To Rome with Love


D opo lo stupendo Midnight in Paris e da amante di tutti suoi film, devo dire onestamente che mi aspettavo molto da quello che doveva essere il suo omaggio a Roma. Era la volta di Roma, mi dicevo. Tocca a noi, chissà cosa avrà in serbo quel genio di Woody? Purtroppo niente o quasi e questo naturalmente nella onesta opinione di chi non l'ha mai criticato. Ma quei 4 episodi che si interrompono, alternandosi tra di loro nel racconto fino alla conclusione a me francamente hanno detto poco. Mi aspettavo luoghi comuni messi alla berlina o omaggi alla nostra storia, cultura e cucina, ovviamente alla sua maniera e per farci riflettere oltre che ridere. E invece oltre ad una fotografia da cartolina e inquadrature molto suggestive di vari angoli della Città Eterna, le storie scivolano via senza lasciare alcunché da ricordare. Ecco se vogliamo proprio indugiare ed aggrapparci su qualcosa da salvare, direi che l'episodio con Woody Allen è senz'altro il migliore con la trovata di far cantare un potenziale tenore, bravissimo sotto la doccia come molti di noi, quanto impacciato davanti ad un pubblico, nel suo elemento naturale, ovvero portando una doccia sul palcoscenico e facendolo cantare come se fosse a casa. Il successo è garantito ma la stampa, aldilà dell'apprezzare la bellissima voce del tenore, bolla come Minus Habens chi ha avuto questa pensata ed essendo Woody americano, ritiene si tratti di un elogio. Con la moglie era venuto a trovare la figlia studentessa a Roma che si era fidanzata con Michelangelo e, suo padre Giancarlo, impresario di pompe funebri, lo aveva impressionato con la sua voce a tal punto che, avendo un passato da discografico, aveva ritenuto di lanciare il consuocero nel mondo della lirica. Incomprensibile l'episodio di Benigni in vesti fantozziane che improvvisamente senza fare nulla, diventa una star ricercata da stampa e TV e senza che lui possa capacitarsene. Angosciato e braccato dai media trova il lato positivo del successo con denaro e belle donne disposte a tutto per una notte con lui, perfino a dividerlo nel letto con altre rivali. Poi la fama svanisce e i media sembrano interessarsi a un anonimo autista di tram liberandolo finalmente dall'assillo dei paparazzi e in grado di poter di nuovo uscire per una pizza con la moglie dimessa e bruttina. Salvo essere assalito subito dopo dalla disperazione di esser tornato di nuovo anonimo e invisibile al mondo, consolato tuttavia dalla moglie dal suo ex-autista che gli aveva predetto il ritorno alla normalità. Alec Baldwin, famoso architetto, ritorna a Roma dove aveva vissuto una trentina di anni prima e incontra una giovane coppia di studenti americani alla quale si unisce un'altra ragazza, appena lasciata dal fidanzato che li raggiunge a Roma per svagarsi e dimenticare. Assistiamo a dialoghi immaginari misti ai reali in perfetto stile Allen da dove intuiamo, forse, che Baldwin in pratica riveda se stesso o riviva le stesse emozioni della coppia a tre consigliandola in più di un occasione. Il dubbio rimane, mentre nell'episodio della coppia di sposini di Pordenone è tutto talmente scontato da risultare ridicolo se fatto da uno come Woody Allen. Arrivati a Roma per incontrare degli zii di lui molto influenti e puritani e che lo vogliono inserire in una loro attività molto remunerativa, la coppia per circostanze fortuite si divide. Lei si perde per Roma e finisce a letto con uno dei più famosi attori della capitale e quando in albergo sta per consumare e cedere alla tentazione ecco che arriva un ladro d'albergo prima e la moglie dell'attore dopo creando un parapiglia tale che la donna terminerà quello che doveva fare a letto col bel rapinatore. Il marito invece è circuito da una prostituta d'alto bordo che lo scambia per un altro al quale lei era stata gentilmente donata dagli amici del fortunato. Pur essendo tutto pagato, il nostro, tra l'altro imbranatissimo, è anche tallonato dagli zii e deve presentare la formosa ragazza come fosse sua moglie. Introdotto negli ambienti della Roma bene riesce pure a consumare per rendersi conto di quanto fosse imbranato con la moglie. Finalmente riunitisi in albergo i due possono amarsi come hanno imparato a fare nella città unica al mondo. Ma sarà meglio tornare a Pordenone. Si guadagna meno ma la vita è più tranquilla per chi vuol metter su famiglia. Tutto qui il film, niente di più e niente di meno e nella speranza che Woody possa ancora divertirci, abbiamo almeno la certezza che il doppiatore, nella persona di Leo Gullotta, è stato trovato. Finalmente e adeguato al personaggio  nel solco tracciato dall'indimenticabile Oreste Lionello suo grande amico dai tempi del Bagaglino.

To Rome with Love
Italia, USA, Spagna 2012
Regia, soggetto e sceneggiatura: Woody Allen
con
Woody Allen: Jerry
Judy Davis: Phyllis
Alison Pill: Hayley
Flavio Parenti: Michelangelo
Fabio Armiliato: Giancarlo
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Roberto Benigni: Leopoldo Pisanello
Monica Nappo: Sofia
Sergio Solli: Roberto-l'Autista di Leopoldo
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Alec Baldwin: John
Jesse Eisenberg: Jack
Greta Gerwig: Sally
Ellen Page: Monica
Lino Guanciale: Leonardo
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Alessandro Tiberi: Antonio
Alessandra Mastronardi: Milly
Penélope Cruz: Anna
Simona Caparrini: zia Giovanna
Roberto Della Casa: zio Paolo
Antonio Albanese: Luca Salta
Riccardo Scamarcio: rapinatore hotel
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narratori
Francesco De Vito: Uomo alla finestra
Pierluigi Marchionne: Vigile urbano
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camei di
Ornella Muti: Pia Fusari
Giuliano Gemma: manager hotel
Lina Sastri: amica al cinema
Maria Rosaria Omaggio: passante a piazza del Popolo
Carol Alt: Carol
Gian Marco Tognazzi: cliente di Anna
Isabella Ferrari

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