Il venditore di morte


Il venditore di morte
P er i notabili della città, il saloon di Polly, da quando è stato aperto con le sue ballerine in costumi discinti, ha portato la delinquenza oltre a corrompere gravemente la morale, come più volte urlato dal pulpito dal Reverendo Tiller. Alcuni sostengono che la cosa era inevitabile e anzi ha circoscritto il fenomeno al solo saloon invece di dilagare per tutta la città. Da Polly c'è stata una rapina a mano armata ad opera di tre individui mascherati e un cliente è stato ucciso insieme con una prostituta del locale e al barista che aveva messo mano alla doppietta. Poi l'intervento deciso dello sceriffo Tom Stanton ne aveva uccisi due in fuga mentre il terzo si era dileguato. Ovvie le polemiche infuriate nei giorni successivi e quando quel poco di buono di Chester Conway, violento e nullafacente viene arrestato ecco che tutti in paese ne invocano l'impiccagione immediata. Lo sceriffo è uomo di legge e intende farla rispettare anche se il Giudice preposto, il signor Atwell vorrebbe sbrigare la faccenda in fretta mettendosi di traverso in maniera autoritaria al povero avvocato difensore Plummer, che siccome nel tempo libero ama alzare il gomito viene ritenuto da tutti un ubriacone. Il motivo di questa fretta è dovuto al fatto che Conway è tipo inviso a tutti per essersi sollazzato con gran parte delle mogli di chi oggi sbraita per vederlo appeso a un albero compreso il Giudice Atwell. Ecco quindi che l'avvocato sicuro dell'innocenza del suo cliente si rivolge al pistolero Silver che dietro compenso e agendo astutamente riesce a scovare il vero colpevole nei panni dell'irreprensibile prete che, da invasato, aveva voluto punire ed estirpare il male a modo suo compresa la povera Polly uccisa proprio mentre svelava alcuni particolari piccanti della gente del posto a Silver. Questi aveva poco prima rifiutato un compenso per catturare l'assassino di una povera messicana, stuprata brutalmente e uccisa in casa da uno sconosciuto che aveva perduto sul posto una borchia del suo cinturone. Troppo poco per cercare un colpevole per cui il rifiuto di aiutare i suoi poveri genitori. Ma quando Conway che scagionato esce di prigione indossando il cinturone che gli era stato tolto, ecco che quella borchia che manca, notata da Silver, ne decreta la sua condanna a morte. Silver, lo accusa apertamente del terribile misfatto e mentre Conway cerca di prendere in ostaggio una bambina della folla, Silver lo uccide di precisione con un solo colpo. Giustizia è fatta! Si accendono le luci e il pubblico dei riempitivi infrasettimanali se ne usciva abbastanza soddisfatto. Non fosse altro per il fatto che c'erano sia Gianni Garko che Klaus Kinski, due big del cinema nostrano di quei tempi.


Il venditore di morte
Italia 1971
Regia: Lorenzo Gicca Palli
Musiche Mario Migliardi
con
Gianni Garko: Silver
Klaus Kinski: Chester Conway
Franco Abbiana: Avvocato Jeff Plummer
Gely Genka: Polly Winters
Luciano Catenacci: Sceriffo Tom Stanton
Giancarlo Prete: Reverendo Tiller
Luciano Pigozzi: Doctor Rosenthal
Laura Gianoli: la sorella di Polly
Alfredo Rizzo: Giudice Atwell
Franca De Stradis: Carmen Morales
Andrea Scotti: Pubblico Ministero
Giuseppe Castellano. Grant
Luigi Casellato: il banchiere
Tchang Yu: il becchino

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