia del Califfo di Bagdad, la Principessa Parisa che sta per convolare a nozze col suo amato Sinbad. Lei è stata rimpicciolita mentre dormiva e se vuole salvarla deve tornare sull'isola col mago alla ricerca degli ingredienti necessari per l'antidoto, tra i quali il più importante è formato dal guscio d'uovo di un gigantesco rapace a 2 teste. Mette la sua fidanzata in una scatoletta e se la nasconde nella fascia che gli cinge la vita e a pensare a tutto quello che gli capita nel seguito dell'avventura c'è da chiedersi quanto gli sarà girata la testa .. e qualcos'altro anche .. alla poveretta rimpicciolita. Infatti deve prima salvarsi dall'ammutinamento dei suoi marinai saltando per alberi e sartiame e poi arrampicarsi per una montagna impervia per recuperare un frammento di guscio e salvarsi dagli artigli dell'uccello gigante. Recuperare la lampada dal ciclope e finalmente far uscire la ragazza dalla scatoletta e visto che è così piccola farla entrare nella lampada dove conosce il genio e la formula per scatenarlo oltre alla promessa che lei lo libererà per sempre alla fine. E così si arriva all' epilogo con la principessa che riprende le sue dimensioni, il ciclope che viene sbranato da un suo drago tenuto alla catena e quest'ultimo dagli uomini di Sinbad che azionano una balestra gigantesca. Stramazzando, il drago schiaccia col suo corpo anche il malefico mago e tutti vissero da allora felici e contenti compreso il genio finalmente libero e in questo film con corpo da bambino.


lo scontro inziale col ciclope e l'intervento del genio della lampada


Il 7º viaggio di Sinbad  Flag1958
The 7th Voyage of Sinbad
Regia: Nathan H. Juran
Effetti speciali: Ray Harryhausen
Musiche: Bernard Herrmann
con
Kerwin Mathews: Sinbad
Kathryn Grant: Principessa Parisa
Richard Eyer: Baronni, il genio
Torin Thatcher: Sokurah
Alec Mango: Califfo di Bagdad
Harold Kasket: Sultano
Alfred Brown: Harufa
anche in DVD

Commenti

  1. La tua carrellata di film ricorda molto "Nuovo Cinema Paradiso" ... quando il cinema regalava sogni ... perchè la gente aveva bisogno e voglia di sognare ...

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  2. non so se l'hai fatto involontariamente ma hai toccato il nervo .. è proprio così e cinema paradiso è un pezzo della mia vita nel senso che mi ci ritrovo come fosse la mia storia .. pensa che chi gira la manovella si chiama come mio padre e anche lui aiutava il prete al cinema e quelle cose che descrive il protagonista bambino sono le stesse in gran parte vissute da me .. ecco perchè ho un timore reverenziale a pubblicare quel film perchè mi tocca da vicino e se qualcuno vuol farlo in vece mia sia il benvenuto .. io non riesco mi viene un groppo in gola solo a pensarci ..
    grandissimo film "italiano" ma si perde nella mediocrità assoluta
    purtroppo

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  3. pensa che un film semplice come questo visto la domenica ti dava la carica per giocare tutti i giorni a duellare con ciclopi e scheletri e draghi senza avere un giocattolo in tutti quanti ragazzini messi insieme .. solo di fantasia .. e ti posso assicurare era bellissimo .. è proprio vero il cinema regalava i sogni

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  4. ...il cinema regalava sogni. Quoto tutto ma proprio tutto. Io ricordo i cinema all'aperto quando in estate ci portavano in villeggiatura al mare, e proprio sotto dove abitavamo c'era una sala sotto le stelle. Io e mio fratello ci perdavamo in questo cinematografo surreale dove i sogni sfioravano la realtà e noi bimbi ci costruivamo un futuro di stelle. Lo straordinario film di Tornatore ci racconta quel mondo denso e ricco di questa infanzia indimenticabile. (sigh...)

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  5. No zio è stato volontario ... come sai sono molto autocritico ... e delle volte dopo le nostre dispute da bar, su calcio e cinema, mi metto sempre nei panni (per quanto possibile) del mio interlocutore e cerco di capire il perchè di certe sue posizioni ... e non molto tempo fa rivedendo quel film di Tornatore, ti ho rivisto ... per cui zio capisco il tuo amore per certe pellicole e certe attrici ...

    Tante volte avrei voluto postare quel film ... ma ho paura di rovinarlo ... c'è e tutti sanno che c'è ... parlerò più avanti di un altro film ... che ha avuto meno successo, ma che per certi versi mi ha colpito di più ... "L'uomo delle Stelle" ...

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