Fuori controllo

Tom Craven, Mel Gibson, è un detective della polizia di Boston nel Massachussets "dove tutto è illegale" come da ritornello che accompagna per quasi tutta la durata questo bel "thrillerotto" d'azione sui poteri occulti della società americana. E' molto legato alla figlia Emma che appare fin dalle prime scene nei ricordi del padre quando la filmava bambina al mare e in altre gioiose circostanze. Oggi è ventinovenne e lavora come stagista presso la Northmoor e torna a casa a trovare il padre che non sta nella pelle vista la lunga lontananza da lei. Già in macchina la ragazza ha degli strani malori tanto da far pensare al padre che sia incinta e quando all'ora di cena vomita per l'ennesima volta si rende necessaria una corsa all'ospedale che viene interrotta subito fuori dell'uscio di casa; una voce urla contro Thomas e una scarica di pallettoni colpisce in pieno ventre la ragazza. Lei muore tra le braccia del padre che non può inseguire gli attentatori. Da qui il film prende la piega ovvia del padre che vuol capire il perché e farsi giustizia anche con mezzi illeciti per l'atroce omicidio di sua figlia. Lui è fedele al motto di non fare mai del male, vivere onestamente non frequentando persone corrotte e tornare sereno a casa la sera. Pertanto esclude che possa essere stato lui il bersaglio di qualche vendetta o ritorsione e inizia a indagare sulla vita della figlia scoprendo che aveva un ragazzo e con lui, irrompendo nella sua casa, ha prima una violenta colluttazione e poi un chiarimento che porta a far luce sulle attività illegali della ditta in cui lavorava la figlia, ingegnere nucleare, che comprendono anche la fabbricazione di armi atomiche con false indicazioni circa la loro provenienza, tali da poter essere attribuite un domani a potenze straniere e il tutto sotto la copertura dei soliti servizi deviati. Con grande sofferenza morale che lo porta sovente a vedere e dialogare con la figlia, tra colpi di scena grandi e piccoli, arriverà a farsi giustizia da solo e a tutti i livelli della torbida azienda rimanendo a sua volta colpito. Mentre la parte politica dell' associazione a delinquere,  con a capo il solito senatore corrotto verrà eliminata con un colpo di scena finale da colui che pagato da loro aveva il compito di "rendere le cose incomprensibili", figura emblematica del film e resa brillantemente da un corpulento e misterioso sicario machiavellico: Ray Winstone, che dirà alla fine di aver scelto l'altra parte della storia prima di finire lo sbigottito senatore. Tom, sul letto di morte dell'ospedale, riceve la visita della figlia e con lei esce dall'ospedale in un finale onirico struggente: ha finito di soffrire.
Un Gibson ritrovato dopo 6 anni passati dall'altra parte della macchina da presa e che mostra sulle prime evidenti segni di invecchiamento, lontano dall'aitante
eroe di tanti film e con qualche inquadratura decisamente ingenerosa che ne mette in risalto l'altezza non certo invidiabile, ma che man mano prende in pugno la situazione con la forza e il piglio che lo caratterizzano. Da vedere, anche se la vicenda appare alquanto scontata, per decretare il giusto bentornato all'attore australiano naturalizzato.

il trailer ufficiale in italiano

Fuori controlloEdge of darkness Flag 2010

Regia: Martin Campbell
con
Mel Gibson
: Thomas Craven
Ray Winstone: Darius Jedburgh
Bojana Novakovic: Emma Craven
Danny Huston: Bennett
Denis O'Hare: Moore
Shawn Roberts: Burnham
Jay O. Sanders: Whitehouse

Commenti

  1. A me non è spiaciuto. Un paio di scene sono molto efficaci, a chi piace l'azione è il suo film.

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  2. è piaciuto anche a me
    l'unica cosa che rende un pochino la storia "debole" è l'ennesima commistione tra politica, servizi e amenità del genere dalle quali sembra che al momento il cinema d'azione americano tragga i soliti spunti
    qui devo dire che ho apprezzato il suo ritorno da attore e in pratica regge da solo il film
    in parte con un bravissimo e misterioso ray winstone sicario dal volto umano
    :)

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  3. Ecco forse il finale è un po' troppo stereotipato...........

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  4. Quanti film da vedere e così poco tempo per farlo...la legge di Moore è stata un gran fregatura!!!

    Se è vero che le prestazioni dei processori, e il numero di transistor ad esso relativo, raddoppiano ogni 18 mesi e questo in teoria avrebbe dovuto comportare una diminuzione proporzionale delle ore lavorative in favore di un più ampio spazio per il tempo libero e quindi in favore di una migliore qualità della vita...in realtà...ci ha aumentato il numero delle azioni ed il numero di pratiche medie per ora di lavoro, permettendoci di fare molte più cose nello stesso momento, ma non riducendo il tempo lavorativo, anzi creando una maggiore intensità prolungata nel medesimo tempo...e allora cosa voglio dire...

    ogni tanto staccare tutto...telefonini...internet...e fermarsi ad ammirare arte, cultura (tra cui cinema) e natura...altrimenti facciamo la fine di Charlot in "tempi moderni".

    Buona Cultura Maestri...

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  5. Uops....Buona Arte e Natura....ma soprattutto...buonanotte :-)

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