Lola Colt

Fresca di successo col programma del sabato TV nazionale, Sabato sera, appunto, la Falana si cimentò anche in questo curioso e per nulla banale western nostrano. Ricordo che ebbe un discreto successo, almeno nei cinema di periferia, perché Lola era amata e all'epoca grazie alla Tv poteva contare anche su una certa fama acquistata con le sue capacità di ballerina e cantante. Doti che mette in mostra nel film dandogli una significativa impronta musicale pur in presenza di una trama drammatica e tipica del genere. Lei capita nello sgangherato villaggio di Santa Ana, bisognosa di cure per una ballerina del suo spettacolo itinerante, si trova contro le pie donne del paese che mal digeriscono la sua "attività" ma riesce ad alloggiare nell'unico saloon disposto ad ospitarle. Il paese è in mano ad un signorotto del luogo che, come spesso accade, sogna di far passare una bella ferrovia da quelle parti e di fronte alla resistenza dei NO-TAV dell'epoca, oppone un pugno di ferro netto contro la popolazione, taglieggiandola e tenendone in ostaggio alcuni nella sua fattoria fortificata. Lola riceve le cure per la sua amica dall'unico in grado di prestarglierle, il bel Martellanza che a causa del "blocco" imposto dal tiranno, che tutti chiamano "El Diablo", non ha ancora potuto completare gli studi da medico. Grazie a lui apprende il dramma che opprime tutta la popolazione e avendo vissuto da bambina una situazione simile non è certo disposta a subirla ancora. Con le sue "grazie" riesce a far breccia nel duro e volitivo cuore del Diablo tanto da venire invitata nel suo ranch dove ha modo di capire dove gli ostaggi sono custoditi. E pian piano riesce a sollevare la popolazione costringendo il despota a scontrarsi e ad andare incontro alla sua giusta fine. La cittadinanza tutta con in testa le "pie donne" ringrazia la bella Lola che può finalmente riprendere il suo cammino di artista itinerante, ma stavolta portandosi dietro il bel dottorino innamorato. Per i cultori dei "bloopers" segnalo una scena visibile già a velocità normale ed evidentissima usando il rallenty. Nello scontro finale una freccia colpisce in pancia un uomo del Diablo appostato sul tetto e lo vediamo con le due mani tenersi la pancia .. e naturalmente la freccia, che poi cadendo viene lasciata dallo stuntman per pararsi la caduta con le mani ovviamente e la medesima se ne va in tutt'altra direzione dandone immediata sensazione maldestra in diretta. Buona la colonna sonora col motivo di fondo di Ubaldo Continiello. Erna Schürer è invece agli inizi, casta fidanzatina, prima di prendere il volo e la fama in ruoli erotici al cinema e in fotoromanzi molto in voga negli anni ‘70.

Lola Falana nella sigla di un noto varietà televisivo
Lola Colt
Faccia a faccia con El Diablo
Italia 1968

Regia: Siro Marcellini
con
Lola Falana: Lola Gate
Peter Martell: Rod
Germán Cobos: Larry / El Diablo
Tom Felleghy: Don Rodriguez
Evaristo Maran: Don Pedro
Erna Schürer: Rose Rodriguez
Dada Gallotti: Virginia
Franco Daddi: Paquito
Ivan Scratuglia: John

Commenti

  1. Folle spaghetti-western scritto tra gli altri da Fernando Di Leo non accreditato! L'aspetto folle è che, pure se la bella Lola canta (rhythm and blues!) non è un musicarello in costume ma un western serio, con momenti di iper-violenza appunto alla Di Leo (è financo violato il tabù-ammazzamento di bambino)! Nonostante alcune vaccate (in un flash-back la Falana bambina...è bianca!) si lascia guardare.

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  2. Va detto che i film sono inguardabili, ma le tue recensioni sempre godibili ... tipo questo passo:

    "e di fronte alla resistenza dei NO-TAV dell'epoca"

    :D

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  3. i vs commenti di sicuro impreziosiscono il post :)

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