Il corsaro della mezza luna


Il corsaro della mezza luna
A lfonso di Camerlata, Barone taccagno e pauroso, ha assoldato una masnada di Lanzichenecchi al comando del Capitano Alonzo De Carmona al quale ha dovuto promettere oltre alla magra paga anche la mano di sua nipote Angela che un giorno erediterà castello e terre. Lo strano contratto prevede il mantenimento della truppa a carico del Barone, come pure l'acquisto delle polveri per i cannoni, che al momento scarseggiano, mentre per i morti e feriti eventuali si farà a metà col capitano per gli indennizzi. Angela è restia alle nozze con quell'uomo d'armi assai crudele e cerca di tirare per le lunghe allietata soltanto in parte dalle facezie di un cantastorie capitato al castello e poi ripartito, lasciandole una certa tristezza nel cuore. I mercenari servono al Barone per difendere il suo castello, a picco sul mare, dalle scorrerie dei temuti pirati Saraceni e quando la poca polvere da sparo viene usata per dare il benvenuto all'inaspettata visita dell' Infanta Caterina di Spagna a colpi di cannone sparati a salve, non ce n'è più per respingere lo sbarco del corsaro Nadir El Krim. Questi assedia il castello da terra e lo colpisce con cannonate dal mare chiedendo in cambio l'Infanta per risparmiare loro le vite. Su consiglio del  Visconte Di Gand al seguito della sovrana, viene inviata a bordo della nave corsara la nipote del Barone Angela nella speranza che il corsaro non la conosca di persona. Ma quando scopre che Nadir El Krim è in realtà il cantastorie di qualche giorno prima al castello, questi la riconosce e la fa tornare sana e salva al castello intimando la resa. Quando poi riabbraccia  per un breve attimo il suo giovane fratello morente, il corsaro dà l'ordine di attacco. Ha scoperto che il crudele capitano dei mercenari è in realtà Ugo Van Berg e si è macchiato di crimini contro la sua famiglia di nobili origini. Lui è in realtà il nobile Paolo Di Valverde e aveva appreso dal fratello morente che questi aveva scoperto l'assassino dei loro genitori e per questo era stato torturato a morte. Per cui era giunto il momento tanto atteso della vendetta. Con uno strattagemma si impossessa della carrozza della nobile Caterina mettendo la donna al sicuro in una taverna del borgo e poi entra nel castello con il suo mezzo facendosi aprire le porte dalle quali poi irrompono i suoi corsari. Anche il Re Carlo V arriva con le sue truppe essendo stato avvertito e trovandosi poco distante, ma mentre i Saraceni fuggono, il loro capo si svela per essere il nobile Paolo Di Valverde e accusa di fronte al Re il traditore e assassino Alonzo De Carmona la cui vera identità è Ugo Van Berg comandante di una delle più feroci masnade di Lanzi. Lo scontro tra i due vede trionfare Paolo che viene riabilitato e ottiene la mano della bella Angela con la quale, abbracciato, salutare i reali in partenza e il popolo di Camerlata festante.
Il Castello di Santa Severa usato come sfondo alla vicenda ne diventa il vero protagonista, di gran lunga sopra ad una trama di mera fantasia e a protagonisti  impegnati più che altro a dare sfoggio di costumi adeguati e molto ben curati, come ad esempio quelli cuciti per i terribili Lanzi Tedeschi.


Il corsaro della mezza luna
Italia, Francia 1957
Regia: Giuseppe Maria Scotese
Musiche A.F.Lavagnino / Renzo Rossellini
con

John Derek: Paolo Di Valverde / Nadir El Krim
Gianna Maria Canale: l' Infanta di Spagna Caterina
Ingeborg Schöner: Angela
Alberto Farnese: Alonzo De Carmona / Ugo Van Berg
Raf Mattioli: Vasco
Paul Müller: Re Carlo V di Spagna
Camillo Pilotto: il Barone Alfonso di Camerlata
Fanny Landini: la Marchesa Di Gredon
Gianni Rizzo: il Visconte Di Gand
Mimmo Poli: il corsaro grasso
Yvette Masson: Rosa
Alberto Sorrentino: il corsaro col turbante bianco
Amina Pirani Maggi: la nutrice Gertrude
Carlo Hintermann: il Ticinese
Ignazio Leone: Nicola
Silvio Lillo: l'alfiere Vasquez
Furio Meniconi: il carceriere
Raf Baldassarre: un corsaro
Piero Giagnoni: Tonio
Fausto Guerzoni: mastro Anselmo
Alberto Varelli: Tatun
Carol Carter: la danzatrice
Andrea Fantasia: l' aiutante di Carlo V

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