...e per tetto un cielo di stelle


T im Hawkins, una simpatica canaglia, incontra sulla sua strada il burbero Harry, un uomo ignorante che ha tuttavia messo insieme un gruzzoletto in pepite d'oro dopo un duro lavoro in miniera. Classico sempliciotto da spennare e Tim non ci mette molto a fregarlo e ad investire il ricavato in improbabili affari con un imbonitore che spaccia sua moglie per sirena in giro per i vari paesi del west. Harry lo rintraccia e dopo un breve confronto a base di cazzotti, si fa di nuovo abbindolare e irretire nei piani balordi di quello che diventa un vero e proprio socio in affari. Un uomo, Tim, al quale tremano le mani e che non porta la pistola per paura di fare una fine prematura, a suo dire. Un uomo la cui unica forza è il cervello in grado di escogitare truffe alle quali le persone normali non possono che abboccare, oltre ad aiutarlo a sfuggire alla temibile banda dei Pratt, che hanno un conto aperto con lui da regolare col sangue. Dopo diversi tentativi di rimediare del denaro andati in malora, i due decidono che è il momento di ritirarsi nel ranch che Harry ha ereditato dal padre per iniziare una nuova e onesta vita. E anche per essere scampati all'impiccagione pronta per loro dopo essere stati sorpresi dai Pratt, durante un bivacco notturno. In quella circostanza Tim, sotto gli occhi dello sbigottito amico, aveva mostrato una insospettata destrezza nel maneggio della colt. Sottratta al bandito che lo teneva sotto tiro, aveva sparato alla corda che strozzava il collo di Harry, salvandolo dalla morte e con i rimanenti 5 colpi aveva steso altrettanti banditi con il solo Roger Pratt in fuga precipitosa a cavallo. Tutti centrati nella croce degli occhi, una firma inconfondibile nel west che non può che appartenere a Billy Boy. Tim è Billy Boy e racconta di come un tempo fosse anche lui nella banda e avendo deciso di ritirarsi, scatenò le ire del vecchio Samuel Pratt che mandò sulle sue tracce due dei suoi figli e un discreto numero di uomini. Nessuno tornò ed è per questo che con il crudele ed efferato figlio rimasto, vuole vederlo morire di morte lenta. Forse in quel ranch così lontano i nostri saranno al sicuro, ma dopo un anno di duro lavoro per rimettere in sesto quello che era una baracca fatiscente, ecco piombare nella zona la banda dei Pratt. Nella violenta sparatoria i nostri avranno la meglio ma l'uso della dinamite farà si che tutto andrà distrutto. Tim si rende conto che sta nuocendo con la sua presenza al povero e onesto Harry e decide di lasciarlo per sempre per non arrecargli più guai. Ma Harry è fermamente intenzionato a non restare solo e nel dialogo finale gli urla:
- dove vai?
- non lo so, risponde Tim
- vado anch'io da quelle parti, taglia corto Harry e via al galoppo insieme verso nuove avventure.
Divertente, a metà strada tra il dramma e la commedia con un Mario Adorf in splendida forma e ottima spalla di Giuliano Gemma che oltre a menar pugni e tirare pistolettate, corre dietro a diverse gonnelle, tra le quali quelle della "vedova" Magda Konopka appaiono le più sensuali. Anche se il primo sparo arriva a pellicola abbondantemente dipanata, non manca la violenza la cui faccia è data, anche in questo film, da Federico Boido aka Rick Boyd che ci ha lasciato per sempre l’altro ieri, 7 ottobre 2014. A lui un affettuoso ricordo.
...e per tetto un cielo di stelle
Italia 1968
Regia: Giulio Petroni
Musiche Ennio Morricone
con
Giuliano Gemma: Tim "Billy Boy" Hawkins
Mario Adorf: Harry
Magda Konopka: vedova Dorothy McDonald
Federico Boido: Roger Pratt
Anthony Dawson: Samuel Pratt
Chris Huerta: passeggero sulla diligenza
Julie Menard: la donna-Sirena
Sandro Dori: imbonitore marito della Sirena
Franco Balducci: Brent
John Bartha: Mr. Lawrence
Benito Stefanelli: scagnozzo dei Pratt
Piero Magalotti: scagnozzo dei Pratt
Víctor Israel: locandiere
e con
Peter Branco
Franco Lantieri
Ivan Scratuglia
Angiolino Rizzieri
Alfonso de la Vega
María Gustafson

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