Cinque marines per Singapore


A rt Smith, capitano dei marines, con altri quattro compagni scelti tra ufficiali e sottufficiali, forma una squadra speciale per indagare sulle misteriose sparizioni di loro colleghi in franchigia a Singapore. Lo scopo è di rimanere uniti e farsi catturare tutti insieme per scoprire chi si cela dietro a questa macchinazione e possibilmente riuscire a liberare i compagni. I luoghi più frequentati nella libera uscita dei militari, sono ovviamente i locali notturni o i bar dove sono solite sostare ragazze facili o prostitute. Ed è proprio in uno di questi locali, il Paradise, che i nostri scoprono l'organizzazione criminale dedita al rapimento dei marines. Questa poi li rivende al prezzo di 1000 dollari per i soldati semplici e 2000 per gli ufficiali, ad un'altra il cui scopo è quello di ibernarli, per poi risvegliarli con una sofisticata tecnica sviluppata segretamente, che prevede anche la cancellazione di ogni loro ricordo per soggiogarli al loro volere. Ta-Chouen, il loro capo, intende chiedere un forte riscatto al governo degli Stati Uniti, ma ormai i suoi minuti sono contati. I nostri, seppur rimasti in due, dopo numerosi agguati e altri tentativi di narcotizzarli, hanno ormai scoperto il covo situato a bordo di una nave mercantile alla fonda in rada e al cui interno sono tenuti in stato di ibernazione tutti i marines rapiti. C'è anche una moderna sala operatoria dove è possibile risvegliare i soggetti sui quali sperimentare la folle tecnica. Art e il sergente Gruber entrano in azione a bordo della nave e danno battaglia ingaggiando una furiosa sparatoria, appoggiati anche dal provvidenziale intervento dei rinforzi messi al corrente dalla bella Monica, una bionda e bella agente agente infiltrata tra le donne del folle capo. Debbono ringraziarla per averli salvati e Art ... sa bene come farlo a nome di tutti i marines festanti e acclamanti i due che si pomiciano sulla spiaggia alla fine di questo film.
Tipico spy-movie anni '60 dalle modeste pretese e destinato presumibilmente ai cinema di periferia, è degno di nota soprattutto per il protagonista Sean Flynn, figlio dell'indimenticabile Errol e la cui vita si chiuse tristemente alla soglia dei trent'anni, dopo aver intrapreso una carriera da fotoreporter di guerra, dapprima in Vietnam e anche sui fronti della guerra arabo-palestinese. Tornato in Vietnam, di lui si persero le tracce quando cessò di dare sue notizie in territorio cambogiano che voleva percorrere in motocicletta. Essendo zona di confine e spesso battuta da guerriglieri comunisti vietcong, si ritenne fosse stato catturato ed ucciso con un suo collega. Pur non avendo mai rinvenuto i suoi resti o documenti che ne provino la morte, è stato dichiarato legalmente tale nel 1984.

Cinq gars pour Singapour
Francia, Italia 1967
Regia: Bernard Toublanc-Michel
Musiche Antoine Duhamel e Ward Swingle
con
Sean Flynn: Capitano Art Smith
Marika Green: Monika Latzko
Terry Downes: Sergente Gruber
Marc Michel: Capitano Kevin Gray
Denis Berry: Tenente Dan
Bernard Meusnier: Tenente Angelo McIlhemy
Peter Gayford: Mr. Brown
Andrea Aureli: Ta-Chouen
Jessy Greek: Tien-Sin
Trudy Connor: Madame Tchin-Saw
William Brix: Capitano Kafir
See-Foon: Tsi-Houa
Russeley: Ahmad
Lim-Hong-Ching: Lim
Rahaman Hamid: il ragazzo

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