Una pistola per Ringo

"Tutti cercano Ringo in questo paese e ogni tanto i più sfortunati lo trovano!". Montgomery Wood è Ringo "faccia d'angelo"  poco prima di prendere il suo vero nome di Giuliano Gemma in questo primo western di Duccio Tessari. Un successo all'epoca che rivisto oggi, dopo che il genere aveva decisamente virato sullo splatter per poi riprendersi sul comico e terminare negli anni '70, ha un ché di fanciullesco, di pulito, di primitivo nella media del genere. Ringo è un bambinone, deciso quanto vogliamo ma pur sempre un bravo ragazzo "acqua e sapone" o "faccia d'angelo" che poco ha a spartire col pistolero classico. E infatti lui non ha una pistola e per quasi tutto il film agisce disarmato. Del resto i titoli dei film servono anche a questo. Sancho con la sua banda sconfina in Texas e rapina una banca seminando morte e devastazione. Lo sceriffo Dan, organizza subito una posse e insegue i banditi costringendoli a trincerarsi in una fattoria isolata dove purtroppo vive la sua fidanzata. Decide così di circondare e porre sotto assedio la zona senza tentare alcuna sortita per non mettere in pericolo la vita della sua ragazza che col padre e la servitù è tenuta in ostaggio. Solo Ringo, detenuto in attesa di giudizio, può risolvere la delicata questione. Ottiene dallo sceriffo e dal giudice un processo lampo di assoluzione per legittima difesa e pretende il 30% del bottino da recuperare. Finge un'evasione e con gli inseguitori che gli sparano dietro arriva al galoppo nella fattoria facendo credere ai banditi di essere evaso e che di lui si possono fidare in quanto fuorilegge come loro. Anzi ha pure un piano per far scappare tutti in Messico e con abili sotterfugi riesce a decimare la banda fino allo scontro finale col capo Sancho che verrà ucciso di carambola, con l'unico colpo rimasto in canna, sparato contro un campanaccio.
Le doti di Giuliano Gemma, che aveva iniziato come stunt-man, vengono tutte fuori in questo film che lo consacra definitivamente. Grande vigore fisico ed agilità nel maneggio della colt, come lo scendere e il salire dal cavallo in corsa, o i tuffi spericolati e le scazzottate ne hanno fatto l'icona vivente del cinema western nazionale. Una menzione particolare ad una delle donne più belle che abbia mai visto: Nieves Navarro aka Susan Scott, che nei successivi anni '70 avrà modo di mostrare tutte le sue innate grazie femminili in film della commedia erotica all'italiana ... chiedere per referenze a Lino Banfi. Ultimo un pensiero affettuoso a Fernando Sancho stessa classe del mio babbo, 1916, RIP.


il trailer in inglese testimonia che il genere varcava alla grande i confini nazionali


Una pistola per Ringo
Italia - Spagna 1965

Soggetto e Regia: Duccio Tessari
Musiche: Ennio Morricone e Bruno Nicolai
con
Giuliano Gemma: Ringo
Fernando Sancho: Sancho
Lorella De Luca: Ruby Brown
Nieves Navarro: Dolores
Antonio Casas: Magg. Clyde Brown
Manuel Muñiz: Pajarito Timoteo
George Martin: Dan, lo sceriffo
José Manuel Martín: Pedro

Commenti

  1. Mi sa che me lo guarderò la prossima volta che gioca la juve ... :D

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  2. estrarre e roteare la colt
    farla passare dietro la schiena
    riprenderla e roteare ancora
    e riporla nella fondina
    non è roba da bimbominkia
    e resta impresso come virtuosismo
    di un grande pistolero

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  3. ma siamo al circo o al cinema?

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  4. c'è il giocoliere
    il lanciatore di coltelli
    gli animali
    gli stunt-men
    le bellone
    è un cinema dal vivo

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  5. di serie C come la C di circo appunto ... ;)

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  6. non credo proprio sai!!
    a parte che fu un successo in un altro contesto sociale dove non c'era altro da fare e la TV era poca
    resta il fatto che Giuliano riempiva
    le pagine dei giornali e spesso era in TV con le sue esibizioni da pistolero .. insomma era ed è rimasto un icona del cinema, di un cinema se vuoi, ma pur sempre un icona ..
    se è di serie C questo mi dici di che serie sono le centinaia di film
    italiani prodotti con denaro pubblico che hanno come platea la TV perchè al cinema non se li fila manco chi l'ha girati e interpretati??
    questo andava anche all'estero
    incassava più di quello che costava e faceva lavorare tanta gente .. fai un po' tu i conti con il cinema attuale che ha bisogno dei soldi statali sporchi di politica ..

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