Mi permette babbo!

Commedia divertente col solito spaccato dell'Italia del dopoguerra, una delle tante interpretate dall'Albertone nazionale. Qui è un giovane con velleità di cantante lirico che vive alle spalle del suocero Aldo Fabrizi, un burbero macellaio al quale ha sposato la figlia e col quale convive nella numerosa famiglia tutta dedita nell'antico mestiere dei macellari romani. Rodolfo studia bel canto e affina le sue caratteristiche di basso presso un vecchio maestro, Edmondo D'Aragona, ormai dimenticato da tutti e del quale è l'unico allievo nonché fornitore di filetto che il suocero, costretto dalla figlia, gli procura ogni giorno. Si alza tardi al mattino perché rincasa tardi la sera a causa dello studio e delle soventi frequentazioni di teatri per assistere alle varie opere che ormai conosce a memoria. Aspetta il gran momento per un debutto che non arriva mai, visto che rappresenta l'unica forma di sostentamento per il suo vecchio maestro che astutamente allunga i tempi adducendo che il suo allievo non è ancora pronto per i grandi palcoscenici e deve ancora studiare. Naturalmente la cosa urta e non poco il suocero che stanco di pazientare e in conflitto con moglie e figlia lo mette con le spalle al muro. O inizia a lavorare, anche come macellaio con loro, o lo sbatterà fuori di casa. Così il suo maestro avvalendosi di vecchie conoscenze riesce a farlo cantare nel ruolo del Dottor Grenvil nella Traviata di Verdi. In fondo dovrà apparire in scena solo alla fine del quarto atto per decretare la morte di Violetta. Per il debutto la famiglia dei "macellari" tutti infiocchettati ha preso un intero palco e il quarto atto sta per iniziare. C'è pure una claque popolare del rione che non vede l'ora di ascoltare Rodolfo visto tutti i giorni passa per le loro vie cantando arie d'opera. Rodolfo entra in scena e dopo la commozione iniziale si esalta a tal punto che va ben oltre la sua parte chiudendo l'opera in maniera goffa, col sipario che si chiude con lui ancora in scena ma con tantissimi applausi in un tripudio generale. Il direttore d'orchestra dietro le quinte gli molla due ceffoni e un calcio in culo allontanandolo dal teatro col suo maestro che si sente ormai finito e screditato per sempre. Ma la famiglia che lo aspetta in un vicino bar per brindare al suo successo è convinta della buona riuscita della serata e della futura carriera di Rodolfo che imperterrito continuerà a studiare col suo vecchio maestro e procurargli i giornalieri 3 etti di filetto, ma con stavolta la buona pace del suocero .. che tra l'altro predilige la coda alla vaccinara, tanto che vorrebbe che "la bbestia c'avesse quattro code e 'na zampa sola ..".

Mi permette babbo!
Italia 1956
Regia: Mario Bonnard
con
Alberto Sordi: Rodolfo Nardi
Aldo Fabrizi: Alessandro Biagi
Gina Amendola: Mimma
Marisa De Leza: Marina Biagi
Franco Silva: Gigi Biagi
Rita Giannuzzi: Isa
Sergio Raimondi: Tullio Biagi
Turi Pandolfini: nonno Giuseppe
Achille Majeroni: Edmondo D'Aragona
Paola Borboni: madame Sonia Varonowska
Pina Bottin: Rosa
Riccardo Billi: Romoletto
Fulvio Manes: Peppetto Biagi
cantanti lirici in persona:
Giulio Neri
Rosanna Carteri
Gino Mattera
Afro Poli
Amalia Pini

Commenti

Post popolari in questo blog

400 giorni - Simulazione spazio

Don Camillo e Peppone - la saga - (1952 - 1965)

I sei della grande rapina

Solo per vendetta

Furore