Il Conte Max

Orsini Varaldo - un grande Vittorio De Sica - è un nobile decaduto, spiantato e scroccone che dispone ancora di modi e maniere dell'alta società e le dispensa al giovane allievo Alberto Boccetti - un simpaticissimo Alberto Sordi – umile giornalaio di Via Veneto a Roma che vuol "crescere" e sogna sovente con le riviste patinate che vende ogni giorno. Il conte riceve in cambio la lettura gratis dei quotidiani, riviste e parole crociate ... a matita .. per poterle rivendere. Oltre a sigarette, colazioni e anche pranzi nei quali non disdegna la "popolare" scarpetta col pane, raccomandando però al giovane allievo di non farla mai. Alberto è di nome e di fatto simile al nostro storico giornalaio del paese che come lui vendeva giornali esteri ai turisti spendendo con loro anche le poche parole straniere che conosceva. Per certi versi quindi posso dire di aver vissuto o assistito a parte della storia "realmente". Tongue out Qui a differenza si assiste invece alla scalata o al tentativo maldestro di Alberto di entrare nel bel mondo. Così su suggerimento del conte inizia l'avventura e parte per Cortina, in luogo della più umile Capracotta dove volevano spedirlo gli zii con una sommetta di 25 mila lire .. abbondando … perchè è giovane e si deve divertire. Una volta là si rende presto conto che con quella cifra può si e no passarci una notte, ma la fortuna è in agguato e conosce la bella baronessa Elena di Vallombrosa e molto disinvolto regge la parte del nobile con un discreto successo. Lei sta partendo per la Spagna e gli chiede di seguirlo, ma solo un disguido al bagaglio lo costringerà a salire sul treno prima e sull'aereo poi, e in Spagna tra tori e flamenco si invaghisce di lei. Un maldestro tentativo di inviarle fiori gli costerà il rimpatrio forzato in Italia e le spese conseguenti. E quando il conte Max gli dice che una certa baronessa di passaggio a Roma lo ha più volte cercato al telefono e che lui si è spacciato per il maggiordomo, si precipita al Grand Hotel in pompa magna. Lei è di passaggio e con i suoi amici è in procinto di ripartire e lui si aggrega anche se nel frattempo ha avuto anche modo di allacciare una semplice relazione, nei panni del giornalaio, con la loro governante Lauretta, nel frattempo insospettita di tale e tanta somiglianza. Saranno i modi arroganti della combriccola di aristocratici, prima nei suoi confronti di giocatore di bridge del tutto improbabile e l'ennesima umiliazione patita dalla povera Lauretta a fargli gettare la maschera mandandoli tutti a quel paese e decretando la fine della sua malsana e irrealizzabile ambizione. Tornerà a casa con la sua Lauretta scegliendo una vita più modesta ma senz'altro più appagante e alla sua portata. Colto al volo su Cult per apprezzarne ancora intatte tutte le atmosfere – una Cortina innevata anni '50 da cineteca su tutte - di questa bellissima commedia di un' Italia che ormai non c'è più.  Il film è un rifacimento di "Il signor Max" del 1937 di Mario Camerini con De Sica nel ruolo invertito del giornalaio e da segnalare anche un secondo remake diretto e interpretato dal figlio Christian che da lodevole iniziativa è naufragata miseramente nel greve degli anni '90 e non certo servita a rendere omaggio o ricordare il grande padre.


Il conte Magister elegantiarum e la scarpetta col pane ... che non si fa mai ....


Il conte Max  Italia  1957

Regia: Giorgio Bianchi
con
Alberto Sordi: Alberto Boccetti
Vittorio De Sica: Conte Max Orsini Varaldo
Tina Pica: La zia
Juan Calvo: Lo zio Giovanni
Susanna Canales: Lauretta Campo
Anne Vernon: Baronessa Elena di Vallombrosa
Jacinto San Emeterio: Don Juan De Figueroa
Diletta D'Andrea: Pucci

Commenti

  1. si stava meglio quando si stava peggio ...
    uno spaccato di Italia che non c'è più
    :(

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  2. un film capolavoro, ma che rimane sempre attuale ... c'è ancora quell'italia ... anzi è l'italia ... ;-)

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  3. Un film splendido con due attori eccezionali.

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  4. mi riprometto di guardare quando possibile i film di alberto in b/n
    e farne poi delle recensioni visto che c'è il blog
    e poi quella era la commedia all'italiana e l'arte di arrangiarsi oggi è in gran parte solo volgarità
    stasera gobbo guarda l'enensima margherita buy e placido e nota
    le differenze
    ;)

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  5. Due pietre miliari del cinema italiano per un grande film italiano...perchè non esiste più tanto talento tra gli attori italiani??? Ci siamo ridotti a dover digerire Stefano Accorsi...bahh...

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