Isabella duchessa dei diavoli

La giovane Isabella de Frissac assiste alla distruzione della sua famiglia trucidata barbaramente dal perfido e sadico Barone Von Nutter e, tratta in salvo dallo zingaro Melicour, cresce in bellezza e odio nei confronti di chi le ha sottratto castello, proprietà e affetti.
Con la sua nuova famiglia di zingarelli cresce forte, astuta e molto abile con le armi. Nel suo cuore sembra non esserci spazio per l'amore ma solo per l'odio sconfinato e il desiderio di vendetta. Ma il Barone ha orecchie dappertutto e saputo che una giovane figlia dei de Frissac si è salvata e che può raccontare la verità sui fatti, cerca di farla ammazzare da suoi sicari ma senza riuscirci. E' ora di passare al contrattacco e fingendosi una prostituta zingara, Isabella arriva fin dentro al talamo del dissoluto usurpatore e lo sfregia prima di essere catturata dai suoi sgherri. Torturata riesce con uno strattagemma a fuggire col fratello del barone promettendogli la metà del tesoro che i suoi avevano nascosto e che solo lei ne conosce l'ubicazione. Per il malcapitato è un tranello e gli amici di Isabella lo catturano. Il barone, rimessosi e schiumante rabbia, indossata una truce maschera di cuoio a nascondere le orrende mutilazioni del viso si getta freneticamente sulle sue tracce. Ma ormai il suo crimine è scoperto e viene arrestato e condannato a morte dagli uomini del Maresciallo Bassompierre riuscendo però ad evitare la morte in extremis con una rocambolesca fuga aiutato dagli ultimi uomini rimasti a lui fedeli. Una porta rimane quindi aperta a chi volesse riprenderne la storia dopo più di 40 anni.
Tratto dall'omonimo fumetto, un must "per adulti" di quegli anni, con gli splendidi disegni del compianto Sandro Angiolini, il film non perde la freschezza dei temi trattati a scapito forse di una interprete non proprio all'altezza, una sorta di meteora del cinema nazionale, e restituisce intatte le emozioni del cappa e spada unite a dosi di erotismo che ne decretarono il divieto ai minori di 18 anni all'epoca, mentre oggi passa tranquillamente in TV. La stessa sorte toccò alla serie sulla Meravigliosa Angelica, censurata all'epoca e visibile a tutte le ore oggi sui canali Sky. Sal Borgese ha un ruolo da quasi protagonista che ne evidenzia la simpatia oltre alla bravura come stuntman e nell'uso delle armi. Sal ormai è una presenza fissa del blog che ne testimonia con affetto la longevità di artista. Detto della Skay, bella e .. buona il giusto, va sottolineata la prova di Tino Scotti e Loris Gizzi grandi attori di teatro di consumata bravura, mentre del tutto inadeguato al ruolo è il corpulento Palmara al quale avrei preferito un mingherlino assai più aderente al personaggio del fumetto.



Isabella duchessa dei diavoli
Italia 1969

Regia: Bruno Corbucci
Musiche Sante Maria Romitelli
con
Brigitte Skay: Isabella de Frissac
Mimmo Palmara: Barone Eric Von Nutter
Sal Borgese: Capo Zingaro
Tino Scotti: Melicour
Fred Williams: Gilbert De Villancourt
Renato Baldini: Gunther
Loris Gizzi: Maresciallo Bassompierre
Enzo Andronico: Un Sicario
Giacomo Furia: Un Popolano
Furio Meniconi: Sicario
Lucia Modugno: Fabienne Kruger
Alberto Sorrentino: Uno Zingaro
Thomas Astan: Il Negro

Commenti

  1. Da un celebre fumetto per adulti un c(hi)appa e spada un po' penalizzato dall'infelice scelta della protagonista, la burrosa Brigitte Skay, bona e tanta ma inespressiva (meglio la Modugno). Certo i tocchi, appunto, da fumetto "nero" (la fustigazione eseguita da Baldini con un certo godimento) sono gustosetti, e l'erotismo per l'epoca poteva essere persino audace, ora il tutto sembra un po' passé. Per amatori. Grande Mimmo Palmara cattivone.

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  2. QUOTONE su tutto ahahaha chiappa e spada è mitica!!
    non son d'accordo su Mimmo che era un attore "peplum" un forzuto un Maciste
    era meglio uno come Staccioli nella parte del sadico Nutter ... non trovi??
    ;-))

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  3. Io non c'ero...10 febbraio 2012 19:25

    RAGAZZI ma che roba guardate!?!?!?

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