Il pranzo di Babette


F ine ottocento, in un piccolo paesino della Danimarca, vivono le sorelle Martina e Philippa così chiamate in onore di Martin Lutero e del suo amico Filippo Melantone. Il padre, un pastore protestante, ha negli anni predicato e condotto un gregge che lo ha venerato come decano e loro guida spirituale. Ha considerato le sue due figlie al pari delle sue mani e ad ogni pretendente ha sempre cortesemente risposto che non avrebbe mai potuto privarsi delle sue mani. Così le figlie lo hanno seguito nel cammino di fede trascurando amori giovanili, rappresentati per Martina dal giovane ufficiale Lorens Lowenhielm e per Philippa dal famoso cantante francese Achille Papin. Proprio costui, anni dopo, scrive un'accorata lettera alle due sorelle raccomandando loro la latrice di tale missiva, Babette Hersant, in fuga da Parigi soggetta alla dura repressione della Comune, che ha visto suo figlio e suo marito fucilati dagli uomini del Generale  Galliffet. La donna non ha dove andare e si offre di cucinare e accudire le due sorelle, che dopo un'iniziale perplessità, all'offerta della donna di lavorare gratis, l'accettano in casa di buon grado. Hanno così la possibilità di dedicarsi ancor più alle cure dei loro poveri con Babette che provvede a tutto il resto. Passano altri quattordici anni e Babette è ben inserita nella piccola comunità, dove però stanno affiorando screzi e incomprensioni tra i seguaci del defunto pastore, a stento composti e frenati dalle due instancabili sorelle. Babette ha un colpo di fortuna e vince una  considerevole somma alla lotteria, tale da indurla ad offrire un pranzo francese alle sorelle a i loro stretti seguaci, in occasione del centenario della nascita del loro padre e pastore venerato del villaggio. Le due sorelle sono preoccupate da tale iniziativa, che vede Babette farsi inviare dalla Francia tutto il necessario e anche i loro seguaci sembrano intuire che quel cibo possa deviarli verso il cammino del peccato e della lussuria. Prenderanno parte al pranzo ma ripromettendosi di non gustarne l'eventuale bontà e soprattutto di non farne riferimento alcuno e di non parlarne qualunque cosa succeda. Al pranzo è invitato anche il Generale Lorens Lowenhielm, il giovane tenentino spasimante di un tempo, che ora viene direttamente dalla Corte di Svezia. E' proprio lui ad intuire durante il pasto, tutta la maestria di chi lo ha preparato e a tesserne le lodi. Cosa che a poco a poco prende pure gli altri commensali, che dagli iniziali dubbi e paure di peccare, si lasciano andare, pur senza commenti sul cibo, apprezzando ognuno a modo suo tutte le eccezionali portate. Babette, aiutata dal postiglione del generale, che per la prima volta degusta vini e champagne mai provati prima e da un ragazzetto come cameriere, infaticabile, sforna una delizia dietro l'altra, facendo tornare alla mente del generale quella straordinaria chef donna che incantava il mondo nel famoso Café Anglais di Parigi. Quelle deliziose quaglie en sarcophage gli ricordano proprio quel ristorante mitico, ma è tempo per un cognac di fine champagne, salutare tutti, prendere commiato, in uno struggente vis a vis, dalla fiamma di un tempo e tornarsene indietro. Stessa cosa per gli altri invitati che restano nel villaggio ed estasiati da quella esperienza si lasciano andare a canti religiosi sotto le stelle tenendosi tutti per mano. Babette è stanca ma felice di aver potuto ringraziare chi l'aveva salvata tanti anni prima. Alle due sorelle riconoscenti svela di essere la famosa cuoca di Parigi, ma che da anni nulla la lega più alla Francia e con loro resterà anche se ha speso tutto il suo denaro per la cena. Un artista in fondo non è mai povero.
Un capolavoro, premiato con l'Oscar, dove sebbene a colori si respirano le atmosfere del grande Carl Theodor Dreyer,  che celebra la sensibilità umana in un inno alla vita e alla ricchezza dell'essere scevro del possedere. E anche un viaggio nella cucina di un tempo, senza gas e fornelli ma capace anche sulla fiamma viva di creare prelibatezze inimmaginabili come il menu che Babette porta a tavola:
Brodo di tartaruga
Blinis Demidoff
Caille (quaglie) en sarcophage
Insalata mista
Formaggi misti
Savarin
Frutta mista
Caffè con tartufi al rum
Friandises (pasticceria secca): pinolate, frollini, amaretti
Vini

Amontillado bianco ambra
Clos de Vougeot rosso
Champagne Veuve Clicquot
Cognac de fine Champagne

Babettes gæstebud
Danimarca 1987
Regia: Gabriel Axel
Musiche Per Nørgård
con
Stéphane Audran: Babette Hersant
Birgitte Federspiel: Martina (anziana)
Vibeke Hastrup: Martina (giovane)
Bodil Kjer: Philippa (anziana)
Hanne Stensgaard: Philippa (giovane)
Jarl Kulle: Generale Lorens Lowenhielm
Gudmaw Wivesson: Lorens Lowenhielm (giovane Tenente)
Pouel Kern: Pastore
Jean-Philippe Lafont: Achille Papin
Bibi Andersson: Signora svedese
Asta Esper Hagen Andersen: Anna
Thomas Antoni: Tenente svedese
Gert Bastian: Povero
Viggo Bentzon: Pescatore
Else Petersen: Solveig
Lisbeth Movin: La vedova
Preben Lerdorff Rye: Il capitano

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