Il vagabondo


A ppostato fuori dai bar, il nostro si guadagna da vivere suonando un violino, ma gli affari non vanno bene e la concorrenza è tanta. Al punto che da solo deve fronteggiare un'intera orchestrina che come lui strimpella ed attenta alle orecchie dei malcapitati clienti di un bar. La guerra tra loro è inevitabile. Una guerra tra poveri che neanche l'astuzia dell'omino può sperare di vincere contro forze così preponderanti. Ma può aiutarlo di sicuro a cavarsi d'impaccio e seminare gli arrabbiati rivali. Vagando per i campi, capita in un accampamento zingaro dove una giovane viene maltrattata da una vecchia megera e picchiata da un violento uomo. Costretta in schiavitù, la poverina riceve un insperato aiuto dal buffo omino che non solo evita i tanti colpi che gli vengono portati dal corpulento omaccione, ma addirittura riesce con un robusto randello e spericolate arrampicate sugli alberi, ad addormentarli quel tanto che basta per fuggire con la ragazza rubando il loro carro. Accampati in luogo sicuro tra i due nasce un timido rapporto di affetto e gratitudine, con l'omino che si presta a far ritrovare la perduta bellezza alla giovane, ripulendola e mettendole in ordine i lunghi capelli. Un pittore di passaggio in cerca di ispirazione, si imbatte nella ragazza andata al fiume per prendere dell'acqua. Si offre di ritrarla e nota in un braccio della giovane, uno strana voglia a forma di quadrifoglio che non esita a dipingere. La madre della giovane, una ricca nobildonna disperata dopo che le avevano rapito la figlia in tenera età, riconosce in quel particolare la figlia, durante una visita ad una mostra che l'amico pittore di tanto organizzava. Portata in fretta e furia sul luogo dove era stata incontrata, la donna può riabbracciare la figlia e portarsela con sé facendola salire a bordo della sua lussuosa automobile. Ma lei non può lasciare solo quell'omino tenero, l'unico che in questi anni si è preso cura di lei e a sprezzo del pericolo. Rapido dietro-front e l'omino, col cuore spezzato, può gioire di nuovo e salire a bordo con la sua amata per una nuova e fortunata vita.
Con la consueta squadra di fedelissimi, ecco quell'omino vagabondo che tutti noi ancora apprezziamo, quella sorta di Ulisse del cinema muto, che contro ogni avversità riesce sempre a tirar fuori le migliori soluzioni frutto di un' astuzia in lui acuita da uno stato di estrema indigenza.



 The Vagabond
Stati Uniti 1916
Regia: Charlie Chaplin
con
Charlie Chaplin: il vagabondo
Edna Purviance: la ragazza
Eric Campbell: il capo degli zingari
Lloyd Bacon: il pittore
Leo White: la vecchia zingara
Albert Austin: il suonatore di trombone
Charlotte Mineau: la madre della ragazza

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