Siamo tutti inquilini


A ugusto è il bonario portiere di uno stabile i cui inquilini sono tra i più variegati possibili. C'è il signor Valentini, ipocondriaco e convinto di avere poco da vivere ancora. Luisa detta Lulù, la donna fatale mangia uomini, che si alza tardi al mattino per via di una certa propensione alla vita notturna. C'è l'avvocato Sassi cordiale e disponibile, oppresso da una moglie gelosa ed angosciante. Il ragionier Turi direttore di una filiale di un piccolo istituto di credito, attratto dalle belle donne, specie le ballerine del varietà. Il Cavalier Terzetti con l'ossessione di vedersi svaligiato l'appartamento dai troppi ladri che circolano e per questo sempre alla ricerca di nuove e sofisticate serrature. Un generale, una nobildonna avanti con gli anni e con la passione della canasta e via via tutta una serie di domestiche, tra le quali una (BIce Valori) con spiccate doti canore, tuttavia mal sopportate da alcuni inquilini amanti della pace e del silenzio. Su tutti, specie sul povero Augusto, aleggia la figura dispotica dell'amministratore del condominio, il dentista Talloni. Costui ha imposto ferree regole di vita comune e una rigida disciplina senza la quale, a suo dire, nessuna buona società o vivere comune, può progredire. Il povero Augusto, che già è troppo paziente nel dare ospitalità a Tonino, un amico senza fissa dimora e svelto con le mani, tanto da essere finito in galera, "per un errore giudiziario" a suo dire, si prodiga in ogni modo per soddisfare le volontà del burbero amministratore. Ma quando scopre che questi mira all'appartamento di Anna, una giovane domestica, alla quale la sua affezionata padrona aveva lasciato il locale in punto di morte, escogita un piano astuto che manda in fumo i suoi loschi propositi, smascherando il prestanome "Siringa", che per suo conto acquistava a bassissimo prezzo l'appartamento della giovane, costretta a vendere dai tanti debiti accumulati nel condominio. E tutto grazie a Tonino che aveva conosciuto quel pregiudicato durante la sua "ingiusta" detenzione. L'amministratore viene esautorato e la ragazza può avere tutto il tempo necessario per racimolare i denari che occorrono, aiutata anche dal suo fidanzato Carlo, per la gioia di Augusto, che non solo conserva il posto, ma ottiene l'ammirazione e il ringraziamento di tutti i condomini.
Commedia divertente di un periodo d'oro del cinema italiano che va senz'altro conservato e tramandato ai posteri, per spensieratezza, semplicità e modi di vivere di un epoca nella quale la maggioranza degli italiani di oggi nacque. Da segnalare in una piccola parte Giovanna Cigoli mamma dell'indimenticabile Emilio Cigoli principe dei doppiatori italiani di ogni epoca, tutt'oggi voce inarrivabile.

Siamo tutti inquilini
Italia 1953
Regia: Mario Mattoli
Musiche Pippo Barzizza
con
Aldo Fabrizi: Augusto
Peppino De Filippo: Antonio Scognamiglio
Anna Maria Ferrero: Anna Perrini
Enrico Viarisio: avvocato Sassi
Tania Weber: Luisa "Lulù"
Nino Pavese: l'amministratore dottor Talloni
BIce Valori: una domestica
Maria Pia Casilio: una cameriera
Maurizio Arena: Carlo
Alberto Talegalli: il commerciante di uova
Turi Pandolfini: Cavalier Terzetti
Giuseppe Porelli: Sig. Valentini
Gemma Bolognesi: la contessa Tucci
Enzo Maggio: il prestanome "Siringa"
Salvo Libassi: ragionier Turi
Giovanna Cigoli: l'affittuaria di Anna
Giusi Raspani Dandolo: un inquilina
Isa Barzizza: la collega di Anna
Bianca Maria Fabbri: un inquilina
Olga Solbelli: la moglie dell'avvocato Sassi
Enzo Petito: l'affittuario di Anna
Vittorio André: uno degli interessati all'affitto dell'appartamento
Alfredo Rizzo: uno degli interessati all'affitto dell'appartamento

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