L'alba del pianeta delle scimmie

Il Pianeta delle scimmie nel 1968 fu un grande successo di pubblico e critica e questo film vuol essere l'antefatto o prequel come si chiama in gergo alla vicenda che vedrà in seguito scimmie evolute e umani soggiogati in una inversione dei ruoli che all'epoca colpì molto l'immaginario collettivo. Il film sostanzialmente si regge sugli effetti della computer grafica che hanno raggiunto livelli incredibili e consentono un dinamismo all'azione più che reale e allo stesso tempo coinvolgente in quelle evoluzioni e piroette volanti del protagonista Cesare e dei suoi simili primati. Lui è un cucciolo di scimpanzé salvato da morte certa dal laboratorio nel quale lavora Will Rodman che lo ha portato a casa ed allevato con cura. Will lavora alla Gen-Sys, un'industria farmaceutica, e sta mettendo a punto un farmaco in grado di curare l'Alzheimer che consiste in un virus in grado di potenziare i neuroni al punto da far loro rigenerare le cellule morte. Sperimentato sui primati ha dato notevoli risultati potenziandone l'intelligenza ma al contempo risultando pericoloso e letale per gli uomini. Will sperimenta con successo il farmaco sul padre affetto da tale malattia e scopre che questi in breve tempo ne ha tratto evidente giovamento ma subito dopo il suo sistema immunitario ha reagito bloccando e distruggendo il virus, occorre pertanto una modifica urgente e un potenziamento del medesimo. Cesare che nel frattempo, a causa di problemi con i vicini, è stato affidato in custodia a un centro per primati che è in realtà una sorta di mattatoio dove gli animali vengono maltrattati e inviati ai vari laboratori dove su di essi verranno testati farmaci. Con la sua intelligenza riesce a evadere e rientrare a piacimento nella gabbia e in una sortita a casa del suo amico ricercatore, sottrae un campione del virus potenziato e lo irrora nel centro confidando in un miglioramento delle capacità cognitive dei suoi simili unita a una maggiore intelligenza. Organizza così una ribellione ponendosi a capo, dopo violenti scontri con alcuni esemplari dominanti, delle varie specie tra le quali alcuni giganteschi gorilla. La fuga in massa e il successivo scompiglio in città con la liberazione di altri esemplari rinchiusi nello zoo, vede principalmente il Golden Gate, il famoso ponte di San Francisco, teatro di violenti scontri con le forze dell'ordine nel tentativo di sbarrare loro la strada verso le gigantesche sequoie della vicina Marin County. A nulla vale l'estremo tentativo di Will di riportare pacificamente a casa Cesare che con grande tenerezza ma altrettanta fermezza pronuncia le sue prime parole "Cesare è a casa sua" lasciando sbigottito e affascinato Will mentre guarda le scimmie arrampicarsi freneticamente sulle sequoie. E' la fine del film e l'inizio di quel che accadrà. Nei film moderni non bisogna mai alzarsi dalla poltrona ai primi titoli e aspettare che si accendano le luci in sala o che inizi la pubblicità se si è davanti alla TV. Infatti dopo alcuni crediti di coda ecco un pilota aereo, con strani sintomi di malattia, che si accinge a decollare e subito dopo un globo terrestre con infinite rotte aeree e continenti interessati. E' la propagazione mondiale del virus e la probabile fine del genere umano anche se alcuni esemplari più forti sopravviverà per il sequel e una missione su Marte, la prima con esseri umani a bordo, è stata vista di sfuggita in un notiziario TV nei concitati momenti della rivolta iniziale e nelle battute finali del film la telecamera indugia sulla prima pagina di un quotidiano dove campeggia un titolo cubitale: LOST IN SPACE ...

Rise of the Planet of the Apes
Stati Uniti 2011
Regia: Rupert Wyatt
con
James Franco: Will Rodman
Freida Pinto: Caroline Aranha
Andy Serkis: Cesare
John Lithgow: Charles Rodman
David Oyelowo: Steven Jacobs
Brian Cox: John Landon
Tom Felton: Dodge Landon
Tyler Labine: Robert Franklin
David Hewlett: Hunsiker
Jamie Harris: Rodney

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