Il grande duello


P hilipp Wermeer è un giovane accusato dell'omicidio di Samuel Saxon, un potente signorotto temuto  e conosciuto da tutti come il Patriarca. Anche suo padre è stato ucciso dai Saxon per estorcergli l'ubicazione di una miniera d'oro da lui trovata, per questo dopo averlo fatto condannare da un giudice corrotto, gli hanno messo alle calcagna una masnada di cacciatori di taglie allo scopo di catturarlo e nella speranza di metter le mani sull'oro. Ma Clayton, lo sceriffo di Jefferson, conosce la verità e per essersi opposto alla condanna di un giovane innocente, è stato rimosso dal suo incarico. Intende per questo salvarlo e dimostrare la sua innocenza, anche se il ragazzo è veloce con la pistola ed estremamente agile, tale da cavarsela bene da solo, sfuggendo a ripetuti tentativi di cattura. Tuttavia sarà Clayton a confessare di aver ucciso il Patriarca, unico mezzo in quel posto ormai senza legge, per fare giustizia dell'assassinio del padre di Philipp. Non resta che regolare i conti con i suoi figli di pari crudeltà e in perfetto stile "Sfida all' O.K. corral", con Clayton che intende misurarsi da solo, relegando il giovane al ruolo di spettatore, anche se sarà quest'ultimo a dare il via alla sparatoria. Clayton è la pistola più veloce della contea e a dispetto del fatto che la porti infilata nei pantaloni sulla pancia, riesce a far fuori il terzetto con estrema facilità, nonostante il più giovane dei Saxon avesse già la colt in mano e col cane alzato. I crimini di un'intera famiglia hanno pagato il conto alla giustizia e il giovane Wermeer può rifarsi una vita con la sua ragazza.
Unico film del genere girato dal bravo regista Giancarlo Santi, che con questo lavoro lascia senz'altro un segno indelebile nel mondo nostrano dello spaghetti western, con trovate di grande impatto, magari seguite a momenti di stanca, ma sempre con consumato mestiere tale da far pensare ad un regista di grande esperienza nel genere, mescolando azione, ironia e tagli alla Leone che fanno di questo film un piccolo gioiello da rivalutare. Anche il giovane protagonista Alberto Dentice, col nome di Peter O'Brien, è alla sua prima ed unica esperienza nel mondo del cinema e non sfigura affatto al cospetto di un mostro sacro come Lee Van Cleef, che anche se in fase calante della sua carriera, riesce a piazzare la zampata vincente con una maturità convincente acquisita nel nostro paese ed apprezzata  da tutti. Tanti e facilmente riconoscibili i comprimari anche se non accreditati o con nomi d'arte. Buone le musiche con spunti eccellenti di Luis Enríquez Bacalov. Girato interamente in Italia è anche questo tra gli amori di Quentin Tarantino, che ne omaggia la colonna sonora di Bacalov nel suo Kill Bill 1.
Il grande duello
Italia, Francia, Germania 1972
Regia: Giancarlo Santi
Musiche Luis Enríquez Bacalov, Sergio Bardotti
con
Lee Van Cleef: Sceriffo Clayton
Alberto Dentice: Philipp Wermeer
Jess Hahn: Bighorse il conducente diligenza
Horst Frank: David Saxon / Samuel Saxon il Patriarca
Klaus Grünberg: Adam Saxon
Marc Mazza: Sceriffo Eli Saxon
Antonio Casale: Hole cacciatore di taglie (col nome di Antony Vernon)
Dominique Darel: Elisabeth
Alessandra Cardini: Anita
Gastone Pescucci: Passeggero della diligenza
Elvira Cortese: Madame Oro, passeggera della diligenza
Anna Maria Gherardi: moglie di David Saxon
Hans Terofal: Jo Barrel
Salvatore Baccaro: Barista del saloon
Remo Capitani: Cacciatore di taglie (col nome di Ray O'Connor)
Angelo Susani: Cacciatore di taglie
Franco Fantasia: Cacciatore di taglie (non accreditato)
Ottorino Polentini: Cacciatore di taglie (non accreditato)
Sandro Marianetti: messicano
e con
Furio Meniconi
Memè Perlini
Luigi Antonio Guerra

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