Il mucchio selvaggio


U no dei migliori western di tutti i tempi che l'autorevole Morandini definì, tra l'altro, come la risposta di Sam Peckinpah alla cinica retorica dello "spaghetti" nostrano. Di sicuro e qui lo dico senza tema di smentite, acuì ancor più nel nostro l'uso dello "splatter" divenendo per tutti, nei pochi anni che il genere continuò in Italia, un esempio per le sparatorie e conseguenti sbruffi di sangue copiosi. Cosa questa che la nostra "retorica" aveva risparmiato allo spettatore. Il Mucchio stabilì una volta per tutte e diffuse in ogni genere, che le sparatorie generano sangue a volontà. Non si possono fare le frittate senza rompere le uova mentre la nostra "retorica" in questo era insuperabile. La storia è di quelle coinvolgenti e capaci di farti passare più di due ore senza accorgertene. Pike Bishop, nell'inizio travolgente del film, con la sua banda travestita con abiti militari rubati, porta a termine una rapina ai danni di una società ferroviaria che in realtà gli ha teso una trappola assoldando un suo ex compare, Deke Thorton. Questi aiutato da un'altra banda di tagliagole deve eliminare Pike e i suoi per conto della compagnia ferroviaria contando sul fatto che ne conosce le abitudini e il modo di operare. In cambio riavrà la libertà o dovrà tornare a marcire in prigione. L'effetto sorpresa non coglie Pike impreparato che riesce a fuggire con un bottino che si rivela, una volta giunti in territorio messicano, essere composto da miserabili rondelle di ferro. Con le pive nel sacco si rifugiano ad Agua Verde, un villaggio dove viveva Angel un componente della banda e qui trovano le truppe del Generale Mapache e una situazione abbastanza critica nel pieno della rivoluzione civile. Il Generale propone loro di rubare un carico di armi da un convoglio dell'esercito americano dietro compenso di 10 mila dollari e l'affare va in porto. Le armi vengono abilmente sottratte e prendendo tutte le precauzioni possibili circa il mantenimento della parola da parte del generale, Pike deve vedersela anche dagli uomini di Thorton che non hanno mollato la presa e sono sulle sue tracce in territorio messicano. Angel ottiene una cassa di armi per i suoi campesinos e in cambio non prenderà la sua parte d'oro, ma tradito dalla madre della sua ragazza che lui aveva ucciso per averla vista tra le braccia dell'odiato generale, viene da questi catturato e torturato. Pike e i suoi lo vendicano nella sparatoria finale che è senz'altro la più celebre nella storia del cinema e dove tutti muoiono crivellati di colpi. Gli uomini di Thorton festanti per il lavoro svolto per loro, non hanno che da raccogliere i cadaveri e cercare di trasportarli in breve tempo oltre confine per incassare le taglie e la libertà. Thorton ha preso la colt del suo vecchio amico Pike per ricordo e non torna indietro con i suoi preferendo restare lì e possibilmente lontano dal carcere. Del resto i suoi faranno poca strada, raggiunti e uccisi dai campesinos armati da Angel e dai suoi eroici amici gringos.

The Wild Bunch
Stati Uniti 1969
Regia: Sam Peckinpah
Musiche Jerry Fielding
con
William Holden: Pike Bishop
Ernest Borgnine: Dutch
Robert Ryan: Deke Thorton
Edmond O'Brien: Sykes
Warren Oates: Lyle Gorch
Ben Johnson: Tector Gorch
Jaime Sanchez: Angel
Emilio Fernandez: Gen. Mapache
Alfonso Arau: Ten. Herrera
Jorge Russek: Magg. Zamorra
Albert Dekker: Pat Herrigan
Strother Martin: Coffer
L.Q.Jones: T.C.
Bo Hopkins: Crazy Lee
Dub Taylor: Wainscoat
Rayford Barnes: Buck
Paul Harper: Ross
Chano Urueta: Don José
Aurora Clavel: Aurora
Elsa Cardenas: Elsa
Bill Hart: Jess
Stephen Ferry: Sgt. Mc Hale

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