Lo chiamavano Verità

La sgangherata banda di "gentiluomini" come li chiama il bello e istruito capo Verità campa di espedienti tra Sacramento e San Antonio sul volgere della fine della guerra di secessione. L'astuto e piccolino a dispetto del nome Gigante, il corpulento con tanto di gonnellino scozzese Yezael e l'improbabile pistolero Miserere ne fanno parte. La fame è tanta e le idee ispirate da un libro che Verità porta sempre con sé leggendolo con interesse: "How to get rich quick in the West". Un carro d'oro trafugato dai sudisti in fuga sembra essere il colpo perfetto e il canyon si presta ad un agguato dinamitardo con lo scopo di bloccare il convoglio. Ma la miccia viene accesa tardi e il risultato è quello di rimanere senza cavalli. A piedi raggiungono un convento di fraticelli isolati ai quali scroccano un pasto e sottraggono 4 somarelli per raggiungere il più vicino paese. Qui perdono al gioco i somarelli e si ritrovano sguatteri nel locale dove la bella Paquita svela loro che il prezioso carico e il suo ufficiale è alloggiato in una delle stanze. Causando il trambusto necessario con una scazzottata da saloon i nostri riescono ad impossessarsi dell'oro e quando stanno per squagliarsela con un carro ecco che arriva la sorpresa. Un tale, pistola alla mano,  si impossessa del carico e dell'ufficiale stordito e legato e sul quale pende una taglia e prima di andarsene svela loro che è l'autore del libro che Verità sta leggendo sul come arricchirsi velocemente nel west. Verità rimasto con un pugno di mosche in mano non se ne dispiace più di tanto e anzi la cosa è di stimolo per infondere ai delusi compagni nuovo ottimismo: "capiterà senz'altro una nuova occasione visto che il libro c'è rimasto e il suo autore ha dimostrato che è possibile diventar ricchi".
Fortunatamente per noi spettatori non ne è capitata un'altra, è bastata e avanzata ampiamente … la prima.


Lo chiamavano Verità


Italia 1972

Regia: Luigi Perelli
Musiche: Manuel De Sica
con
Mark Damon: Verità
Pietro Ceccarelli: Yesael
Pasquale Nigro: Gigante
Franco Garofalo: Miserere
Guglielmo Spoletini: Spencer
Luigi Bonos: Pierre
Maria D'Incoronato: Paquita

Commenti

  1. Lo confessiamo: dopo una lunga e onesta militanza nel genere, dei western "comici" (ma quando?) ne abbiamo piene le fondine. Tanto più poi se, come in questo caso, non c'è uno straccio di idea o azione o di scazzottata (a parte quella miserrima del finale) a compensare la messa in scena indegna di un film turco, o il riciclaggio di interi rulli di altri film, o l'ineffabile fermo-immagine finale su cui partono le note di "Kriminal" di Pregadio-Mussolini! Nefasto.

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  2. grande :))
    un sunto geniale
    ti dirò che alcune bottiglie alle quali sparavano per allenarsi
    erano chiaramente riconoscibili come "vecchia romagna" et similia ..
    ahahaha

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