Il figlio di Aquila Nera


Il figlio di Aquila Nera
A lessandro II, Zar di tutte le Russie, ha nominato Governatore del Caucaso il feroce Generale Volkomsky contando di averne finalmente annesse le terre e domato i Cosacchi dopo anni di guerriglia. Ma ad accendere ancora quegli animi e dare loro un barlume di speranza giunge Aleksej Andrejevic, considerato a Corte, a San Pietroburgo, un frivolo e ricco giovanotto dedito alla bella vita tra donne e viaggi all'estero. E' invece cosacco di nascita e figlio del grande Aquila Nera, una leggenda che guidò per anni la sua gente nella lotta contro gli invasori Russi. Ne prende il nome e mascherato, con un manipolo di seguaci, inizia una guerriglia di disturbo assaltando convogli e rubando al nemico soldi ed armi, compresi cannoni per poter ricreare un esercito in grado di cacciarli. Volkomsky risponde instaurando un regime di terrore dove ogni sospettato è arrestato, torturato e ucciso. Aquila Nera vede tre dei suoi più fidati collaboratori cadere in mano nemica e per di più la sua vera identità è stata scoperta da un ufficiale russo, il Capitano Orloff, che l'ha pertanto smascherato. Nel tentativo di liberare i suoi amici, viene a sua volta catturato e nulla potrebbe salvarlo dalla forca se non l'amore che è sbocciato tra lui e la bella Natascia che, promessa in sposa al Generale, ha invece avuto modo di conoscere ed apprezzare la lotta di colui che credeva in realtà un frivolo libertino. Lei ha in suo potere Vania, il vecchio carceriere, a lei molto affezionato avendola vista crescere  in quanto ex attendente di suo padre, che non esita ad aiutarla facendo evadere i prigionieri. Tuttavia Natascia scoperta finisce a sua volta in carcere. Ma ormai Aquila Nera ha costituito un nuovo esercito in grado di dare la spallata decisiva all'armata occupante di Volkomsky. Questi in fuga, con i suoi ormai in rotta, viene raggiunto e ucciso nel suo Palazzo dove Natascia viene liberata e può riabbracciare il suo eroe. Suo zio, il Capitano Romanoff viene risparmiato e mandato dallo Zar con le richieste di libertà e piena autonomia del popolo Cosacco.
James Reed, pseudo americanizzato del nostro Guido Malatesta, dirige un buon film di avventura. Mimmo Palmara americanizzato anche lui col più eclatante Dick Palmer è l'eroe protagonista a metà strada tra Zorro e Robin Hood con tanti bravi comprimari, scene di massa, costumi e la  giovanissima Edwige Fenech agli esordi.


Il figlio di Aquila Nera
Italia 1968
Regia: Guido Malatesta
Musiche Angelo Francesco Lavagnino
con

Mimmo Palmara: Aleksej Andrejevic
Edwige Fenech: Natascia
Franco Ressel: Generale Volkomsky
Ingrid Schöeller: Désirée
Andrea Aureli: Kurban
Massimo Carocci: Maggiore Benekin
Loris Gizzi: Procopvic
Ivy Holzer: Tamara
Tullio Altamura: Capitano Romanoff
Pietro Tordi: Vania il carceriere
Luciano Catenacci: Capitano Orloff
e con
Ugo Adinolfi
Gualtiero Isnenghi
Valentino Macchi
Franco Pasquetto
Silvana Venturelli
Rosanna Chiocchia

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