The Road

Avevo parlato del Codice Genesi qui sul blog e in molti mi avevano consigliato un film molto simile: The Road. Devo dire che in effetti segue lo steso filone apocalittico e la tecnica usata, una sorta di color seppia a filtrare la luce solare è la medesima. La storia invece è assai più triste e cruda come se di per sé il tema che tratta non sia già abbastanza. Qui si assiste alla disperata corsa, verso un sud che dovrebbe essere migliore, di un padre e suo figlio, in uno scenario devastato e con pochi sopravvissuti e di certo non buoni come i protagonisti, ma disperati, malvagi e in molti dediti ormai al cannibalismo. E già dalle prime battute io resto senza moglie, che intuisce e preferisce un più rassicurante programma TV e non va certo meglio al protagonista Viggo Mortensen che addirittura perde la sua di moglie per desiderio di farla finita in un mondo che non dà altre alternative. Lui vive in frequenti flashback gli ultimi anni del loro rapporto, compresa la nascita del figlio e le difficoltà avute con la moglie contraria a mettere al mondo un bambino in un mondo ormai senza speranza. Quella speranza che invece lui vede nel bambino e che è come sempre l'ultima a morire. Lo accudisce come meglio può e lo assiste con tutto l'amore possibile cercando di fargli comprendere cosa è bene e cosa è male, anche in un contesto di devastazione morale assoluta. Lo protegge dagli occhi dei malvagi che vedono in lui un "bocconcino invitante", cosa che angoscia lo spettatore impotente, all'angolo del salotto di casa, oltre ogni limite. Con la pistola che porta con sé e con soli 2 colpi a disposizione arriva anche a mostrargli come fare per suicidarsi quando le cose precipiteranno e il suo papà non potrà più difenderlo. Ecco che, ormai sull'orlo dell'abbandono per KO tecnico, nella scena che vi risparmio di uno scantinato pieno di miseri esseri umani in attesa di venire macellati, in un sussulto di coraggio, proseguo nella visone del film e loro sulla strada verso sud. La fine arriva, mai tanto agognata devo dire, sulla riva del mare dove il padre ormai malato muore tra le braccia del bambino e lui trova, in una coppia di buoni con 2 figli, la famiglia per sperare ancora. Bella prova di Viggo Mortensen e del bambino che sembra un angioletto nell'inferno, Kodi Smit-McPhee. Cameo di Charlize Theron la moglie qua e là ricordata e di Robert Duvall nella parte di un vecchio barbone incontrato per strada e che se non era per i titoli di coda non avrei mai riconosciuto. Film da mettere in soffitta - in cantina non è il caso - chiudere a chiave e poi uscire di casa dopo averle dato fuoco.



The Road  Flag 2009

Regia: John Hillcoat
con
Viggo Mortensen: il padre
Kodi Smit-McPhee: il bambino
Charlize Theron: la madre
Robert Duvall: il vecchio barbone
Guy Pearce: il veterano
Molly Parker: la moglie del veterano

Commenti

  1. E' un film, allo stesso modo di Codice Genesi che pesca nell'universo di Fallout (meglio è molto più simile anche nella storia) laddove nel videogioco si partiva alla ricerca di un misterioso 'giardino dell'eden' qui si cerca ...una entità (o luogo) superiore?

    La mia opinione, è relativa al finale del film a tratti molto 'costruita' e con poco senso: la sensazione di 'incompiuto' è molto concreta.

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  2. anche per me è incompiuta e forse è un bene perchè ci risparmia chissà quale nefandezza
    certo che l'angoscia di questo film
    fa del codice genesi un film d'avventura al confronto

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  3. l'angoscia
    _________________

    sono abituato di peggio (le partite della juve)...in confronto questo qua sembra una commedia stile fantozzi :D

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  4. eheheh...vero Zio. Questo a livello di atmosfere è sicuramente superiore a Codice Genesi.

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  5. In effetti il film è carico di angoscia che viene trasmessa allo spettatore in modo quasi realistico e questo vuol dire che il regista è riuscito nel suo intento. Io più volte mi sono immedesimato nei protagonisti, restando catturato dal susseguirsi delle scene, come credo maggioranza degli spettatori. Certo, per vederlo occorre sicuramente uno stomaco di ferro e tanta buona volontà: la scena della cantina è agghiacciante. La mia fidanzata l'ho portata a casa prima del film per evitare che mi riempisse di insulti, non ama questo genere di film, così me lo son visto alle 2 di notte da solo, al buio, ogni tanto mi giravo per vedere se c'era qualcun'altro nella stanza :-). Sicuro di non volerlo rivedere, consiglio la visione almeno una volta a chi ama il genere. A mio avviso è un buon film che sa mettere in primo piano il dramma umano di quella che può essere una situazione di emergenza (qui estremizzata), dove l'uomo reagisce con la tendenza all'auto-distruzione (vedi il cannibalismo). Al contrario di CODICE GENESI, dove in primo piano ci sono le gesta eroiche di un "tipo tosto", restando le argomentazioni similari, qui si respira la stessa aria dei protagonisti e di questo, per quanto in alcuni passi il film possa sembrare forzato (almeno per i processi logici, soprattutto nel finale), c'è da attribuire merito al regista.

    Infine ricordo che il film è tratto dal romanzo di Cormac McCarthy pubblicato nel 2006 "La strada", vincitore del Premio Pulitzer nel 2007.

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