Il prigioniero della miniera


Il prigioniero della miniera 1954
P orto Miguel, Messico, il battello che trasportava tre avventurieri ha un'avaria e necessita di riparazioni. Sbarcati i tre si recano nella cantina dell'assonnato paesino dove bersi un goccetto di mescal e cercare di conoscersi meglio. Fiske è un giocatore di azzardo professionista, mentre Hooker è un tipo maturo e riflessivo, non disposto a far trapelare molto di sé. Luke Daly è il più giovane e impulsivo dei tre e ha un passato da cacciatore di taglie che ne fa un tipo poco rassicurante. Improvvisamente irrompe nel locale una donna tutta trafelata e si dice disposta a ricompensare chiunque la segua nel tentativo di soccorrere suo marito rimasto prigioniero all'interno di una miniera aurifera che stavano scavando. La somma è alta e i tre accettano visto anche il tempo a disposizione e a loro si unisce Vicente Madariaga un messicano del luogo. La donna, Leah Fuller, è in forte apprensione per suo marito, l'ingegner John Fuller che teme possa spirare da un momento all'altro con l'enorme peso che gli grava addosso. La strada è lunga e il territorio è infestato dagli indiani che negli anni hanno costretto con le loro scorrerie molti abitanti del luogo a lasciare le loro case e rifugiarsi lungo la costa. Nonostante gli attriti tra i quattro, dove il solo Hooker sembra essere animato da una qualche sorta, seppur minima, di sentimenti umani, i nostri riescono a raggiungere il luogo impervio e trarre in salvo il poveretto che si ritrova con una gamba fratturata. Bisogna trasportarlo senza indugi anche se non riuscisse a cavalcare, perché gli indiani stanno pian piano accerchiandoli. Fuller se la sente di montare in sella così decidono di partire la notte stessa, caricando anche la donna che voleva restare col fuoco acceso per ingannare gli indiani e attirarli su di lei. Ma le cose si complicano subito e Fuller temendo di rallentare il gruppo si lancia a briglia sciolte per farsi inseguire andando incontro ad una fine orribile. Nei giorni seguenti, divertendosi come il gatto col topo, gli indiani uccidono prima il giovane Daly e poi il messicano trovando però negli ultimi due rimasti dei veri ossi duri da digerire. Nell'ultimo e stretto passo di montagna che li divide dalla salvezza, i nostri tirano a sorte affidandosi alle carte su chi resterà a presidiare la stretta via per consentire la fuga agli altri. Fiske alza la carta più alta e Hooker accompagna la donna in salvo per poi tornare indietro, conscio che l'uomo ha barato, e ritrovarlo morente dopo aver fermato il gruppo degli inseguitori. Spira tra le braccia di Hooker, felice di aver fatto almeno una volta una cosa buona nella sua vita. Hooker può raggiungere Leah e insieme avviarsi sullo sfondo di un tramonto rosso fuoco verso una nuova vita.
Western epico che il maestro Henry Hathaway gira negli infuocati esterni messicani avvalendosi del suggestivo CINEMASCOPE e di un cast di ottimi attori per un risultato che sfida il tempo.


Garden of Evil
Stati Uniti 1954
Regia: Henry Hathaway
Musiche Bernard Herrmann
con
Gary Cooper: Hooker
Susan Hayward: Leah Fuller
Richard Widmark: Fiske
Cameron Mitchell: Luke Daly
Rita Moreno: Cantante della cantina
Victor Manuel Mendoza: Vicente Madariaga
Hugh Marlowe: John Fuller

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