Il buono, il matto, il cattivo

Oriental Western è la scritta che appare nei titoli di coda di questo avvincente film coreano. E si sono consumate tastiere intere (in luogo del solito inchiostro) per accostarlo al cinema del nostro Sergio Leone. In effetti è così a partire dal titolo e via via fino alla fine, con l'aggiunta però di acrobazie tecniche di ripresa che lo proiettano nel genere dei più sofisticati film d'azione moderni. L'inizio è leoniano nella laboriosa preparazione della vicenda e al contempo adrenalinico con le evoluzioni di una stupenda aquila ripresa con inquadrature vertiginose, sfidando il treno in velocità e piombando rapida su una carcassa di animale morto tra i binari e una frazione prima che il pesante mezzo la travolga. Su quel treno, e siamo in Manciuria nel 1930 sotto la dominazione giapponese, un ufficiale con il suo seguito ha con sé una preziosa mappa che conduce a un tesoro immenso. Il buono, Park Do-won, un cacciatore di taglie, deve recuperarla ma all'interno del treno è già all'opera Yoon Tae-goo, il matto, un ladruncolo che ha fatto irruzione nel vagone degli alti ufficiali giapponesi e li ha già eliminati e quando rovista tra le loro cose in cerca di denaro e preziosi, si imbatte in uno strano documento che attira la sua attenzione. Non ha il tempo di pensarci che il cattivo, Park Chang-yi, con la sua banda fa deragliare il treno. Anche lui è stato incaricato di trovare la mappa e non esita ad uccidere militari e civili innocenti con una crudeltà efferata. Il matto approfitta del trambusto e fugge nel deserto a bordo di un sidecar guidato da un compare che stava aspettando. Il cattivo schiuma rabbia e allo stesso tempo deve difendersi e ripararsi dalle fucilate del buono che poi a cavallo si butta all'inseguimento del matto e ha inizio una caccia che vede protagonisti, oltre al trio del titolo anche l'esercito giapponese e bande di tagliagole di varie risme e tutte spietate e armate fino ai denti. Le sparatorie si sprecano e il ritmo è serrato fino all'enorme inseguimento finale, tutti contro tutti, in un tripudio di armi da fuoco ed enorme spargimento di sangue umano e animale. Alcune cadute rovinose di cavalli e cavalieri sembra siano state tagliate in alcuni paesi. Si arriva allo stallo finale tra i tre protagonisti di fronte al luogo dove dovrebbe essere sepolto il tesoro. Quel dovrebbe è infatti d'obbligo e cela la sorpresa sull'effettivo valore e sostanza del medesimo: Petrolio! Oro nero. Il duello finale è a tre, l'inquadratura mostra frenetica i loro occhi, mani e armi girando loro attorno da diverse angolazioni e fino alla sparatoria finale che li vede cadere tutti a terra mentre il petrolio inizia a sgorgare e zampillare con forza. Arrivano i titoli di coda e come spesso accade portano delle novità importanti. Il buono c'è e sta osservando un funzionario governativo che sta attaccando una taglia al muro che raffigura il matto. Che sia morto solo il cattivo?
Joheun nom nabbeun nom isanghan nom
The good, the bad, the weird
Corea del Sud 2008
Regia: Kim Ji-Woon
con
Jung Woo-sung: Park Do-won, il buono
Song Kang-ho: Yoon Tae-goo, il matto
Byung-hun Lee: Park Chang-yi, il cattivo
Yoon Jae-moon: Byuong-choon
Ryu Seung-soo: Man-gil
Lee Hang-soo: Kanemaru
Song Young-chang: Kim Pan-joo
Son Byung-ho: Suh Jae-sik
Oh Dal-soo: Park Seo-bang
Lee Chung-ah: Song-yi
Kim Kwang-il: Two Blades
Don Lee: Bear
Cho Kyung-hoon: Doo-chae

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