Ehi amico ... c'è Sabata, hai chiuso!

Lee Van Cleef nella sua lunga carriera italiana ci ha abituato, e bene aggiungo, quasi viziandoci, al suo ruolo di "maturo" pistolero. Anche qui non rinuncia al suo canone di risoluto, infallibile e deciso verso i cattivi, quanto bonario e disponibile con i buoni o meno fortunati nella caotica vita di frontiera. Lui è Sabata, ed è di passaggio a Daugherty City quando, nella cittadina vicina al confine messicano, viene consumata una sanguinosa rapina ai danni della locale banca e che ha fruttato 100 mila dollari in oro di proprietà dell'esercito. Si mette subito sulle tracce del carro che trasporta il pesante bottino e grazie al suo fucile di precisione e da lunga gittata, uccide i banditi e riporta carro e cadaveri in città. Chiede ed ottiene una ricompensa di 5 mila dollari dall'esercito e incuriosito dalla presenza in città di un terzetto di fratelli acrobati provenienti da St. Louis, noti alle forze dell'ordine per precedenti penali, inizia ad indagare e scopre i veri mandanti della rapina in un gruppo di notabili, tra i quali l'irreprensibile giudice O'Hara e facenti capo a un signorotto del luogo, tale Stengel che con quei soldi intendeva acquistare una gran quantità di terreni adiacenti e in procinto di aumentare di valore col prossimo passaggio della ferrovia. Allora Sabata, che sguazza con i malvagi, si diverte a ricattarli e scatena la loro reazione volta ad eliminarlo. Tentano in tutti i modi  di metterlo a tacere ma grazie all'aiuto di Carrincha, un "borrachon" abile coi coltelli che chiama i suoi pidocchi, e il suo amico Gatto Mammone, un saltimbanco indio di poche parole ma di grande abilità e fatti, riesce sempre a cavarsela e assottigliando ad ogni scontro le file dei nemici. Tra i quali si ritrova inaspettatamente uno strano individuo chiamato Banjo per il suo strumento inseparabile e che suona ad ogni occasione, e che credeva amico tanto da promettergli una parte una volta riscossa lo somma dai ricattati. Ma i soldi fanno gola e Banjo che nasconde un micidiale winchester nel suo strumento, dopo che tutti sono stati eliminati e il solo giudice O'Hara rimasto vivo e in grado di pagare per mettere a tacere la vicenda, sfida a duello Sabata e lo abbatte sotto agli occhi increduli della folla. Incassa il denaro e carica il morto sul carro per portarlo al camposanto. Ma appena fuori stacca il cavallo e si da alla fuga al galoppo e allora Sabata si alza, prende il suo fucile di precisione e lo ferma sparando alla sacca del denaro che staccatasi lo costringe a fermarsi e mogio mogio riconsegna tutto a Sabata. Per punizione invece del 50% avrà solo la ricompensa dell'esercito ma dovrà dividerla con Carrincha e Gatto Mammone e la sua parte dovrà rincorrerla, sparpagliata dal vento, per il deserto.
Gianfranco Parolini con lo psuedo di Frank Kramer firma un discreto film a metà tra il serio e il faceto con il giusto taglio degli esterni spagnoli e i buoni interni degli Studi Elios. Lee Van Cleef è una garanzia e anche un'icona consolidata di quel genere, William Berger ai suoi livelli espressivi in un ruolo stavolta intrigante dall'inizio alla fine e buone prove delle spalle Ignazio Spalla (guarda caso il nome capita a proposito, era meglio se usavo il suo pseudo di Pedro Sanchez) e Aldo Canti col nome di Nick Jordan che conosciamo nel blog per essere stato uno degli originali della serie "3 Supermen" che mette in mostra nel film le sue grandi doti di stuntman con evoluzioni acrobatiche sempre efficaci e di grande impatto visivo. Linda Veras è invece l'unica protagonista femminile in un ruolo peraltro marginale.


Ehi amico ... c'è Sabata, hai chiuso!
Italia 1969
Regia: Gianfranco Parolini
con
Lee Van Cleef: Sabata
Ignazio Spalla: Carrincha
William Berger: Banjo
Aldo Canti: Gatto Mammone
Franco Ressel: Stengel
Antonio Gradoli: Ferguson
Gianni Rizzo: Giudice O'Hara
Linda Veras: Jane
Spartaco Conversi: Slim
Carlo Tamberlani: Nichols
Luciano Pigozzi: Padre Brown
Marco Zuanelli: Sharky
Janos Bartha: Sceriffo

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