Educazione Siberiana


I n Unione Sovietica durante il periodo di Stalin intere comunità criminali di varie etnie furono deportate, per motivi di sicurezza, in una regione del sud-ovest della Russia. La regione divenne presto un ghetto criminale controllato da vari clan, tra questi il più povero ma il più temuto era il clan dei Siberiani. Questo clan è soggetto a rigide regole di disciplina miste a fervore religioso che nonno Kuzja, patriarca rispettato da tutti, impone nello sperduto e gelido villaggio dove i clan sono relegati. Si prega la Madonna affinché perdoni loro l'assassinio di poliziotti, militari e politici corrotti, considerati il Male supremo del mondo e parimenti si odia il denaro rubato, che non può essere tenuto in casa ma sotterrato fuori di essa, oltre all'ingordigia del possesso di beni materiali. Un mondo a parte dove Kolima, nipote di nonno Kuzja e orfano di suo figlio ucciso dagli sbirri, cresce in fretta rispettando tutte le regole e vedendo pian piano lo sgretolamento del vecchio Partito Comunista una volta raggiunta la maggiore età. La droga è bandita dalla comunità e chi se ne macchia, commerciandola, viene eliminato senza tanti complimenti. Parimenti chi è alienato mentale, viene considerato dal gruppo come un "voluto da Dio", ovvero una persona che è direttamente in contatto con il Creatore e per questo non comprende gli altri suoi simili. E' compito della comunità quindi prestargli la massima attenzione, cura e protezione. Cosa che viene meno nei confronti della giovane Xenja, ritardata mentale, figlia del medico inviato nel villaggio, rimasta vittima della brutale aggressione di Gagarin, che l'ha violentata e picchiata, precipitandola in uno stato di assoluto mutismo, privata anche del poco che era riuscita ad esprimere con i ragazzi del posto, su tutti Kolima. Per nonno Kuzja è un fatto gravissimo che suo nipote dovrà regolare facendo pagare con la vita il suo amico d'infanzia. Gagarin ha condiviso la sua giovinezza con lui e ha partecipato a tante rapine di generi di sussistenza sottratte all'esercito russo e per questo ha scontato anche sette anni di prigione, nei quali ha cambiato radicalmente carattere, diventando ostile a tutte le regole e credenze, comprese quelle del suo clan. Spaccia e fa uso di droga e ha stretto alleanza con il terribile clan del "seme nero" composto da criminali russi dediti allo spaccio di droghe ed allo sfruttamento della prostituzione. Quello stretto patto di sangue tra i due giovani non può che essere spezzato col sangue e Kolima esegue la sentenza uccidendo l'amico e rompendo, secondo il rituale del suo clan, la sua picca, il coltello la cui lama retrattile viene lasciata alla vittima, mentre il carnefice ne manterrà il manico. Questo consentirà loro, che si sono amati in gioventù, di ricongiungersi in pace un giorno nell'aldilà. Kolima può lasciare finalmente quel posto e incamminarsi verso Occidente. Ha appreso l'arte del tatuaggio dal suo clan e sa maneggiare bene pistola e coltello con i quali non ha paura di affrontare questa definitiva sfida.
Gabriele Salvatores, affronta con coraggio un tema poco conosciuto, confezionando un film di sicuro impatto emotivo, dove ad uno strano mondo di privazioni imposto da una ferrea dittatura, fa eco l'altrettanta ferrea imposizione di regole di sopravvivenza che si sgretola alla caduta della sua causa, col primo vento di benessere e novità arrivato all'indomani del crollo del Muro. Ottimamente interpretato e con una regia attenta anche ai minimi dettagli, il film offre un ottimo impatto visivo grazie all'attenta fotografia e ai rigidi paesaggi degli esterni Lituani. John Malkovich, nonno Kuzja, e Peter Stormare, Ink il tatuatore, danno prova di grande e intensa capacità recitativa unitamente alla giovane Eleanor Tomlinson, Xenja, in un ruolo di notevole difficoltà espressiva e riuscendoci alla perfezione.

Educazione Siberiana
Italia 2013
Regia: Gabriele Salvatores
Musiche Mauro Pagani
con
John Malkovich: nonno Kuzja
Arnas Fedaravicius: Kolima
Vilius Tumalavicius: Gagarin
Peter Stormare: Ink
Eleanor Tomlinson: Xenja
Jonas Trukanas: Mel
Vitalji Porsnev: Vitalic
Airida Gintautaite: madre di Kolima
Arvydas Lebeliunas: dottore
Andrius Paulavicius: sergente russo

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