Il Pianeta degli Uomini Spenti

Grandi interpreti per un film science-fiction nazionale che pur mostrando tutti i limiti dei mezzi tecnici allora disponibili mantiene intatta una discreta presa sullo spettatore con una storia convincente, per nulla banale e a dimostrazione di quanto fosse fervida e piena di immaginazione l'industria cinematografica nazionale. Magistrale Claude Rains nel ruolo del "vecchio", il burbero professor Benson, così chiamato dai suoi assistenti, che per primo si accorge dell'arrivo dello "straniero", un enorme pianeta che è entrato nel sistema solare e sembra in rotta di collisione con la Terra. Quelli sulla base di Marte non si erano accorti di nulla perché investiti da una gigantesca tempesta magnetica e di sodio. L'allarme per loro era arrivato dalla terra e così il comandante Bob torna in fretta e furia, a bordo della sua astronave, sul pianeta natale per concordare il da farsi con l'alto comando militare. Questi pensano di distruggere il pianeta misterioso prima che possa precipitare sulla terra. Ma Benson li avverte che dai suoi calcoli passerà ben al di sopra dell'atmosfera terrestre. Tuttavia un fatto inspiegabile avviene quando il pianeta si pone in orbita terrestre e il professore capisce subito che ciò è possibile solo grazie a precise manovre dettate da un'intelligenza superiore. Il pianeta è una sorta di Arca che contiene al suo interno forme di vita intelligente, forse in fuga dalla distruzione causata da una super-nova al collasso. Così è infatti e le prime astronavi mandate in esplorazione vengono distrutte da dischi volanti levatisi in volo dal pianeta. Benson riesce a capire, da uno di essi precipitato sulla terra, il sistema di guida automatico ed escogita un efficace sistema di ultrasuoni per impedire il loro funzionamento fino a farli autodistruggere. Ma la curiosità scientifica lo spinge a voler conoscere il segreto di questa straordinaria forma di intelligenza e ottiene di sbarcare sul pianeta. Il tempo rimasto è poco prima che precipiti, ma Benson caparbiamente scopre l'ingresso che conduce alle viscere e con i suoi constata che gli alieni sono ormai morti a causa forse di radiazioni e il tutto è governato automaticamente da una fonte di energia a impulsi. Sordo ai richiami dei compagni di tornare a bordo per ripartire subito, il professore resta estasiato di fronte a quel prodigio tecnologico e ne condivide la sorte di lì a poco disintegrato dai missili nucleari lanciati dalla terra.
Tante astronavi mosse da improbabili fiammelle, come quei dischi in tutto simili ai piatti della batteria fatti girare e per tacere dei computer grandi come armadi e illuminati come alberi di natale ma è quel 1961 il vero metro di giudizio e di valutazione di questo film. Detto di Rains superbo, vanno sottolineate le prove di OrsiniPalmer e del giovane Giuliano Gemma non accreditato.



Il pianeta degli uomini spenti
Italia 1961


Regia: Anthony Dawson (Antonio Margheriti)

con
Claude Rains: prof. Benson
Bill Carter: Bob
Umberto Orsini: Fred
Renzo Palmer: Barryson
Maya Brent: Eva
Jaqueline Derval: Evelyn

Commenti

  1. perchè non avevano pagato la bolletta enel ...

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  2. ahahaha
    ma guarda italiano ogni tanto
    invece che turco
    ;-))

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  3. su rai storia sta passando una serie di documentari su quella indistria cinematografica con riguardo agli studi (oltre a cinecittà) helios e de paolis fuori roma e interviste a registi e "attori" molti dei quali trapassati e i pochi caratteristi western e altri generi che ripercorrono quel periodo che per molti era foriero di denaro e lavoro
    .. una serie molto bella che la consiglio anche se va in onda in orari impossibili come i film che registro da rai movie e che pubblico con una certa nostalghia

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  4. minkia guardo italiano ... ma non solo roba dell'antico testamento ... e poi sarei io l'anticristiano ... :D

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  5. ahahaha
    speriamo che blogger introdue
    i mi piace o i +1 ai commenti
    sarebbe molto bello votarli

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  6. Ma che cazz di film è? :D
    -------------------------
    lo spot per il referendum sul nucleare ... ;)

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