Thor

Gli Dei della Mitologia Nordica in un tripudio di effetti fini a sé stessi.  Ovvero a scombinare gli occhi con una moltitudine di luci e laser, ma senza rendere minimamente il mito nell'immaginario che ognuno di noi si è sicuramente ben formato in testa, leggendo fin da piccolo le saghe di questo mondo popolato di miti ed eroi e che veniva subito dopo o a compendio di quello greco ben più corposo e interessante. Certo che vedere all'opera il possente Thor e il suo formidabile martello Mjöllnir era quanto di meglio un appassionato di miti e avventura potesse aspettarsi. Ma come spesso capita, l'attesa viene mal ripagata con un prodotto molto scarso di contenuti come di improbabili riscontri nel quotidiano. Ovvero se il cast è di prim'ordine e la resa grafica di altissima qualità la storia si perde spezzandosi in una prima parte su Asgard, dimora degli Dei, con l'epica battaglia iniziale contro i Giganti di Ghiaccio per poi trasferirsi sulla Terra o Midgard con l'esilio forzato di un Thor senza poteri ma perfettamente integrato nei costumi e nella vita dei terrestri compresi cibi e affetti che sfociano in aperto amore per la bella scienziata Natalie Portman. Odino ha punito l'irruenza del suo giovane figlio in procinto di succedergli, per la sua avventatezza nell'attaccare gli antichi nemici di ghiaccio e che avrebbe potuto scatenare una terribile guerra di distruzione totale. E non si capisce il perché di tale punizione visto che Thor è l'equivalente di Marte, ovvero anche lui un dio della guerra. Ma tant'é e se alla Marvel va bene, a me un tantino meno. Fatto sta che la faccenda si fa seria e Odino, chiuso in uno strano mutismo e vicino a lasciarsi morire è incalzato dal figlioccio Loki che trama con gli antichi nemici dei quali ne condivide la razza. Adottato appena neonato e sottratto a sicura morte nella guerra iniziale, è cresciuto come un figlio amato dagli Dei ma con una grande invidia per suo fratello  Thor, il legittimo successore al regno e quando tutto sta per precipitare, Odino riconsegna i poteri a Thor giusto in tempo per fermare il terribile Distruttore di metallo che Loki ha inviato sulla Terra per eliminarlo. Una volta riottenuti i poteri è un gioco da ragazzi per lui, salutare la sua ragazza terrestre e i suoi amici, volare a razzo su Asgard e sistemare le cose a martellate. Purtroppo nella foga ha rotto il Bifrost, un ponte di cristallo che collega Asgard agli altri otto mondi e la povera Natalie Portman è rimasta fregata. Ma non dispera di riuscire ad aprire un nuovo ponte Einstein-Rosen per riabbracciare il suo amato e il tutto mentre Thor da lassù la guarda e ne soffre la mancanza. Come sempre bisogna aspettare 10 minuti di titoli di coda per rendersi conto che qualcosa bolle in pentola per un probabile sequel. Chris Hemsworth è un fustaccio più che adeguato al ruolo di spaccatutto divino. Natalie Portman, nel poco che è impegnata, lascia la sua inconfondibile scia di grazia e bellezza. Anthony Hopkins è il cinema e lo puoi impiegare in qualsiasi ruolo con una resa qualitativa straordinaria. Mentre se vuoi vedere Samuel Jackson devi armarti di pazienza e aspettare lo scorrere dei crediti finali. Kenneth Branagh, ma chi te l'ha fatto fare??

Thor
Stati Uniti 2011
Regia: Kenneth Branagh
con
Chris Hemsworth: Thor
Natalie Portman: Jane Foster
Tom Hiddleston: Loki
Anthony Hopkins: Odino
Samuel Jackson: Nick Fury
Stellan Skarsgard: Eric Selvig
Kat Dennings: Darcy Lewis
Clark Gregg: Phil Coulson
Colm Feore: Laufey
Ray Stevenson: Volstagg
Idris Elba: Heimdall
Jaimie Alexander: Sif
Tadanobu Asano: Hogun
Joshua Dallas: Fandral
Rene Russo: Frigga
Jeremy Renner: Clint Barton

Commenti

  1. Branagh quando lascia i temi shakespeariani, fa delle boiate incredibili ...

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  2. É un eroe marvel che non si presta alla rappresentazione cinematografica oggi, il fantasy mitologico é già oltre e il personaggio non ha mai avuto spiccate doti di eloquio e simpatia come uomo ragno ne passato tragico e oscuro come bat man.
    Non lo vedrò.

    RispondiElimina

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