Il pirata del diavolo


C aduto il millenario Impero Romano d'Oriente, nel 1453 parve che stesse per avverarsi il sogno più ambizioso di Maometto: l'unificazione di tutti i paesi civili sotto le verdi bandiere di Allah. Parve che nel 1521 nessuna forza armata potesse più opporsi alle orde turche che stavano sommergendo l'intera Europa. Le popolazioni della Dalmazia vivevano sotto l'incubo dei corsari turchi e più di ogni altro temevano Rabaneck, la belva assetata di sangue che ignorava la parola pietà.
Il Conte Trevisan aspetta suo figlio Marco con trepidazione di ritorno da Venezia con i rinforzi promessi e quella nave in lontananza sembra la sua, così da preparare i festeggiamenti per il suo ritorno, atteso con ansia dalla sua promessa sposa Velia. Ma quella nave è stata catturata da Rabaneck, il pirata del diavolo, che ha preso prigioniero Marco ed ora coglie di sorpresa la città dalmata, depredandola, uccidendo il conte padre e facendo schiave tutte le donne, Velia compresa. Solo Ranieri e pochi altri cavalieri sono scampati al massacro, in quanto non presenti in città al momento dell'attacco. Ora stanno studiando un piano disperato per cercare almeno di liberare Marco e, in attesa del momento propizio, riescono a distruggere la nave, approfittando dei bagordi dei turchi e a recuperare diversi barilotti di polvere pirica. Rabaneck non può più riprendere il mare ed è ormai in gabbia. Può solo sperare di scambiare l'illustre prigioniero con una nave che possa consentirgli di riprendere il largo. Ma Alina, la giovanissima figlia del luogotenente di Rabaneck, mossa a pietà e innamorata di Marco, lo libera sacrificando la propria vita per lui, incontrando una fine orribile per placare l'ira del crudele pirata. Ma per lui ormai le ore sono contate, Marco con i suoi fedeli, riesce a sollevare la popolazione e a fare buon uso dell'esplosivo rimediato da Ranieri, per poi chiudere i conti con Rabeneck in un duello finale che lo vedrà infilzare il rivale in pieno petto.
Certo, uno si aspetta battaglie sui mari e invece questo pirata si combatte per terra deludendo un po' le attese. Altro aspetto negativo è dato dai tanti scontri con spada e quasi tutti goffi, segno evidente che si è risparmiato sul maestro d'armi. Mentre aldilà degli interpreti che fanno quel poco che gli viene chiesto, ovvero apparire piuttosto che recitare, piace e colpisce la scelta della location grazie alla co-produzione slava dell'epoca. Anche se non specificato si riconosce facilmente Dubrovnik, la meravigliosa città sfondo della vicenda, così veneziana da non dover aggiungere niente di posticcio.
   
Il pirata del diavolo
Italia, Jugoslavia 1963
Regia: Roberto Mauri
Musiche Aldo Piga
con
Richard Harrison: Conte Marco Trevisan
Walter Brandi: Ranieri
Annamaria Ubaldi: Alina
Gino Turini: Conte Trevisan padre
Maretta Procaccini: Maretta
Lorenzo Artale: Giovanni
Anita Todesco: Zoraide
Liana Dori: Velia
Lilly Landers: Caterina
Demeter Bitenc: Rabaneck
Luigi Batzella: Mahmud

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